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PUNTO A CAPO

Navigatori senza notizie

21 ottobre 2019

I dati pubblicati da uno studio del FöG, un istituto di ricerca dell’Università di Zurigo, in merito alla qualità dei media in Svizzera sono allarmanti, soprattutto riguardo al consumo di notizie. Più di un terzo della popolazione, infatti, è considerata “deprivata di notizie”, cioè non informata. I giovani poi, sono ancora più disinformati: oltre la metà, pur considerandosi “navigatori globali di internet” (global surfer), è assolutamente all’oscuro di quanto accade a livello regionale, cantonale o nazionale. Le conoscenze di politica e attualità di queste persone sono limitate, se non addirittura pressoché nulle. Di conseguenza non partecipano, o in misura estremamente ridotta, al processo politico e democratico. Per fare un esempio: la campagna sul rinnovo del Parlamento elvetico, a loro è scivolata via come la pioggia su un impermeabile cerato e probabilmente non hanno pensato di andare a votare il fine settimana scorso.

Dallo studio si evince che la fiducia nelle istituzioni di questo campionario rappresentativo (nota bene: più della metà dei futuri pilastri della nostra società) è infatti molto bassa. Non c’è da stupirsi: l’immagine che loro hanno della società è impregnata di scandali, crisi, incidenti e catastrofi. O perlomeno dai titoli delle notizie che – giocoforza – raccolgono da qualche parte.

Questo stuolo di “deprivati di notizie”, che sta aumentando di anno in anno, lascia però un barlume di speranza: malgrado l’offerta sempre maggiore di informazioni distribuite sulle piattaforme sociali, il consumatore mostra una maggiore diffidenza verso le notizie che provengono dai social, spesso considerate “fake news”, affidandosi invece ai portali “seri” di testate giornalistiche importanti. Certo, la disponibilità in Svizzera a pagare per leggere online delle notizie o degli approfondimenti è bassa (11%) rispetto, ad esempio, ai Paesi scandinavi (35%). Il pubblico è invece molto disinvolto e propenso a sborsare soldi per usufruire di contenuti di intrattenimento o gioco. Questo potrebbe magari stuzzicare qualche inventore di giochi online a creare un intrattenimento virtuale dal contenuto informativo. Chissà: magari svilupperanno un supereroe (meglio ancora se si tratterà di una supereroina…) che dovrà superare ostacoli, quiz e cavilli amministrativi guadagnando superpunti prima di poter dimostrare di essere un degno e futuro rappresentante di uno dei tre poteri. A leggere lo studio vien da dire: altro che la superpotenza del quarto potere, qui ci vuole un vero superpotere per azzerare i non informati!