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HANSUELI LOOSLI

Il mio non è un addio, ma un arrivederci

Hansueli Loosli è entrato in Coop quasi 30 anni fa. Nel corso degli anni ha fatto decollare il Gruppo rendendolo il rivenditore al dettaglio più sostenibile della Svizzera. A fine aprile il presidente del Consiglio d'amministrazione del Gruppo Coop lascerà il suo incarico e ricorda con noi i momenti più intensi della sua vita in Coop.

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HEINER H. SCHMITT
26 aprile 2021
Dopo quasi 30 anni in Coop, Hansueli Loosli si dimette da presidente del Consiglio d’amministrazione.

Dopo quasi 30 anni in Coop, Hansueli Loosli si dimette da presidente del Consiglio d’amministrazione.

Hansueli Loosli, come ci si sente a lasciare Coop?

È una sensazione ambivalente: da un lato sono orgoglioso di essere riuscito a cambiare le cose assieme a tanti collaboratori, formando una squadra dalla quale è uscito anche Joos Sutter, al quale passerò il testimone: significa molto per me. Se poi passiamo in rassegna tutto quello che è successo l’anno scorso, possiamo solo andare fieri dei nostri collaboratori che anche durante il difficile periodo del lockdown non si sono mai persi d’animo e hanno lavorato sempre in maniera eccelsa, il che non è scontato. Dall’altro lato però sono anche consapevole che sto consegnando qualcosa di cui ho fatto parte. Ma io resterò sempre parte di Coop come Coop lo resterà di me.

Hansueli Loosli

Imprenditore con cuore

Hansueli Loosli (65 anni) è cresciuto con un fratello e una sorella a Würenlos (AG) in una famiglia di imprenditori. Suo padre era responsabile delle vendite alla Geistlich, sua madre gestiva un negozio Volg in paese e la famiglia gestiva anche una piccola azienda di trasporti e "mezza" fattoria. Hansueli Loosli ha iniziato la sua carriera professionale nel negozio di sua madre, seguito da un apprendistato commerciale presso Volg, dopo il quale si è formato come esperto certificato in contabilità e controllo. Nel 1992, dopo aver ricoperto posizioni dirigenziali presso Mövenpick e Waro, Loosli è passato a Coop, dove cinque anni più tardi è diventato CEO del Gruppo e, nel 2011, presidente del Consiglio di amministrazione. Hansueli Loosli vive con la sua compagna nel canton Argovia ed è padre di due figli adulti.

Che farà in futuro?

Porterò avanti la presidenza del Gruppo Transgourmet. In questi tempi difficili per il settore della gastronomia, a causa della pandemia di Covid-19, c'è ancora molto da fare. In secondo luogo, sono il presidente designato del Consiglio di amministrazione della Pilatus Aeronautica SA di Stans e sarò proposto per l'elezione alla prossima assemblea generale. È un’azienda svizzera fra le più interessanti con una forte presenza internazionale, e Oscar Schwenk e il suo team l'hanno portata in una posizione eccellente. Oltre a questo sostengo la famiglia Deichmann nel comitato consultivo come pure per le medie imprese, ad esempio la Kenny's Autocenter SA, nel Consiglio di amministrazione.

A livello privato quali obiettivi ha?

Ho sempre detto che mi sarebbe piaciuto tornare a cavalcare ma anche suonare il pianoforte e imparare meglio l’italiano. Ma se devo proprio dirla tutta il mio passatempo preferito resta il lavoro. Mi sono sempre sentito imprenditore e anche in futuro il lavoro continuerà a essere il mio motore. Ne ho bisogno perché mi aiuta a essere centrato. Comunque mi sono comprato anche un cavallo e ho intenzione di tornare a cavalcare più spesso.

Di che razza è il cavallo?

Uno stallone Oldenburg di cinque anni. Ci sono uscito un paio di volte e subito dopo ho avuto dolori ovunque (sorride). Non avendo cavalcato per 30 anni, rimettersi in sella è stata una dura prova per i miei muscoli ma è stato ugualmente divertente.

Un imprenditore lungimirante: Hansueli Loosli sul tetto della sede centrale di Coop a Basilea.

È stata una promessa del salto ostacoli e ha avuto l'opportunità di praticare l’equitazione a livello professionistico. Non si è mai pentito di aver preso un’altra strada?

No, mai! Mio padre una volta mi disse che dovevo scegliere tra il lavoro e lo sport. Già allora avevo le idee chiare e sapevo che avrei scelto il primo.

Perché?

Provi a immaginare cosa sarebbe potuto succedere se un giorno fossi caduto da cavallo: in un attimo tutto va in fumo.

