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Insieme, per fare del bene

Sabato prossimo è la “Giornata della buona azione”: Coop e i suoi partner vogliono innescare un’ondata di solidarietà e di aiuto al prossimo.

24 maggio 2021
Devi Furlan, la Dottor Tasca   dell’Ospedale del Giocattolo,   in cui si dona una seconda   vita ai giocattoli.

Devi Furlan, la Dottor Tasca dell’Ospedale del Giocattolo, in cui si dona una seconda  vita ai giocattoli.

Fare del bene fa bene. Basta poco, per rendersi utile. Ed è con questo spirito che Coop organizza la seconda edizione della “Giornata della buona azione”, che si terrà sabato, 29 maggio. Un evento che si prefigge, insieme a Croce Rossa Svizzera (CRS), WWF Svizzera, Tavola Svizzera, Tavolino Magico, Movimento Scout Svizzera e Pro Infirmis – di motivare a fare tante buone azioni, coinvolgendo il più alto numero di persone possibili in tutta la Svizzera, in favore del prossimo e dell’ambiente. Con il suo impegno e il suo contributo, Coop intende assumersi la sua responsabilità in termini di sostenibilità sociale.

I partner sopraelencati hanno organizzato per sabato prossimo 43 attività partecipative in tutta la Svizzera, naturalmente nel rispetto delle norme anti-Covid. Anche i collaboratori Coop ­daranno il loro contributo: complessivamente saranno coinvolti oltre 2.000 tra supermercati Coop, grandi magazzini Coop City e punti di vendita Coop edile+hobby, Christ Orologi&Gioielli, Fust, Import Parfumerie, Interdiscount, Livique, Lumimart, The Body Shop e Coop Vitality. Alla clientela verranno riservate delle piccole sorprese con caffè e cornetti, uno stand di barbecue o un piccolo regalo. Alla “Giornata della buona azione” parteciperanno anche le aziende di produzione Coop come Chocolats Halba, la riseria Brunnen, il gruppo Bell Food e Steinfels Swiss.


Aiutare fa bene

Vi invitiamo a leggere gli articoli qui sotto che illustrano come le sei organizzazioni partner aiutano le persone e l’ambiente in cui viviamo. E alla fine di questa storia di copertina, in un piccolo riquadro, si troveranno alcuni brevi spunti per partecipare alla “Giornata della buona azione”. Aiutare fa bene – non solo a chi riceve aiuto, ma anche a chi mostra disponibilità ad aiutare e a dare una mano al prossimo.

www.giornata-della-buona-azione.ch/partecipare


«Un miracolato»

Christian Roubaty  e il suo cagnolino  Kyna di 8 anni.

«Vivo un miracolo, poiché posso dedicarmi alle mie occupazioni. E sono felice di vivere». Christian Roubaty, 56 anni, racconta il suo ritorno dall’inferno della malattia e il suo amore nei confronti della vita. Nato a Friburgo, in seguito a una diagnosi di leucemia acuta è stato uno dei primi pazienti svizzeri ad aver beneficiato, nel 1983, di un trapianto di cellule staminali del sangue prelevate dal midollo osseo. «A 19 anni facevo l’apprendista elettricista, ho cominciato a soffrire di stanchezza estrema e di emorragie». Gli esami rivelano che non ha più piastrine e che il numero di globuli bianchi diminuisce drasticamente, accentuando il rischio di infezioni. Secondo i medici, gli rimangono solo alcune settimane di vita.

Croce rossa svizzera

La Croce Rossa Svizzera (CRS) opera per prevenire e ­alleviare la sofferenza umana in Svizzera e all’estero. Per la “Giornata della buona azione” la CRS offre la possibilità di donare il sangue in diverse località svizzere. Le persone interessate possono partecipare alla donazione presentandosi sul posto o  prenotando per telefono per il giorno ­dell’iniziativa o per una data successiva.

www.trasfusione.ch/date

Inizia allora una corsa contro il tempo. Christian Roubaty si reca dapprima al Centro ospedaliero universitario vodese (CHUV) di Losanna, dove è sottoposto a chemioterapia, e alla fine del 1983 viene trasferito all’Ospedale universitario di Basilea. Dopo una radioterapia, il friburghese riceve un trapianto di midollo osseo di sua sorella, l’allora sedicenne Monique.

