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Avventura sull'Alpe

La fuga dalla città per rifugiarsi sui monti evoca l’immaginario di Heidi. Ma la scelta richiede fatica, pazienza e determinazione. Il diario di un mese di Noëmi Kern, redattrice di Coopzeitung.

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NOËMI KERN
14 giugno 2021
Sull'Alpe Sust Peil pascolano capre irriverenti e curiose.

Sull'Alpe Sust Peil pascolano capre irriverenti e curiose.

Qualcosa non torna. Nel locale di mungitura mi trovo di fronte una capra senza latte. Evidentemente è già stata munta. E non è nemmeno l’unica. Non me lo spiego: una volta munte, le capre escono nel cortile esterno, mentre in stalla rimangono quelle da mungere. È anche un sistema per controllare che nessuno dei 250 capi manchi all’appello. Su 20 postazioni del locale di mungitura, una dozzina sono staccate.

L'Alpe Sust Peil.

Ma l’arcano è presto risolto: uno dei varchi alla stalla non è stato chiuso bene… fuori piove e le signorine detestano la pioggia: non ci hanno pensato due volte a rientrare. Sanno di trovare sempre qualcosa da brucare e, pur di mangiare, si farebbero mungere due volte. Così però non andiamo da nessuna parte… Le capre sono animali intelligenti e irriverenti. Questa indole me le rende simpatiche e mi ha spinto a 1.700 m sul livello del mare sull’alpe Sust Peil, sopra Vals (GR). Per quattro settimane ho scambiato l’ufficio con il locale di mungitura e il computer con la caldaia per fare il formaggio. Covavo da tempo questo sogno e sono riuscita a realizzarlo nell’estate 2020, in pieno Covid. La pandemia era lontana anni luce. Lassù conta il “qui e ora”.

Caritas e Coop

Diamoci da fare

Ci sono collaborazioni che lasciano il segno: il Padrinato Coop per le regioni di montagna aiuta i contadini di montagna svizzeri; il volontariato in montagna di Caritas colloca i volontari a sostegno delle famiglie di montagna in difficoltà o in emergenza. Tra le attività: raccogliere il fieno, mungere, fare il formaggio, accudire i bambini, sbrigare le faccende domestiche. Ben accetti i volontari tra i 18 e i 70 anni. Non sono richieste conoscenze preliminari, ma motivazione, condizione fisica e resistenza allo stress. La durata minima del volontariato è di 5 giorni. Visita il sito: www.cooppadrinato.ch

Alle sette del mattino la prima mungitura è finita. Mentre le capre riposano, noi ci rifocilliamo con una colazione copiosa. Siamo in quattro: il pastore Christian (22 anni), l’alpigiana Sharon (26), la casara Elisa (29) e io (33), che sono la tuttofare. Gli altri resteranno qui da fine maggio a fine settembre, io ci rimarrò da fine giugno a fine luglio.

Sono cresciuta in città e il contributo che posso dare quassù non va oltre la curiosità per il tipo di vita e la mia forma fisica. Non ho idea di come si munga una capra né di come si faccia il formaggio. Da tempo non mi capitava di vivere così tante “prime volte”: è stato emozionante ma impegnativo. Non mi ci è voluto molto per imparare a mungere. Con 250 capre fai presto a farci la mano. Ma, farlo alle prime luci dell’alba è dura. Penso: stasera sarebbe bello godersi il tramonto sull’alpe, ma bisogna mungere di nuovo. Vorrei risolvere subito quest’incombenza, ma va tutto storto. Mi sa che ho trasmesso alle capre la mia insofferenza, non appena provo ad attaccarle alla mungitrice iniziano a dimenarsi. Pianterei “capre e cavoli”…, ma resisto. Per poter produrre latte, le capre devono aver dato alla luce un capretto all’inizio dell’anno. E hanno bisogno di mangiare. Pioggia o non pioggia, Christian, il pastore porta il gregge al pascolo, con i cani pastore Pit e Paillette. Intanto, io e Sharon ripuliamo il locale di mungitura, cambiamo il fieno in stalla, medichiamo le capre ferite, badiamo a galline e maiali. Le prime danno uova fresche, i secondi si cibano degli scarti della lavorazione del formaggio.

La natura dell'Alpe Sust Peil.

Un lavoro impegnativo

È come se ogni giorno l’orologio venisse azzerato e si dovesse ricominciare tutto daccapo. Tra le attività quotidiane bisogna lavorare il latte per fare il formaggio. Se ne occupa Elisa, la casara. Io le faccio da assistente. Dei lavori che faccio qui è quello che mi piace di più. Dal latte delle capre di montagna si ottengono quark, camembert, formaggio fresco, mutschli e formaggio a pasta semidura. Ho imparato un sacco sulla produzione dei diversi tipi di caci. Ad esempio, che più spezzetti la cagliata, maggiore sarà la quantità di siero che rilascia e più duro risulterà il formaggio. E mentre il formag- gio fresco lo puoi gustare il giorno stesso della produzione, quello a pasta semidura deve stagionare in cantina per almeno 4 settimane.

I favolosi formaggi ricavati dal latte delle capre stagionano.

Vedere gli scaffali riempirsi di forme dà soddisfazione. Una volta al giorno, durante il primo periodo di stagionatura, massaggio con la salamoia le forme di mutschli e di formaggio a pasta semidura, poi le giro. È un lavoro ripetitivo, meditativo e fisico. Stacco la spina e mi ritaglio tempo per me. Ma ci vuole forza, perché le tavole sulle quali si poggiano da 4 a 5 forme di formaggio di circa 2,5 kg l’una bisogna sfilarle e rimetterle sugli scaffali una per una e a mano.

La mattina sveglia alle 4.40, sette giorni su sette. E la sera non vado mai a coricarmi prima delle 22.00. A mezzogiorno abbiamo una pausa di un paio d’ore: mi concedo una passeggiata, leggo, mi faccio scorrere tutto addosso e prendo appunti. Dopo un po’ trovo anche il tempo per un pisolino, è necessario ricaricare le batterie. Dopo la seconda mungitura, quatta, quatta, posso andare a godermi il tramonto più in alto. Alla fine ce l’ho fatta… Potrei ripetere l’esperienza. Ora, però, voglio dormire…

I maiali si nutrono invece degli scarti di lavorazione del formaggio.


Adatta una capretta

Per 95 franchi avete l’opportunità di adottare una capretta da latte: potrete andarla a trovare sull’alpe e riceverete a fine stagione un formaggio d’alpe. Il padrinato di adozione può essere richiesto anche per un regalo. Il link in calce riporta le informazioni sui quattro alpi delle montagne grigionesi che aderiscono all’iniziativa e sulle caprette in adozione (cfr. tagliando a destra).

www.coop.ch/padrinato/it/padrinato-di-capre.html