Le sarebbe potuto succedere anche nel lavoro …

Sì, ma lì se non altro ci si può sempre rimettere in sella e ripartire.

È stato per quasi 30 anni in Coop. Ricorda ancora il suo primo giorno di lavoro?

Certo, come se fosse ieri. Arrivai alla centrale di Basilea, all'epoca si chiamava ancora Direzione dell’Unione Coop Svizzera. Ero seduto nell'ufficio del Presidente della direzione che spostava animatamente avanti e indietro un fascicolo sulla scrivania. Quando gli chiesi di che si trattasse, mi disse che era il dossier Coop Zurigo: un caso difficile visto che in quel periodo la cooperativa zurighese navigava in cattive acque e lui non aveva nessuno a cui affidare subito la faccenda. Accettai di farlo io e pochi giorni dopo assunsi la direzione di Coop Zurigo e divenni subito responsabile del settore Non Food di Coop Svizzera. Era il 1° settembre 1992.

Tre anni dopo Coop Zurigo era tornata in attivo. Ritiene che l’aver accettato spontaneamente quell’incarico sia stata la decisione più importante della sua carriera?

No, ma lì ho sicuramente potuto mettere a frutto le conoscenze acquisite durante il mio periodo in Waro e anche imparare molto su Coop. Una decisione molto più importante è stata Coop Forte, la fusione di tutte le cooperative Coop. Anche se all'epoca qualcuno mi prese in giro, nell’arco di 12 mesi riuscimmo a fare in modo che tutte le cooperative appoggiassero la fusione all'unanimità. Quello è stato probabilmente il momento più importante e significativo della storia di Coop.

E come c'è riuscito?

Avendo lavorato per Coop Svizzera e per Coop Zurigo conoscevo bene entrambe le realtà. All'epoca c'erano cooperative molto ricche e altre molto povere. Quelle ricche avevano già buone quote di mercato e poche possibilità di espansione mentre quelle povere non potevano costruire nuovi negozi perché non avevano soldi. Questa circostanza, unita al fatto che la concorrenza straniera fosse in agguato e che all'epoca Coop avesse sette miliardi di debiti, spinse i consigli di amministrazione e i delegati delle cooperative a cambiare idea. La decisione più importante quindi non fui io a prenderla ma i consigli di amministrazione delle cooperative e in seguito i 1000 delegati delle regioni, aprendo così la strada a quello che è Coop oggi. Credo sia stato il momento più importante e significativo della mia storia e di quella di Coop.

Cosa le ha insegnato il lavoro sulle persone?

Che se vuoi farcela devi stare a tuo agio con la gente. Altrimenti il commercio al dettaglio non è il posto giusto per te. In questo settore ottieni qualcosa solo se ci sai fare con le persone. Devi dare fiducia alle persone, lanciare loro sfide, ma al tempo stesso anche incentivarle. E questo diventa anche una sfida con te stesso.

Che cosa ha imparato su sé stesso?

(Sorride). Che a volte a fidarsi troppo si rischia di restare delusi. O che quando si cade bisogna sempre rialzarsi.

Come affronta le sconfitte?

Con spirito sportivo, perché nessuno di noi nasce campione. Bisogna allenarsi duramente, fare esperienza e non è sempre detto che la strada più diretta sia anche la migliore. Dopo ogni sconfitta ci si deve rialzare, guardare avanti e continuare a lottare.

Quali abilità l’hanno portata dove è ora?

Un insieme di tante cose, unite a quel pizzico di fortuna che mi ha portato a incontrare persone che hanno creduto in me e che con me hanno voluto il cambiamento. Da solo non ci sarei mai riuscito.

Sappiamo che conosce molti dei suoi collaboratori per nome. Come fa? Ha un trucco per ricordarseli?

Una volta ero molto più bravo. Ho una specie di memoria fotografica e riesco ad associare subito un volto a un nome. Nel 99% dei casi funziona.

Ripercorrendo questi ultimi 30 anni si ritiene soddisfatto?

Sì, molto. Sono orgoglioso del fatto che siamo riusciti ad arrivare alla vetta insieme. Il Gruppo Coop oggi si trova in una situazione totalmente diversa da quella di un tempo. Oltre ad affermarci nel mercato del commercio al dettaglio di generi alimentari, grazie a nuovi formati come Interdiscount e Fust abbiamo raggiunto la leadership del mercato dell'elettronica di consumo e con Bell Food Group abbiamo creato e ampliato, assieme a Coop, un solido business nel segmento dei prodotti convenience, vegetariani e vegani. Grazie a Coop Mineraloel SA siamo diventati il numero uno nel settore dei carburanti e con Coop Pronto anche nel comparto convenience. Con Transgourmet siamo al secondo posto nel settore europeo del cash&carry e del food service. In sintesi abbiamo fatto enormi progressi e al tempo stesso abbiamo realizzato qualcosa di nuovo, contribuendo così a consolidare ulteriormente i risultati di tutto Gruppo Coop.