Roubaty sopravvive a questa prova. Il dono di cellule staminali del sangue si è rilevato indispensabile. «Non abbiate paura di fare un dono: resterete in vita e potrete salvare qualcuno che desidera vivere tanto quanto voi».


L’importanza di un piatto caldo

Il sorriso caloroso  di Vincent Masciulli,  assistente sociale a Vevey.

Il sorriso è caloroso, ci si dà subito del tu. Vincent Masciulli (39 anni) dirige la fondazione AACTS a Vevey, vicino alla stazione. Con il suo team, l’assistente sociale accoglie senza tetto, working poor, tossicodipendenti. «Giovani o anziani, i nostri beneficiari presentano profili variegati. Offriamo loro ascolto e protezione dal lunedì al venerdì», fa notare il vodese, ex militare professionista. Vincent Masciulli si è indirizzato al lavoro sociale dopo aver formato reclute nell’esercito svizzero per un periodo di cinque anni: «Cercavo di trovare soluzioni per giovani in difficoltà. Un giorno ho deciso di cambiare strada».

Tavola svizzera

La Fondazione Tavola svizzera recupera ogni giorno il cibo che non può più essere venduto ma che è ancora in perfette condizioni, evitando che venga gettato via. Nella “Giornata della buona azione” in 12 supermercati Coop della Svizzera tedesca e romanda si raccoglieranno generi alimentari per le persone bisognose.

www.tablesuisse.ch

I beneficiari della fondazione AACTS vivono situazioni di vulnerabilità. Qui vengono ascoltati, ricevono cure infermieristiche, fanno il bucato e si lavano. E non da ultimo: il cibo. «Di fondamentale importanza: avere la pancia piena, è un’ottima cosa», osserva il direttore. Per 2 franchi, qui si mangia un pasto di qualità.

La pandemia ha incrementato le necessità. L'anno scorso a Vevey sono stati elaborati e distribuiti circa 12.500 menu, ciò che corrisponde a circa 50 pasti al giorno. È il 30% in più rispetto al 2019. La fondazione riceve prodotti freschi forniti da Tavola Svizzera. «Senza queste donazioni sarebbe impossibile cucinare, non avremmo il denaro necessario», sottolinea Vincent Masciulli. E niente avanzi, perché ogni boccone conta.


È tornato

Il maestoso gipeto è  tornato ad essere  di casa anche sulle montagne svizzere.

Con un’apertura alare di quasi tre metri, il gipeto è imponente. Questa caratteristica, unita al frequente utilizzo di lana di pecore decedute per imbottire il proprio nido, in passato gli sono stati fatali: quando volava nei cieli munito di lana, la gente pensava che avesse ucciso un agnello o addirittura una pecora adulta. «Nel linguaggio popolare era noto come ladro di agnelli», racconta Stefan Inderbitzin (56) del WWF Svizzera, membro del Consiglio di fondazione di Pro Gipeto. E così l’uccello finì per essere classificato come «specie nociva» nella legge sulla caccia del 1875. L’effetto nefasto: «Alla fine del XIX secolo il gipeto era praticamente sparito dall’arco alpino».

WWF

Il WWF Svizzera si batte da oltre 60 anni per difendere la natura. Per la “Giornata della buona azione” il WWF organizza numerose missioni ambientali in tutta la Svizzera, Ticino compreso: aiuta anche tu a pulire i margini di una foreste o a raccogliere i rifiuti sulla riva di un fiume. Tutte le missioni si svolgono in piccoli gruppi, nel rispetto di un adeguato piano di protezione.

www.wwf.ch/buona-azione

Il gipeto però non caccia, non abbatte animali. I piccoli dipendono ancora da carne muscolare, ma i genitori gliela forniscono mediante carcasse di animali. E in qualità di consumatori di carcasse fanno in modo che i cadaveri spariscano in fretta dall’ambiente. Così contribuiscono a contenere o addirittura a evitare il diffondersi di malattie provenienti da questi ultimi. Gli uccelli adulti si nutrono poi quasi esclusivamente di ossi.

