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PUNTO A CAPO

Tre trend

04 novembre 2019

I datori di lavoro mantengono tradizionalmente una posizione di potere: decidono dove lavora una persona, a quale costo e quante informazioni condividere. Secondo LinkedIn, che ha realizzato uno studio intervistando oltre 5mila professionisti in 35 paesi, questa dinamica sta cambiando. Poiché oggi la tecnologia consente di aver accesso ad un maggior numero di informazioni e di condividerle, da un datore di lavoro ci si aspetta maggiore trasparenza, flessibilità e responsabilità. A sua volta l’azienda ha bisogno di più dai dipendenti, non solo le loro capacità tecniche, ma anche le cosiddette “soft skills” ovvero le competenze trasversali come la capacità di pensare in modo creativo, collaborare efficacemente e adattarsi rapidamente.

Ci stiamo insomma muovendo verso una relazione più equa, tra datore di lavoro e dipendente, che fa bene agli affari. LinkedIn ha identificato tre trend che lo sostengono e per chi non fosse proprio un adepto della piattaforma, i suoi numeri fanno pensare che questi trend siano piuttosto veritieri: sono 610 milioni gli utenti registrati in tutto il mondo, di cui il 40% visita ogni giorno LinkedIn e il 71% usa informazioni di questo network per prendere decisioni di business. Le aziende iscritte in Svizzera nel 2018 erano quasi 46mila di cui 2.109 ticinesi. Sempre in Ticino sono circa 70.600 i professionisti iscritti a titolo personale.

Le soft skills sono dunque il primo trend individuato: sono sempre state importanti e stanno diventando sempre più vitali. L’ascesa dell’intelligenza artificiale fa sì che le abilità tecniche da sole non siano più sufficienti per avere successo. Molte aziende fanno però ancora fatica a valutare con cura le competenze trasversali e per questo sarà utile provare a cambiare il modo in cui vengono individuate e valutate durante i colloqui.

Il secondo trend è la flessibilità: la tecnologia ha portato il lavoro oltre gli orari canonici, nel bene e nel male. Un dipendente oggi si aspetta di recuperare l’equilibrio tra la propria vita lavorativa e quella privata attraverso una maggiore flessibilità e la libertà di lavorare dove e quando vuole, entro limiti ragionevoli.

Infine, al terzo posto, la trasparenza salariale. Poiché oggi le persone condividono informazioni sui salari anche online, sempre più aziende stanno facendo politiche di apertura sulle retribuzioni che mirano ad essere più trasparenti rispetto al passato già nelle prime fasi dei processi di assunzione e questo costruisce fiducia. Insomma: scommettiamo che col prossimo candidato che incontrerete almeno uno di questi temi verrà toccato?