«Io resterò sempre parte di Coop come Coop lo resterà di me»

 

Guardando indietro c’è qualcosa che pensa di non aver fatto bene?

Probabilmente qualcosa c’è, ma nel complesso credo siano più le cose positive, fra quelle che ho fatto, di quelle negative.

Qual è il miglior consiglio che ha ricevuto nella sua carriera?

A ciascuno il suo mestiere. Me lo disse Ueli Prager, il fondatore di Mövenpick, per il quale lavorai negli anni della gioventù.

Compagna fedele: Hansueli Loosli ha comprato la sua leggendaria valigetta in pelle nel 1992 in Ticino.

Come ha messo in pratica quel consiglio?

Ho cercato di non addentrarmi in settori dei quali non me ne intendevo. La crescita di Coop è nata sempre dal suo core business. Anche il grande passo dell'acquisizione di Transgourmet si è compiuto in un settore affine ed è stato importante perché Coop oggi si regge su due pilastri: il commercio al dettaglio e la produzione da una parte e l’ingrosso dall’altra. La gente non può fare a meno di mangiare e di bere. Ce ne siamo resi conto anche durante la pandemia.

Quali lezioni ha imparato dalla pandemia?

Tra una cosa e l’altra ormai è da più di un anno che siamo in lockdown. È incredibile, ma è stata la dimostrazione di quanto Coop sia resiliente anche nel caso di una crisi. Una pandemia non è certo quello che mi auguravo, ma questa crisi ha messo in luce i nostri punti forti. È stato un anno intenso e ricco di sfide e i nostri collaboratori hanno dimostrato di essere in grado di soddisfare ogni giorno le richieste dei clienti, e questo merita il mio massimo rispetto.

Intanto però la pandemia le ha scombussolato l’uscita di scena …

(Sorride). Ovvio che avrei desiderato andarmene in un contesto diverso, ma questa è la vita. Vorrei quindi cogliere l'occasione per ringraziare tutti coloro che in tutti questi anni, direttamente o indirettamente, mi hanno affiancato, supportato, messo alla prova e incoraggiato. Il più grande ringraziamento va a tutti i collaboratori del Gruppo Coop che, indipendentemente da dove lavorano, fanno ogni giorno del loro meglio.

Quali sono stati i cambiamenti più radicali del commercio al dettaglio degli ultimi 30 anni?

Nelle carte di cui mi occupai all’epoca riguardo a Coop Forte scrissi tra le altre cose che sarebbe cambiata in primo luogo la concorrenza e, in secondo luogo, che sarebbero nate nuove forme di distribuzione. Entrambe hanno profondamente cambiato il volto del commercio.

Quali altri cambiamenti dobbiamo aspettarci dal commercio al dettaglio?

Il nostro è un paese piccolo. Ovviamente ci sono potenzialità nel commercio online, anche se non stiamo parlando di grossi volumi, come invece accade per altri paesi europei con molti più abitanti. Ma Coop ha un gran numero di negozi a una decina di minuti da casa e dove le persone possono fare acquisti più velocemente che online. Nonostante questo la quota del commercio online crescerà. Più nel Non Food che nel Food. La vicinanza dei nostri punti vendita è un vantaggio enorme, come ha dimostrato anche la pandemia. E una cosa è certa: il negozio inteso come luogo d'incontro resterà sempre. La gente ha bisogno di uscire perché anche fare acquisti fa parte della socialità.

«Al mio successore lascio un'azienda in ottimo stato»

 

Coop riuscirà a tener testa ai colossi internazionali dell'online?

Certo, perché disponiamo di una fitta rete di punti di vendita ai quali possiamo abbinare anche il commercio online, offrendo così la cosiddetta “vendita multicanale”. E se guardiamo al bilancio di CO2 dei giganti stranieri che trasportano e consegnano i loro prodotti in Svizzera dall'estero per via aerea o su strada, e fanno lo stesso in percentuali elevate anche con i resi, mi chiedo se prima o poi non si dovranno introdurre limitazioni. Io credo che se manteniamo il legame con la regionalità e garantiamo rapidità, non potrà succedere nulla a Coop che si trova a buon punto anche per quanto riguarda il bilancio di CO2, tema con il quale in futuro ci dovremmo confrontare più intensamente di quanto stiamo facendo ora.

