X

Argomenti popolari

PUNTO A CAPO

L'anno che verrà

21 dicembre 2019

Caro amico ti scrivo, e come Dalla ti scriverò. L’anno che verrà, nebuloso a vederlo; ci vedrà ancora più distanti, separati tra la penna e la carta, tra lo schermo e la tastiera che saranno incontrovertibilmente spenti. Bisogna saper esser pronti alle divisioni; in un’epoca che apre le braccia ed erige muri in egual modo, perché arroccarsi sulle posizioni è una costante del relazionarsi.

Dove andrà l’anno prossimo? Forse nel futuro. Si capirà dopo un ventennio che è cambiato il millennio, e che l’olocene è terminato da un pezzo e l’antropocene è il nuovo imbarazzo. Non ho sibille da consultare o formule magiche da invocare, solo altri bocconi di vita da assaporare tra il dolce di un bacio e l’amaro di una medicina sul tavolo della cucina.

Vorrei che l’anno che verrà potesse essere quello buono per tutti, per i pensieri migranti, per i cervelli latenti, per i fiumi che scorrono colmi di sentimenti, tra i tempi che ancora fanno descrivere sangue e sgretolano nei giorni le speranze dei mondi. Duemilaventi, così suona la parola del domani, per un numero che richiama fantasie futuristiche. Guardinghi e fermi alle sue soglie, scoviamo tra i ponti le rovine di una civiltà che si trascina goffamente nei vestiti del Novecento. Ma i numeri veri che fanno i conti, sono quelli che si sommano tra bilanci ed inchieste, tra guerre e proteste. Sembra che ogni passo fatto nella nuova era accentui quelli che sono i migliori pregi ed i peggiori difetti di questa umanità; tra le più grandi conquiste e le più misere proposte, tra le ricchezze estese e le povertà a mani protese. Ma chi sono io per cambiare? Sono a volte l’artefice di un destino scarno di successi e spesso colmo di fardelli espressi in rime e fornelli.

Eppure un volto scorto da vicino può ancora donare l’effimera immagine del bambino. Sotto l’albero ritorno al principio; dove l’anno non aveva il peso del tempo, quando il tramonto giungeva come una folata di vento e rinascere era ancora possibile prima che l’innocenza diventasse inverosimile. Chi è pronto per il futuro, vi si getti a capo inoltrato, dentro le tecnologie da scorrimento, dentro i cristalli che strapazzano gli iridi. Sentirsi vicini non è mai stato così semplice ma connessi abbastanza non lo siamo ancora, perché ognuno nella sua stanza fa quello che gli va e clicca quello che non sa. Vedi caro amico, quello che scrivo e che dico è molto importante perché sono contento di questa vita vissuta nell’istante. L’anno che sta arrivando e che aspettiamo con rinnovata ansietà; chi lo sa non possa portarci un anno nuovo, sarebbe questa la novità.