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INTERVISTA
DAMIANO MAEDER

Droni: sicurezza e privacy

Tutti pazzi per i droni. In Svizzera ce ne sono circa 100mila. Ma le regole stanno per cambiare. Presto occorrerà allinearsi alle normative europee. Il drone non è un giocattolo, ma sempre più uno strumento di lavoro. Ne parliamo con l’esperto Damiano Maeder.

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MASSIMO PEDRAZZINI
10 agosto 2020
Damiano Maeder: «Possedere un drone comporterà una registrazione obbligatoria, con un esame online».

Damiano Maeder: «Possedere un drone comporterà una registrazione obbligatoria, con un esame online».

Conto alla rovescia per gli amanti dei droni. In arrivo c’è un giro di vite epocale. Da inizio gennaio 2021 la Svizzera dovrà allinearsi, a livello di legislazione, agli Stati limitrofi. «Festeggiano i rivendicatori della privacy – sottolinea Damiano Maeder, specialista nello sviluppo di droni –. Le nuove regole limiteranno di molto il raggio d’azione di questi apparecchi».

Partiamo proprio dalla privacy. Cosa dà più fastidio agli svizzeri?

C’è un aspetto psicologico da non sottovalutare. Quando si vede un drone volare sopra casa si pensa sempre che ci stia fotografando o filmando. Mentre nel 99,9% dei casi sta facendo altro. Chi va a infrangere la privacy altrui non lo fa quasi mai consciamente. In alcune zone, quando qualcuno fa volare il proprio drone per lavoro deve annunciarsi alla polizia. In modo da evitare fraintendimenti. La gente si sente invasa. Forse anche a causa di alcuni rari casi di cronaca che hanno fatto discutere.

Nell’epoca di Google Maps e di Swisstopo ha ancora senso avere certi timori?

No, anche perché con Google Maps e Swisstopo i dettagli sono evidenti. La questione della violazione della proprietà privata non regge quasi più. E infatti oggi si dice che tutto quello che tu riesci a vedere dalla strada non rappresenta più una violazione della privacy. Spaventa il fatto che un drone potrebbe rendere riconoscibili visi e targhe. Ma per farlo dovrebbe volare molto basso.

Le autorità hanno deciso di tagliare la testa al toro.

Decisamente. Ora tu puoi fare volare il drone finché lo vedi. Con la nuova legge non si potrà farlo volare a più di 120 metri da terra e vengono a cadere i limiti minimi di peso. Per le zone delicate quali aeroporti e spazi di avvicinamento, sul monitor del telecomando uscirà un’icona di avviso. Talvolta il software stesso impedisce il decollo.

Si dice sia anche una questione di sicurezza…

Se il drone cade, può ferire qualcuno in modo anche importante. O creare danni materiali. Ma può anche accadere che il drone vada ad impattare contro un aereo o un elicottero. Ricordate lo scontro tra un drone e un elicottero, qualche anno fa, nei pressi della diga della Verzasca?

Le nuove norme sembrano però un po’ rigide. Freneranno la corsa al drone?

Non penso. Perché il vantaggio di un drone è che ti permette di fare riprese mozzafiato, inimmaginabile con altri dispositivi. Quinidi, chi ha la passione per queste attività, la manterrà. Possedere un drone comporterà una registrazione obbligatoria, con un esame online. Questo per fare prendere coscienza ai singoli utenti di quali sono le regole da rispettare. È una questione di assunzione di responsabilità.

Non è un modo per fare soldi?

No. In Svizzera la registrazione sarà gratuita. In altri Paesi invece non è così. In Italia, ad esempio, costa 89 euro, “una tantum”.

Quanti droni ci sono attualmente in Svizzera?

Circa 100.000. Il boom è arrivato dopo il 2012. Il fatto è che i droni oggi sono sempre più facili da usare e sempre più accessibili economicamente. A sorprendere è la loro crescente maneggevolezza. Anche per questo dovranno essere registrati tutti gli apparecchi con peso superiore al mezzo chilo e quelli con peso inferiore ma muniti di videocamera.

