X

Argomenti popolari

tempo libero & Cultura

Un museo da scoprire (con tutti i sensi)

L'Alimentarium di Vevey vi invita a scoprire il vasto mondo dell'alimentazione. Dalla produzione del cibo fino alla sua consumazione.

TESTO
FOTO
Charly Rappo/arkive.ch
22 settembre 2014

La forchetta è il simbolo dellAlimentarium, ma il suo logo è un cucchiaio, lutensile più antico e universale usato dalluomo per mangiare.


Il reportage

«Cucinare, mangiare, comperare, digerire». È seguendo questi quattro verbi che si sviluppa il circuito dell'Alimentarium, il museo dell'alimentazione di Vevey. E la nostra visita inizia proprio dalla cucina. «È il cuore dell'Alimentarium, è la prima cosa che i visitatori vedono entrando» ci spiega Annika Gil, storica e responsabile della comunicazione del museo, dandoci il benvenuto. I cuochi stanno preparando il pranzo che si potrà gustare nel ristorante del museo. «I nostri non sono solo cuochi. Sono anche mediatori e interagiscono con il pubblico, oltre ad organizzare atelier di cucina per grandi e piccoli durante il pomeriggio».

Nel museo si possono apprendere molte cose sull'alimentazione e c'è anche la possibilità di toccare con mano gli alimenti, o soltanto provarli con le papille gustative al ristorante, scoprendo i suoi menu tematici. In questa sezione si ripercorre inoltre la storia della cottura. «Un tempo la cucina era una parte della casa che non si mostrava. Le donne passavano molto tempo della giornata in cucina, alle cinque del mattino già dovevano accendere il fuoco... Oggi, paradossalmente anche se passiamo meno tempo a cucinare, amiamo avere cucine grandi e belle. Ma non è così ovunque: può capitare che a Shanghai si affittino appartamenti sprovvisti di cucina: la gente compera il cibo in strada» ci spiega Annika Gil.

Il museo propone anche un'analisi storica e sociologica degli alimenti che mangiamo, spiegando tabù e sfatando miti. «La gente crede che in Svizzera si sia sempre mangiato il formaggio. In realtà il suo consumo è relativamente recente e risale al-la Rivoluzione agricola nel '700» spiega la storica Gil. Con il passare del tempo, l'origine di alcune usanze culinarie si perde, e ora, in tempo di feste, non fa danno passare in rassegna qualche tradizione. Perché il giorno di San Nicolao si ricevono sacchetti con mandarini e arachidi? Perché si mangia la corona dei re? «Un tempo i mandarini e le arachidi erano alimenti rari e costosi e quindi erano consumati solo in occasioni speciali. Il fatto che oggi in una corona dei Re magi si trovi una statuina di Pokémon o un Avatar ci fa dimenticare il vero senso di questa usanza. Fino al Medioevo per i cristiani le fave erano un alimento tabù perché la loro forma ricorda un feto. Le consumavano unicamente in occasione dell'Epifania. Piano piano la fava è stata sostituita da una statuina: prima a forma di bambino, fino a diventare la statuina di Re magio che si trova nascosta nella corona» spiega Gil. Gli omini di pasta invece esorcizzano il tabù ultimo, il cannibalismo, e così ridendo ci si spartisce il pupazzo di pane: chi mangia la testa, chi un braccio...

Ai piani superiori si passa all'evoluzione degli acquisti. Quanto e cosa si mangiava cento anni fa? Come sono cambiate le abitudini alimentari? I più piccoli apprezzeranno in modo particolare la sezione scientifica e interattiva in cui tutti i sensi sono sollecitati. Sapreste distinguere un alimento grazie all'olfatto? Qual è il vostro peso ideale? Quanto movimento dovreste fare per smaltire un pacchetto di chips? Troverete la risposta in modo interattivo e dinamico a questi e altri numerosi quesiti.

Ma non finisce qui: fino al 30 aprile 2014 si potrà saziare anche lo sguardo nell'esposizione sulle nature morte. Ci si interroga sull'origine di questo genere artistico, sulle sue implicazioni nella storia alimentare, quella delle mentalità e sulla dimensione religiosa o simbolica del cibo. Come un pasto raffinato, anche la visita all'Alimentarium è più godibile in buona compagnia: le guide sanno spiegare in modo saporito la storia dell'alimentazione. E dopo circa un'ora nel museo, al visitatore non resta che assimilare e digerire con calma tutte le nozioni, magari nel ristorante del museo.

www.alimentarium.ch www.delicesdartistes.ch

Buono a sapersi