I presidenti americani sono soliti lasciare sulla scrivania una lettera al loro successore. Cosa lascerà lei?

Al mio successore lascio un’azienda in ottimo stato. Dal punto di vista finanziario il Gruppo Coop è molto solido e vanta la miglior squadra che io conosca sul mercato. Spetterà a Joos Sutter disegnare il futuro di Coop. A lui auguro il meglio e a tutta la squadra del Gruppo Coop di continuare ad avere sempre tanti clienti soddisfatti.

Cosa le mancherà di più di Coop?

Le persone. Voi, clienti o collaboratori che siano. Sono sicuro che resterò un cliente Coop affezionato e non potrò fare a meno di rivolgere un saluto quando entrerò in un negozio. Coop sarà sempre una parte di me. Ed è per questo che il mio non è un addio ma solo un arrivederci.

Hansueli Loosli, grazie per questa intervista.

Buone prospettive: Hansueli Loosli lascia la cooperativa in una situazione eccellente.


È insieme che si vince

In 30 anni di carriera Hansueli Loosli ha lasciato il segno in Coop, scrivendone la storia. Ecco le tappe più significative del suo percorso.

1997: Dopo che nel 1992, all’etàdi 36 anni, Hansueli Loosli viene eletto membro dellaDirezione, nel 1997 diventa, a 41 anni, il più giovane capo nella storia di Coop.

1999: Il 20 agosto a Montreux viene presa la decisione di accorpare le 14 cooperative Coop e Coop Svizzera per far nascere Coop. Entro il mese di ottobre le assemblee dei delegati di tutte le cooperative Coop approveranno la fusione con una maggioranza schiacciante.

2001:  Nel quadro del progetto Coop Forte, il 1° gennaio 2001 tutte le 14 cooperative regionali e Coop Svizzera si riuniscono in un'unica impresa. Hansueli Loosli diventa presidente della Direzione generale di Coop. La data coincide anche con il passaggio al nuovo logo con le quattro lettere arancioni.

2002: Acquisizione della catena di grandi magazzini EPA i cui punti di vendita continuano a essere gestiti come Grandi Magazzini Coop City.

2003: Waro AG viene integrata nel Gruppo Coop. Le ex filiali Waro diventano punti di vendita Coop di diversi formati.

2005: Lancio di Prix Garantie, la linea di prodotti a basso costo di Coop.

2006: Acquisizione di Christ, il numero uno in Svizzera tra i rivenditori di orologi e gioielli.

2007: Coop rileva l'azienda di elettrodomestici ed elettronica di consumo Dipl. Ing. Fust SA, comprese le due affiliate Service 7000 e lo shop online netto24.

2008: Acquisizione di dodici ipermercati Carrefour e trasformazione in megastore.

2010: Coop acquisisce RailCare SA (trasporto combinato non accompagnato) e rileva The Body Shop Switzerland SA.

2011: Coop acquisisce interamente il Gruppo Transgourmet diventando così la seconda azienda più grande d’Europa nel cash & carry e nel food service. Dal 1º settembre Hansueli Loosli diventa presidente del Consiglio d'amministrazione del Gruppo Coop. Gli succede come presidente della Direzione generale Joos Sutter, già membro della Direzione generale del Gruppo Coop dal 2010.

2012: Coop acquisisce il 100% del capitale sociale di Betty Bossi SA e Hansueli Loosli partecipa personalmente a un corso di cucina Betty Bossi.

2013: Prodega/Growa e Howeg (Gruppo Transgourmet) si fondono e diventano i primi in Svizzera a combinare ritiro e fornitura nel commercio all’ingrosso.

2014: Acquisizione di Marché Ristoranti Svizzera SA, leader in Svizzera nellaristorazione per chi si sposta.

2016: Entra in funzione il modernissimo centro logistico Coop a Schafisheim (AG).

2017: Con il completamento del centro di produzione Coop a Pratteln Salina Raurica si conclude la strategiaLogistica e Panetterie LoBOS.

2018: Con Transgourmet Coop opera anche a livello internazionale, come qui in Polonia per l'apertura di un nuovo negozio a Poznań.

2019: Da rivenditore di elettronica per la casa e l’intrattenimento, Microspot.ch sitrasforma in uncentro per lo shopping online completo per il Non-Food.

2020: Hansueli Loosli si dimette dalla carica di presidente del Consiglio d'amministrazione del Gruppo Coop.