X

Argomenti popolari

CINEMA
SCENE PERICOLOSE

In caduta… controllata

A scuola di stuntman, gli artigiani della sicurezza sui set cinematografici. A Pregassona si è svolto un corso introduttivo per controfigure. Siamo andati a curiosare dietro le quinte. 

FOTO
Sandro Mahler
27 luglio 2020
Anche nelle cadute più spettacolari, il rischio deve essere ridotto a zero.

Anche nelle cadute più spettacolari, il rischio deve essere ridotto a zero.

Si lanciano dai tetti, si fanno dare fuoco, combattono. Imparano a fingere di subire. Perché questo, un giorno, potrebbe diventare il loro mestiere. A Pregassona, presso la sede del Centro Artistico MAT, è andato in scena per la prima volta un singolare corso introduttivo per «stuntman», i “cascatori”. Una mini-formazione per controfigure cinematografiche. Dieci i partecipanti, tra cui Tommaso De Bacco, 21enne di Lugano. «Seguo da anni un percorso di recitazione. Sono attore cinematografico e televisivo. E ora vorrei fare un ulteriore passo per completare la mia formazione».

Da Las Vegas a Londra

Il corso svoltosi a Pregassona era un banco di prova. Il MAT presto potrebbe dare il via a una formazione completa in questo settore. Parola del direttore Mirko D’Urso (43). «Il nostro obiettivo è di proporre in Ticino una formazione per stuntman professionisti. Sarebbe un ulteriore tassello nella nostra variegata offerta». Per riuscirci D’Urso si avvale della collaborazione dello «stunt coordinator» Simone Belli, 33enne con esperienze sui set di mezzo mondo. «Per fare la controfigura devi conoscere 16 discipline diverse. Io garantisco lo zero per cento di infortuni sui set».

C’è anche la stuntwoman

Fuoco, parkour, cadute a terra e dall’alto, combattimento scenico, reazione alle armi da fuoco. Nel laboratorio di Pregassona, condensato in 6 giorni, si imparano le basi per diventare una controfigura. «Ma la formazione vera – dice Belli – consiste in 552 ore. È importante capire che uno stuntman non è uno spericolato, ma un artigiano della sicurezza sul set. Garantisce che le scene potenzialmente pericolose si svolgano senza infortuni per gli attori. Anche se poi c’è chi come Tom Cruise, amante dell’azione, ha deciso di non avere controfigure. Lui fa tutto da solo». «È quello che vorrei fare io - dice De Bacco. - Essere la controfigura di me stesso. In particolare per quanto riguarda il combattimento scenico». Al corso, di livello internazionale, incontriamo anche Lucrezia Mariutto, 19 anni, che vive a Milano e studia scienze motorie. «Voglio diventare stuntwoman. Mi attrae tutto il lavoro che c’è dietro, fisico e mentale». Devis Celik, 20enne di Morbio Inferiore, sta invece completando la scuola di assistente di cura. Ma fa teatro da tempo. «Sono particolarmente attratto dalle cadute dall’alto. Qui, al corso introduttivo, si parla di altezze di quattro metri. Mi ha, invece, impressionato vedere il fuoco sulla mia pelle, mi dava angoscia notarlo anche sul corpo dei miei compagni. Ti mettono una crema protettiva, non c’è pericolo, ma probabilmente è una questione mentale».

Fattori psicologici

«La psiche - conferma Belli - ha un ruolo chiave nel percorso per diventare una controfigura. Conta anche il passato della persona. Magari uno ha avuto dei traumi da piccolo che emergono durante la formazione per stuntman: si tratta di affrontarli e superarli». Chiediamo ai ragazzi di svelarci qualche trucco. «Impossibile - risponde Belli. - Divulgare informazioni sui media può avere un effetto deleterio. Perché qualcuno potrebbe poi provare a lanciarsi in qualche sfida “fai da te”, interpretando le mie parole a piacimento e facendosi del male». 

https://scuolamat.ch/

https://www.bellisimone.com/