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IN CHIUSURA

Rughe… pericolose

28 luglio 2019

Alcuni mesi fa era particolarmente in voga la 10 Years Challenge, ovvero la sfida social a suon di fotografie, su cosa (e quanto) fossimo cambiati negli ultimi dieci anni. Ebbene, passata la moda, in queste settimane di metà estate, sta impazzando in rete un altro “gioco”: l’applicazione Face App che ci permette di vedere come saremo... invecchiati. Basta semplicemente scaricare l’applicazione, caricare una foto e voilà, ci ritroviamo pieni di rughe e con i capelli bianchi.

Per i più giovani, vedersi invecchiati suscita semplicemente ilarità e si condividono volentieri le foto per farsi quattro risate fra amici. Per chi è nell’età di mezzo, invece, le implicazioni dal punto di vista sociologico e psicologico sono più profonde: ha sicuramente un lato rassicurante vederci nonnini, e per chi ha superato l’età della pensione è addirittura piacevole vedersi incartapecoriti. Diventa quasi un’illusione a cui aggrapparsi, la speranza di non dover essere ancora in tomba. Un miraggio di longevità, per addomesticare ancora a lungo la paura di morire.

Gli sviluppatori di questa applicazione, proprio sfruttando anche queste sottili implicazioni psicologiche, hanno fatto presa, contagiando con queste simulazioni anche vip e personaggi famosi, in versione “old”.

Altrettanto rapidamente, però, si è diffuso un certo scetticismo in merito alla privacy dei dati. Sí, perché pur essendo di semplice utilizzo, non abbiamo più il controllo delle nostre foto e dell’uso che altri ne fanno. Dove vanno infatti a finire le foto messe da noi a disposizione, in modo spontaneo e gratuito? E a quali scopi servono le simulazioni dei nostri visi? Per fini militari? Di intelligence? Di marketing? Da chi vengono gestite le banche dati?

Le domande poste dagli utenti si sono moltiplicate. I detentori (russi) dell’applicazione si sono subito affrettati a dire che dopo 48 ore i dati con le nostre foto saranno cancellati dai server. Ma non è certo una rassicurazione. Con le performanti tecnologie attuali bastano infatti molto meno di tre giorni per duplicare o copiare dei dati. Così questo fenomeno social è già stato un po’ stroncato sul nascere. La comunità in rete diventa sempre più prudente e diffidente. E forse, oltre ad un giusto senso critico, siamo tutti comunque coscienti che con il passare degli anni, invecchiamo e non siamo certo esenti da rughe. Anzi: scommettiamo che a fine estate, pur applicando diligentemente la crema solare, ne scopriremo delle nuove? Buona estate comunque!