Nel 1978, insieme ad altri partner, il WWF ha lanciato un progetto di reintroduzione del gipeto nello spazio alpino. Nel 1986 i primi esemplari sono stati rilasciati in natura in Austria e, nel 1991, in Svizzera. Finora sono stati rimessi in libertà 229 giovani gipeti provenienti da stazioni di allevamento in tutta Europa, di cui fa parte anche il Tierpark di Goldau (SZ). Quando vengono introdotti nell’ambiente selvatico, hanno circa tre mesi e non sanno ancora volare. Gruppi di esperti della Fondazione Pro Gipeto li sorvegliano e li nutrono nelle prime settimane finché, all’età di quattro mesi, iniziano a volare e a cercare autonomamente nutrimento.  «Il progetto di rimessa in libertà è un successo, ma il ripopolamento richiederà ancora anni», afferma Stefan Inderbitzin, «perché i gipeti raggiungono la maturità sessuale solo tra i cinque e i sette anni e allevano un solo gipeto per nidiata». Fino ad oggi (stato 2020), nell’arco alpino sono state registrate 308 nidiate. Il numero degli uccelli in circolazione è stimato attorno ai 300, di cui un terzo vola nei cieli svizzeri».


Un po’ di libertà

Jasmin Rechsteiner si impegna per migliorare  la qualità della vita di persone con disabilità.

Vivere con una disabilità: difficile da immaginare per le persone che non ne sono colpite, oltre che un tema piuttosto delicato da affrontare. Jasmin Rechsteiner (40 anni), però, è raggiante. Chiaro, in veste di Miss Handicap 2010 e ambasciatrice di Pro Infirmis è abituata a stare davanti alle telecamere. Ma è soprattutto il viaggio da Berna a Soletta che l’ha messa di buon umore: «Dal 7 gennaio 2000 ho la patente», racconta fiera. «E se sono da sola posso regolare il volume della radio come preferisco!».

Pro Infirmis

Pro Infirmis combatte la discriminazione delle persone con disabilità e si impegna per la loro inclusione e autodeterminazione. In occasione della “Giornata della buona azione”, Pro Infirmis raccoglierà informazioni sull’accessibilità degli edifici pubblici in quattro località svizzere. I dati possono essere consultati su varie piattaforme online e sono un valido aiuto per le persone con disabilità.

www.proinfirmis.ch/buona-azione

La passione per la musica la segue fin dall’infanzia in Turgovia: «Il mio primo autografo risale al 1986, AC/DC!». Ama l’atmosfera dei concerti live, dove si sente accettata dagli altri per come è, aperta e allegra, ma nata con la cifoscoliosi, una duplice deformazione della colonna vertebrale. Innumerevoli interventi chirurgici fanno parte della vita di Jasmin Rechsteiner, tanto quanto l’assunzione quotidiana di antidolorifici. Ma tutto ciò non le ha impedito di riprendere gli studi dopo la scuola e l’apprendistato di commercio: «Il lavoro sociale è quello che fa per me! Mi diplomerò nella primavera 2022».

Poi racconta come Pro Infirmis sostenga l’inclusione di persone con disabilità mediante dati di accesso digitali: «È del tutto normale trovare in internet orari di apertura e prezzi di entrata. Dovrebbe essere così anche per le informazioni da cui dipendono le persone a mobilità o percezione ridotta!». Il Museo di storia naturale di Soletta è un buon esempio. Nel sito web si accenna appena al fatto che le esposizioni e l’accesso al museo sono agibili in sedia a rotelle. Nella banca dati di Pro Infirmis si trovano invece indicazioni dettagliate, rilevate e verificate da volontari.

Difficile immaginare che Jasmin Rechsteiner possa aver bisogno di aiuto. Eppure, come tutti, ha giorni in cui le cose vanno meno bene. E allora è contenta se qualcuno le presta aiuto. «Ma mi aspetto rispetto anche se dico di no».


Sempre pronti

La famiglia Suter-Willi,  durante un’escursione nei boschi di Goldau (SZ). È scout da tre generazioni.

