X

Argomenti popolari

PUNTO A CAPO

Vienna-Ibiza, solo andata

03 giugno 2019

Se qualcosa non va per il verso giusto è quasi sempre colpa della comunicazione: carente, imprecisa, poco efficace, non sufficientemente chiara e incisiva, inappropriata. Un candidato non eletto, un prodotto che si vende troppo poco, un progetto bocciato, un mandato finanziario andato in fumo, uno scandalo politico: la responsabilità ricade praticamente sempre sulla comunicazione.

Chi se ne occupa ogni giorno sa che questa spiegazione è spesso pretestuosa, ma deve imparare a farci il callo. Ogni tanto, però, non si può fare a meno di osservare alcune incongruenze. Uno degli esempi più eclatanti è stata la caduta del governo austriaco. L’effetto-domino è iniziato con la diffusione mediatica di alcuni estratti di un video compromettente, in cui compariva un noto politico populista e vicecancelliere che spiegava gli sporchi meccanismi del potere. Massicci sostegni finanziari per la campagna elettorale in cambio di appalti pubblici, o l’assalto alla libertà di stampa, grazie a un mirato avvicendamento di giornalisti presso uno dei giornali più letti in Austria, per preparare una vera e propria campagna a favore o contro certi candidati. Le frasi pronunciate nel video erano troppo chiare ed esplicite per essere fraintese.

Malgrado ciò, il politico in questione ha subito assunto la posizione di vittima di un complotto e sottolineato che si era trattato di “dichiarazioni frutto di semplici giochi di pensiero, infelicemente pronunciate in un contesto, dove anche barriere linguistiche avevano giocato a suo sfavore” (faceva ovvio riferimento al fatto che l’avvenente interlocutrice parlasse russo e le sue frasi fossero state tradotte). Colpa della comunicazione, dunque.

Il capo di Governo l’ha scaricato subito. Sua moglie pure, pare. Il resto è storia recente. Dopo aver silurato pure i ministri colleghi della “vittima del complotto”, anche il cancelliere è stato a sua volta sfiduciato dal Parlamento e nel giro di pochi giorni l’Austria si è ritrovata in piena crisi politica. Non solo comunicativa. A settembre gli elettori dovranno votare un nuovo Governo. E chissà se vincerà… la miglior comunicazione!?

A rigor di cronaca, il politico in questione e sua moglie (professionista della comunicazione) hanno subito corretto il tiro, con dichiarazioni congiunte in cui dicono di voler contrastare uniti e con forza la crisi. A guardar bene, dunque, la comunicazione ogni tanto ha anche il pregio, perlomeno simbolico, di rimettere insieme i cocci.