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PUNTO A CAPO

Il meglio di noi stessi

02 dicembre 2019

Dall’editore della prestigiosa rivista “Nature”, settimanale dedicato alla scienza pubblicato per la prima volta nel 1869, arriva l’emanazione “Nature Research” che pubblica online articoli a servizio della comunità che parlano delle più recenti scoperte scientifiche e delle relative sfide a cui la nostra società va incontro. Una recente pubblicazione apparsa sulla rivista ci fa chiudere l’anno con il sorriso affrontando un vecchio luogo comune in maniera inaspettata. Se infatti mille volte nella vita ci siamo sentiti dire: «Ciò che non uccide fortifica», quel che sorprende è il fatto che questo vecchio cliché ora possa vantare qualcosa che molti altri cliché non hanno e cioè il fatto che sia supportato dalla scienza!

Le battute d’arresto sono parte integrante di ogni carriera che si rispetti, ma poco si sapeva sui loro effetti a lungo termine.

Ebbene oggi, grazie al lavoro di alcuni studiosi che hanno pubblicato i risultati raccolti per dieci anni su un campione di giovani scienziati, abbiamo le prove che una battuta d’arresto iniziale possa scatenare effetti potenti e opposti e non sia dunque per forza solo portatrice di sventure professionali. In pratica essa sembra portare, a coloro che perseverano, un miglioramento ravvisabile nel lungo periodo, consentendo di godere di una carriera migliore rispetto a quella dei colleghi che non hanno mai avuto un inciampo.

Dai commenti degli autori della ricerca arriva un messaggio interessante. E cioè il fatto che non si stia parlando solo della “sopravvivenza del più adatto” bensì del fatto che queste persone sono diventate nel tempo “versioni migliori di se stesse” il che non è poco.

Se dunque il miglioramento delle prestazioni del singolo ha un legame causale con l’empasse vissuta, accettare i fallimenti e usarli per crescere può diventare una componente fondamentale verso l’avanzamento professionale. La fine dell’anno è vicina ed è tempo di stilare i buoni propositi e gli elenchi di progetti per l’anno nuovo. Perché allora, un po’ provocatoriamente, non dedicarci alla redazione del nostro curriculum dei fallimenti accanto ai quali inserire le lezioni che quest’anno abbiamo imparato? Certo non sarà questo il CV da inviare, se stiamo cercando una nuova sfida professionale, ma tale esercizio ci consentirà di iniziare l’anno vivendo con maggiore intenzione, perché spesso i limiti che pensiamo di aver avuto – anche quelli che sembravano oggettivi –, risiedono solo nella nostra mente. E allora auguri affinché la lista di lezioni apprese vi porti ad avere un 2020 di grandi soddisfazioni!