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RITRATTI
CAROLINE CECILIA TALLONE

Locarno, auf Wiedersehen

Da Berlino, con Caroline Cecilia Tallone, giovane liutaia e concertista; una narrazione musicale che inizia a tre anni di età e si rinnova con passione nel tempo in forme sperimentali.

TESTO
FOTO
dagmar morath
06 gennaio 2020

Caroline Cecilia Tallone nel suo atelier di Berlino, città dove vive dal 2015.

Dal 2015 la vita artistica di Caroline Cecilia Tallone è a Berlino. A Berlino ci sono stato – cantava Lucio Dalla – era un po’ triste e molto grande… «Effettivamente non è facile familiarizzare a Berlino; è una realtà molto diversa da quella ticinese e anche trovar casa è una gran fatica, malgrado sorgano palazzi ovunque, ma non per la gente comune. C’è anche tanta povertà, che contrasta con una grossa comunità di speculatori e arrivisti. In compenso la vita culturale è molto ricca e mi dà la possibilità di lavorare, creare, crescere, collaborare con artisti di svariati paesi. Imparo a confrontarmi e scopro storie incredibili. Succede sempre qualcosa di diverso, di nuovo».

In questa città cosmopolita, Caroline Cecilia Tallone esercita anzitutto la professione di liutaio. Nel suo atelier si sente la consistenza di un passato che tra le mani della liutaia si arricchisce di presente; e di contemporaneità musicale, poiché parallelamente all’attività che la chiude in bottega, insegna, tiene concerti e collabora a vari progetti, trai quali una ricerca a livello universitario.

Un ambiente artistico fiorente

Nata a Locarno, cresce in una famiglia numerosa e artisticamente stimolante. «In casa c’era (c’è) sempre musica e mi portavano, fin da piccola, ai concerti: musica jazz, classica, moderna. A tre anni ho iniziato a suonare il violino. La mia prima maestra è stata suor Clara. Il mio primo linguaggio quello musicale. L’ambiente artistico in Ticino lo ricordo molto bello e fiorente. Oltre allo studio del violino, da bambina adoravo entrare nella bottega del liutaio Lanini per respirare quell’odore forte di vernici, colla e storia...».

A 16 anni interrompe gli studi liceali e parte per Cremona, uno fra i centri europei più riconosciuti di liuteria, dove continuerà la sua formazione musicale, concluderà gli studi accademici e farà tirocinio in varie botteghe per approfondire il mestiere. «È stato un periodo intenso e, oltre alle materie culturali, ho imparato a suonare l’organetto, un prototipo della fisarmonica. L’insegnante mi ha poi messo tra le mani la ghironda (strumento dalle origini medioevali). Dopo il diploma di maestro liutaio a Cremona, ho iniziato anche a suonare musica folk, tradizionale e poi antica. Con il gruppo di musica antica ho collaborato con Vinicio Capossela e più tardi ho interpretato un brano con la ghironda nell’Orchestra barocca alle settimane musicali di Stresa».

Restauro, insegnamento e concerti

Caroline Cecilia Tallone soggiorna per una decina d’anni anche a Milano, dove si specializza nella liuteria, diplomandosi in costruzione e restauro di strumenti ad arco e poi, ancora a Cremona, come tecnico superiore di liuteria barocca.

Insegna per diversi anni ai corsi popolari di musica di Milano, incide vari dischi e si esibisce nella pièce teatrale di e con Giangilberto Monti “La Banda Bonnot”, opera della quale venne eseguita anche una versione radiofonica alla Rsi. Crea e cura per alcuni anni la sezione Milano Makers Music durante il Fuori Salone del Mobile di Milano. Prima di accennare all’attività berlinese di Caroline Cecilia Tallone, impossibile non ricordare, sulla scia della sua narrazione, l’omonima Cecilia, santa patrona dei musicisti; e, per onorarla ulteriormente, sbirciare un attimo in wikipedia e vederla immortalata in uno splendido olio su tela di Raffaello.

«Effettivamente mi sento una privilegiata a poter fare ciò che amo. E spero di riuscire a esplorare ulteriormente il mondo musicale. La scelta di Berlino mi consente di praticare il restauro e l’insegnamento, fare ricerca e dare concerti. Qui ho accantonato la musica folk e antica, per concentrarmi sopratutto sulla musica sperimentale e sulla musica improvvisata con musicisti e performers che provengono da universi musicali innovativi e molto vari. È la massima libertà espressiva, una cosa sorprendente, un incontro con l’ignoto, un dialogo musicale continuo, spontaneo; come una discussione o un atto d’amore».

In questo particolare settore della musica si esibisce con una ghironda elettroacustica da lei stessa personalizzata. Svariati i concerti tenuti a Berlino, Lipsia, Zurigo, Berna e altrettanti ancora in scaletta.

«Sì, oltre al mio lavoro di liutaia, che mi dà da vivere, mi esibisco con la mia ghironda, un progetto in evoluzione che comunque non mi fa dimenticare il passato e la gratitudine per tutte le persone che con il loro lavoro e la loro esistenza mi hanno, in qualche modo, segnata per sempre. Sono stata fortunata, ho avuto molti maestri, anche se non lo sanno».