«Cercate di lasciare questo mondo un po’ migliore di quan-to non l’avete trovato», disse una volta Lord Robert Baden-Powell (1857–1941), fondatore dello scautismo. La famiglia Suter-Willi di Goldau (SZ) vive secondo questo motto da generazioni. Tutti erano o sono scout: i nonni Yvonne (66, nome scout Röno) e Manfred (66, Schufti), i genitori Andrea (39, Schlumpf) e Patrick (37, Nautilus) e i loro figli Laura (12, Pebbles), Sara (9, Nila) e Lena (7). Non c’è di che stupirsi: il movimento scout ha reso possibile la nascita di questa famiglia. Sia i nonni Yvonne e Manfred che i genitori Andrea e Patrick si sono conosciuti durante attività scout. «Partecipavamo entrambi all’open air di Gampel insieme ai nostri gruppi scout», racconta  Andrea. Il risultato è l’odierna famiglia di cinque persone Suter-Willi. Ma sembra non essere un caso: «Sappiamo di molti matrimoni tra scout. In qualche modo gli scout sono sulla stessa lunghezza d’onda e condividono le stesse esperienze».

Movimento Scout Svizzero

Con oltre 48.000 membri e 550 gruppi locali, il Movimento Scout Svizzero (MSS) è l’organizzazione per bambini e giovani più grande della Svizzera. Nella “Giornata della buona azione”, fedeli al loro motto “ogni giorno una buona azione”, gli scout saranno in giro in tutta la Svizzera a impegnarsi per l’ambiente e la popolazione.

www.pfadi.swiss

Andrea era una neonata quando ha partecipato per la prima volta a un campo scout. Sua mamma Yvonne, a 25 anni era così legata all’associazione che neanche i suoi bambini riuscivano a tenerla lontana dai raduni: «In 35 anni ho partecipato a circa 40 campi scout, tra cui anche campeggi dell’associazione Insieme con persone con disabilità e innumerevoli colonie scolastiche», racconta.

Ma come mai il movimento scout è ancora così allettante nel 2021? Per Patrick, già responsabile cantonale degli scout di Svitto, a renderlo così popolare è il fatto che il movimento ha in primo luogo una valenza sociale, di integrazione e non è basato sui risultati.  «Qui sono tutti bene accetti e vivono secondo il motto: ogni giorno una buona azione». Una buona azione da scout potrebbe essere la partecipazione allo sgombero di un bosco da rifiuti vari. «Queste azioni a volte sono necessarie, perché non tutti lasciano il mondo così come l’hanno trovato».


Gioia nel dare

A Roberta Gioli viene  consegnata la merce dal camion che arriva dalla centrale di Tavolino  magico di Cadenazzo.

Come ogni giovedì, all’oratorio San Biagio di Bellinzona, arriva il furgone con il suo carico di quasi una tonnellata (t) di generi alimentari d’ineccepibile qualità, che una decina di volontari di Tavolino Magico (Tm) ripartiscono in sacchetti a favore di 177 beneficiari residenti in città. «Per un franco ricevono in cambio una borsa della spesa del valore di circa 60-70 franchi l’uno», ci dice Roberta Gioli, responsabile del centro di distribuzione (134 in Svizzera).

Tavolino magico

Il Tavolino magico (Tm) salva ogni anno più di 4.000 tonnellate di alimenti qualitativamente ineccepibili dal macero per distribuirli alle persone bisognose in Svizzera. Nella “Giornata della buona azione”, davanti a 13 supermercati Coop, i volontari raccoglieranno generi alimentari in perfette condizioni per donarli a persone bisognose nella regione.

www.tavolinomagico.ch

Nell’anno del Covid-19, Tm ha raccolto e distribuito in Svizzera 4.008 t di alimenti, aiutando ogni settimana quasi 21.000 beneficiari, tanti quanto la popolazione di Locarno e Ascona insieme. «In Ticino, sul quale la pandemia si è abbattuta per prima, i beneficiari sono aumentati del 10%, arrivando a quota 2016. Durante il primo lockdown, le autorità cantonali avevano interrotto i programmi occupazionali per le persone in assistenza, compresi i nostri 50 collaboratori nella logistica. Tra i nostri volontari poi, sono in molti i soggetti a rischio, in quanto over 65. La sospensione delle attività è stata dunque inevitabile, ma abbiamo riattivato velocemente il servizio grazie ad un piano nazionale anti Covid». Dal 17 aprile 2020, con la ripresa delle attività, a San Biagio sono stati riuniti due centri di distribuzione, si servono 280 beneficiari: arrivano scaglionati, secondo una tabella oraria stabilita da Tm. Viene consegnato loro all’esterno il sacchetto  già riempito con alimenti. «C’è meno contatto coi beneficiari ma il morale è alto», conclude Gioli, con il suo sguardo sorridente.


