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Diodato, “rumore” a Sanremo

Trionfatore dell’ultimo festival di Sanremo con “Fai rumore”, ora per Diodato arriva un nuovo cd, “Che vita meravigliosa”, che racconta il suo recente vissuto, con un suono fra tradizione d’autore e sonorità internazionali.

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10 febbraio 2020

Antonio Diodato ha vinto Sanremo 2020 con la canzone "Fai rumore".

Fai rumore è stata una delle più belle canzoni di Sanremo 2020. E ha vinto meritatamente, conquistando anche il Premio della Critica “Mia Martini” e quello della Sala Stampa “Lucio Dalla”. Ora per Diodato è in uscita (il 14 febbraio) un nuovo cd, Che vita meravigliosa (Carosello Records).

Che cosa si prova a vincere a Sanremo?

Sono felice! Ho avuto tante batoste nella vita, che mi hanno fortificato e mi sono servite ad arrivare fin qui. Dedico la vittoria alla mia famiglia e alla mia città, Taranto, in cui bisogna fare tanto… rumore. E io farò di tutto per aiutare chi lotta ogni giorno per migliorare una situazione insostenibile (la possibile chiusura dell’acciaieria Ilva, ndr).

Qual è il segreto di “Fai rumore”?

Ho pescato nel mio vissuto e, quando dici la verità, ti connetti agli altri. È un invito a rompere i silenzi che creano distanze, a farsi sentire, anche col dissenso. Viviamo in un periodo di forte contrapposizione, in un mondo che urla, con l’odio che corre sui social. Io sono per dirsi le cose, per il confronto.

In arrivo c’è un nuovo cd , “Che vita meravigliosa”: perché questo titolo?

È lo stesso del brano scelto come colonna sonora di La Dea Fortuna, l’ultimo film di Ferzan Ozpetek. Ed è il manifesto del disco, in cui ho racchiuso il vissuto dei miei ultimi due anni: ci sono tanta interiorità, sensazioni provate e confessioni molto intime, ma anche lo sguardo sul mondo intorno a me. Esperienze da cui sono stato travolto, nel bene e nel male. Ho voluto raccontare la mia condizione di perenne viaggiatore, osservatore talvolta malinconico talvolta disincantato, di eterno bambino innamorato di questa giostra folle. È un romantico tributo alla vita, in tutte le sue sfaccettature e declinazioni.

Ci sono un paio di toccanti e autobiografiche canzoni d’amore, come “Fino a farci scomparire” e “Quello che mi manca di te”.

Le storie finiscono, ma rimane l’amore vero, che sopravvive al noi, al possesso, alle piccolezze umane. Sono felice se, scrivendo, riesco a far sopravvivere quelle emozioni e a comunicarle alla gente. La cosa più bella è quando dei perfetti sconosciuti mi dicono: tu racconti la mia vita. Capisci che sei sulla strada giusta.

Invece, “La lascio a voi questa domenica” ha un testo più sociale e amaro, in contrasto con un suono molto solare.

Parte da un fatto vero: una domenica tornavo in treno a Milano, quando il suicidio sui binari di una donna ha provocato un blocco nella circolazione. E fra la gente si è scatenato il circo impazzito dei commenti: mi hanno turbato l’isteria collettiva, il qualunquismo e la mancanza di empatia. Il contrasto fra testo e musica è voluto: non volevo un racconto triste o pesante. Ho semplicemente fermato il momento. Senza dare giudizi.

Gli arrangiamenti sono molto curati.

Ci ho lavorato molto perché ho sempre pensato alla mia musica non in termini di cantautore classico, ma più come band o, quasi, orchestra. Un po’ in controtendenza, ma fa parte del mio Dna. Ho messo particolare attenzione all’uso delle voci, che arrangiano proprio i brani.

La voce, del resto, è uno dei suoi punti forti...

Ho scoperto di avere una voce interessante a scuola, suonando in un gruppo. C’era gente che mi veniva a fare i complimenti. In realtà io non ho mai amato particolarmente la mia voce. Ma ho capito che era uno strumento importante per comunicare. E ora me la tengo stretta.

Il 22 aprile sarà in concerto all’Alcatraz di Milano.

Il live è diventato una parte fondamentale del mio lavoro: prima ero insicuro, mi nascondevo dietro la chitarra. Ora ho imparato a divertirmi sul palco. E mi piace mescolare le carte, spiazzare e stravolgere i pezzi.


Il ritratto

Antonio Diodato (1981) debutta nel 2013 con “E forse sono pazzo”. L’anno dopo il suo primo Sanremo, sezione Nuove Proposte, in cui arriva secondo con “Babilonia”. Nel settembre 2014 vince il premio De André con la sua versione di “Amore che vieni, Amore che vai”. In seguito pubblica due album: “A ritrovar bellezza” e “Cosa siamo diventati”. Vince Sanremo 2020 con “Fai Rumore”, contenuta nel nuovo cd “Che vita meravigliosa”, che Diodato presenta in acustico, chitarra e voce, martedì 18 febbraio, ore 18.30, alla Feltrinelli di Piazza Piemonte a Milano.