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«Massimo rispetto per i collaboratori»

Hansueli Loosli, presidente del consiglio di amministrazione di Coop, e il CEO Joos Sutter sono andati a trovare i collaboratori nei punti di vendita. E sono rimasti profondamente colpiti da quello che hanno visto e vissuto nei negozi in questo periodo così particolare.

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heiner h. schmitt
30 marzo 2020

Koviljka Simic mostra ad Hansueli Loosli la cella frigorifera piena. «I clienti apprezzano che siamo lì per loro», afferma Simic.

Anche da Coop niente è più come prima. Lo si nota all’ingresso dell’ipermercato Kaiserhof di Kaiseraugst (AG): in toni gentili ma determinati, un collaboratore chiede ad Hansueli Loosli e a Joos Sutter di disinfettarsi le mani e di ritirare un cartellino con un numero, per far sì che nel negozio il numero di clienti non superi quello massimo consentito. Le nuove norme igieniche valgono per tutti, anche per i vertici Coop.

All’interno del negozio la scena è quasi normale: clienti che fanno la spesa, un bambino che piagnucola e collaboratori intenti a riempire scaffali e a sistemare la merce. Quà e là si vede qualcuno con la mascherina addosso. «È surreale», esclama Hansueli Loosli «stiamo combattendo contro un nemico invisibile». Intanto Joos Sutter scambia quattro chiacchiere al Servizio clienti con Dosta Straumann. «La prima settimana è stata tosta, ma nel frattempo sia noi sia i clienti ci siamo abituati alla nuova situazione», racconta la donna al CEO Coop. A creare un po’ più di ordine e tranquillità in negozio ha contribuito soprattutto il controllo contingentato degli ingressi, spiega Dosta Straumann. Durante il giro, all’occhio attento di Hansueli Loosli e Joos Sutter non sfuggono un paio di cose che i clienti forse nemmeno notano: alcuni articoli non sono disponibili. «Purtroppo è stato necessario tenere aperta l’attività. Fortunatamente, presto torneremo ad avere lo stock normale e saremo in grado di fornire quasi tutto», spiega Loosli prima che Tomislav Sare, vice capo filiale, gli faccia notare l’articolo più richiesto in Svizzera: la carta igienica! «Il problema per ora è risolto», sorride Sare. «In magazzino ne ho 36 palette!»

Silvia Meier spiega a Joos Sutter come ha organizzato il reparto: «Ci aiutiamo a vicenda, cercando di fare del nostro meglio».

Hansueli Loosli e Joos Sutter esaminano i prodotti del punto di vendita Kaiserhof a Kaiseraugst (AG).

Il presidente del Consiglio d'amministrazione di Coop Hansueli Loosli sulle norme igieniche: «È importante proteggere adeguatamente i collaboratori e i clienti».

Anche sotto la superficie di vendita i magazzini sono pieni: «La merce sta arrivando ora; in tutta la mia carriera non mi era mai capitato di vedere tante consegne», spiega Koviljka Simic, collaboratrice al reparto latticini, che lavora per Coop da 23 anni. Si sbaglia però chi crede che Coop tragga profitto da questa crisi: più di 1.000 negozi del Gruppo Coop, tra cui Fust, edile+hobby, Interdiscount ecc. hanno dovuto chiudere. I collaboratori interessati sono stati più di 13.000. Si sta cercando di impiegarne il più possibile nei negozi Coop. Al momento, più di 3.000 sono operativi in altri siti. Kaiseraugst è uno di questi: «Lo spirito di coesione tra i collaboratori è fantastico», dichiara il vice capo filiale. «Quello che stiamo vedendo qui è unico. Sono molto colpito da come stanno reagendo i collaboratori», afferma Joos Sutter. Sutter non è in grado di dire per quanto ancora durerà la crisi. Ma di una cosa è certo: «Grazie al nostro approccio sostenibile, con le nostre risorse siamo ben attrezzati. E ce la faremo».

La cosa più importante di questi tempi, affermano all’unisono Sutter e Loosli, è la “famiglia Coop”. «Quello che stanno al momento facendo i collaboratori della vendita, della logistica e del trasporto non ha eguali. A loro va il nostro grande grazie e il più profondo rispetto», conclude Hansueli Loosli, prima di disinfettarsi le mani e andare a visitare con Joos Sutter le altre filiali. Durante la sua visita in negozio, il presidente del consiglio di amministrazione si attiene scrupolosamente alle norme igieniche: «È importante proteggere collaboratori e clienti».


Márcia Maria Da Silva Dova è #quipervoi

Commessa, Centro Lugano Sud, Grancia

«Da sette anni lavoro presso Marché, nell’area di servizio di Bellinzona Nord. Ma in questo momento particolare sono venuta a dar man forte ai miei colleghi di Grancia. Mi trovo benissimo, anche se per me è tutto nuovo. Quando mi hanno comunicato il cambiamento, l’ho presa come una nuova sfida professionale, un’occasione per fare nuove esperienze. Lavoro nel reparto latticini. E i clienti sono contenti, capita che ringraziano e dicono: “Meno male che voi siete aperti”. Mio marito e io facciamo attenzione a seguire le disposizioni, ci teniamo a distanza e laviamo spesso le mani. Però a casa a volte mi annoio. Mi pesa un po’ non poter uscire a bere un caffè. Mi sento chiusa in gabbia. Per fortuna c’è la mia chihuahua Jolie. Con lei esco a fare delle passeggiate. E in generale riceve più attenzioni del solito. Ci aiuta ad affrontare la situazione».

Ogni settimana vi presentiamo uno dei nostri collaboratori, che anche in questo periodo difficile è #quipervoi.