Insomma, il drone non è un giocattolo.

Oggi, tante persone usano il drone senza neanche avere letto una riga del manuale allegato. Invece, serve più consapevolezza del mezzo che si sta usando.

Molti detentori di droni sono teenager. Sta qui il problema?

A mio avviso no. I ragazzi mi preoccupano meno degli adulti. Sono smanettoni per natura e sono incuriositi dall’idea di scoprire eventuali funzioni supplementari del drone. E di conseguenza leggono più volentieri i manuali. Sono gli adulti i più indisciplinati. Con la nuova legge, comunque, per guidare un drone, se hai meno di 16 anni, devi essere accompagnato da un maggiorenne.

L’estate è una stagione particolarmente gettonata dagli amanti dei droni.

Per forza di cose. Ci sono le belle giornate, con la luce fino a tardi. Ci sono i turisti. E forse quest’anno, dopo il lockdown, si avrà ancora più voglia di andare per le valli e portarsi appresso il drone. Sarà l’ultima estate con le vecchie regole.

Il drone si sta sempre più affermando anche come strumento di lavoro.

In Svizzera ogni autorizzazione per i voli vicino agli aeroporti passa quasi sempre da Skyguide, organizzazione che monitora lo spazio aereo elvetico, e dall’Ufficio federale dell’aviazione civile. Ci sono contadini che usano il drone per controllare il bestiame in montagna. A Lugano, l’Ente Ospedaliero Cantonale usa i droni per il trasporto fisico delle provette degli esami del sangue dall’ospedale Italiano al Civico. In campo ingegneristico si usano per ispezioni e misurazioni.

Nel caso dell’EOC c’è comunque sempre una persona che riceve il materiale.

Esatto. Non tutto può essere delegato alle macchine. Dal punto di vista tecnico si potrebbe. Ma la questione è legislativa. Bisogna sempre fare in modo di evitare rischi accresciuti per le persone.

In futuro potrebbe essere introdotto il trasporto generico di oggetti. Cosa ne pensa?

Ho un po’ paura che lo useremmo per un sacco di cose superficiali. La gente pigra si farebbe portare le scarpe acquistate a casa. Ci sono, invece, funzioni più utili. Le poste australiane, ad esempio, stanno valutando di puntare sui droni per consegnare lettere e giornali nella regione del Midwest, dove ci sono tante fattorie disperse. Al momento mandano dei piccoli aerei, generando costi alti e inquinamento.

Qual è il Paese in cui i droni sono più usati?

Vi stupirà sapere che è il Ghana, con attività fino ad 80 voli al giorno. Per più ragioni. Lo Stato africano ha un’attività aeronautica minima. Quindi i droni non danno fastidio. E poi non ci sono strade per trasportare vaccini e antibiotici. In assenza di elicotteri, dunque, i droni diventano una risorsa cruciale.

Quale sarà il futuro dei droni?

Gli aspetti morali ed etici avranno sempre più peso, i voli saranno sempre più controllati e coordinati. Già adesso una startup americana ha lanciato un applicazione anche in Svizzera: ci si registra, dichiarando modello e peso del dispositivo, e poi si pianifica il proprio volo. In questo modo si può decidere di volare in fasce orarie in cui vi è meno rischio di entrare in collisione con altri apparecchi.

 Damiano Maeder: «In futuro i voli saranno sempre più controllati e coordinati».


Il ritratto

Damiano Maeder, classe 1988, è titolare della Oblivion Aerial di Sant’Antonino, azienda specializzata in rilevamenti aerei e sviluppo di droni. L’impresa è partner della creazione del nuovo drone della Rega. Maeder ha un passato da soccorritore professionista, con competenze specifiche nel campo dei droni. Vive a Palagnedra (Centovalli) ed è appassionato di montagna e trekking.