«Nuova vita ai giochi»

Devi Furlan, la Dottor Tasca dell’Ospedale del Giocattolo, in cui si dona una seconda  vita ai giocattoli.

Devi Furlan è l'animatrice dell'Ospedale del Giocattolo; lei ci racconta in che momento prende avvio l'idea di un centro per rimettere in sesto i giochi: «il pioniere di questo progetto è stato Roberto Rodriquez, il quale ha sviluppato il progetto iniziale e ha cominciato a realizzarlo in quel periodo, prima metà degli anni '90, in cui ci si poneva molte domande relative agli sprechi e si era alla ricerca di nuove idee per allungare la vita delle cose e dei materiali».

Ospedale del giocattolo

In via Vignola 5 a Lugano ha sede l'Ospedale del Giocattolo, dove si raccolgono i giocattoli che i bimbi non vogliono più, che nel laboratorio vengono riparati per poi trovare alloggio presso un’altra famiglia. Coop, a partire dal 29.5, per una settimana dà la possibilità ai clienti di donare i propri "vecchi" giocattoli nei contenitori del Centro Tenero e Resega. Più info su:

www.ospedaledelgiocattolo.ch

Oggi la struttura, patrocinata dall'Organizzazione Cristiano Sociale Ticinese (OCST),  riceve i giochi che le famiglie non usano più e ai quali desiderano dare una seconda vita. Grazie al loro team di lavoro diviso per settori «magazzino, lavanderia, officina, giochi di società, falegnameria e frazionamento» spiega la Dottor Tasca, personaggio interpretato da Devi Furlan e mascotte dell'Ospedale «i giochi vengono aggiustati, completati, puliti per essere poi ridistribuiti in parte in Ticino, tramite il nostro social shop, e in parte nei paesi dell’Est e in Africa. I giocattoli sono di tutti i tipi e di tutti i materiali e ci vengono consegnati direttamente in sede, tramite ecocentri o tramite raccolte». È il caso dei due contenitori per giocattoli siti una settimana a partire dal 29.5 nei centri Coop di Resega e Tenero, dove i clienti possono depositare i giocattoli che vogliono donare. «Collaboriamo anche con scuole, ludoteche e Gruppi Genitori, ma siamo aperti a qualsiasi proposta che possa contribuire al riuso».  Le riparazioni sono efficaci se si tratta di materiali riparabili come il legno o materiali di carta e cartone, non vale lo stesso per sgabelli rotti o oggetti troppo rovinati. «Spesso accade che in un gioco manca un pezzo e noi tramite la nostra riserva di materiale spesso riusciamo a ripristinarlo: pitturiamo, scartavetriamo, togliamo le scritte e abbelliamo dove possibile».

La sede è suddivisa in zone in cui i giochi vengono divisi per tipo, ad esempio il legno in falegnameria e i vestiti per bimbi e adulti in lavanderia. «Per quei giocattoli che sono proprio arrivati alla fine del percorso perché troppo usurati, abbiamo il settore frazionamento, in cui vengono divisi i materiali per poter riciclare le parti ancora utilizzabili».


Per partecipare

Un mazzo di fiori, preparare la cena alla propria famiglia… Basta un piccolo gesto per essere in sintonia con la Giornata della buona azione. L’auspicio è che sabato 29 maggio siano coinvolti tutti coloro che vogliono rendersi utili per il prossimo con un piccolo aiuto, sempre nel rispetto delle misure anti-Covid-19. Se siamo in molti ad avere questa voglia di fare, l’efficacia sarà ancora più grande. Condividete il vostro gesto personale sui social media con l’hashtag #GiornataDellaBuonaAzione in modo da coinvolgere il numero più alto possibile di persone.

Per partecipare vai su: