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RITRATTI
DANIEL POZZOLI

L'arte della natura

Dalle sculture, agli oggetti di design fino alla concezione stessa delle case. Daniel Pozzoli è un artista e artigiano che ci invita a dare nuovamente alla natura il nobile posto che le spetta, tra creatività e mestiere.

FOTO
sandro mahler
04 maggio 2020
Daniel Pozzoli: «L'idea dalla quale sono partito è che anche la casa stessa potesse diventare un'opera d'arte».

Daniel Pozzoli: «L'idea dalla quale sono partito è che anche la casa stessa potesse diventare un'opera d'arte».

Classe 1980, il giovane Daniel Pozzoli, dopo un’infanzia trascorsa a Viganello, sembra inizialmente indirizzato verso la professione di elettricista. Ma dopo l’apprendistato, la maturità professionale e qualche tempo durante il quale pratica il mestiere, qualcosa sembra mancare e decide quindi di cambiare rotta, dirigendosi verso l’agriturismo. Qui, durante gli studi, passa tra alberghi e ristoranti di lusso, ma ancora non ci siamo. La folgorazione arriva per caso: «Un giorno per gioco – racconta ridendo – mi sono costruito delle posate in mogano per pranzare e da subito è nata una curiosità per questo materiale». È il primo passo verso quella che diventerà la sua vita.

Terminati gli studi, l’amore per una ragazza porta Daniel da Viganello a Santiago De Compostela, dove ha l’occasione di esplorare sempre più in profondità il suo altro nuovo grande amore, il legno, lavorando come restauratore. Ne nasce quasi un bisogno, una ricerca che lo porta dalle semplici conversazioni con navigati esperti artigiani del mestiere «imparando quei trucchi che solo gli anziani sanno e possono insegnare» ad una scuola superiore di scultura.

La natura con tutti i suoi aspetti diventa sempre più predominante nella vita di Daniel, che trascorre i suoi anni spagnoli cercando di essere il più autosufficiente possibile, condividendo con altri un orto e diversi animali.

Il rientro in Ticino

Dopo tre anni e mezzo in Spagna il primo amore purtroppo finisce, ma il secondo è più forte che mai. Tornato in Ticino decide di fondare Naturarte, una attività dove crea decorazioni e sculture realizzate con solo materiali naturali. «Il messaggio era che ciò che sembra inutile può diventare un design naturale decorativo ed elegante, rispettando l’ambiente e rivalutando il “vecchio”, creando opere uniche con le quali si possa attivamente interagire, in modo che la persona diventi partecipe, mantenendo sempre viva l’emozione che l’opera può donare».

Alla scoperta di tradizioni e culture

Daniel prosegue la sua attività, che lo porta anche ad esporre le sue opere in una mostra nel 2014 al Parco San Marco di Porlezza, dove riscuote un buon successo. «Mi sono sempre buttato» afferma convinto. Ed è questa filosofia di lavoro e di vita che lo spinge a viaggiare molto alla scoperta di tradizioni e culture da cui attingere conoscenze e competenze, in giro per l’Europa ma anche in Marocco e Australia, incontri con altre culture che gli suggeriscono un nuovo obiettivo: «L’idea dalla quale sono partito è che anche la casa stessa potesse diventare un’opera d’arte ed emozionare chi vi abita».

Decide così di sperimentare questa idea acquistando e ristrutturando una vecchia casa a Sessa solo con materiali naturali, consapevole che «gli elementi naturali sono un vantaggio non solo da un punto di vista psicologico e fisico ma anche pratico, regolando naturalmen- te calore e umidità, per esempio, riducendo così la necessità di riscaldamenti e condizionatori. Un beneficio quindi sia per noi che per l’ambiente. In realtà tutte queste sono tecniche che i nostri nonni conoscevano molto bene ma che con l’avvento della modernità si stanno perdendo. Una saggezza legata alle proprietà dei vari materiali che ormai in pochi conoscono, una forma di cultura che deve essere riscoperta».

Dopo molto tempo, molta pazienza e non pochi sacrifici, ecco che finalmente la casa è pronta «Ho usato – spiega, mostrando la casa con orgoglio – materiali come sughero, lana di pecora, argilla, legno, pietra, paglia e ho improntato il design verso forme curve e organiche, perché è provato che stimolano la sensibilità delle persone».

Verso un futuro passato

Il desiderio di Daniel oggi è diffondere il più possibile questo suo sogno. «È il giusto momento, perché la sensibilità delle persone sta andando sempre più in questa direzione, grazie all’attenzione verso l’ecosostenibilità e all’orientamento verso cibi e prodotti il più possibile naturali. L’idea è fare delle case su misura per gli utenti, con oggetti e forme uniche. E per realizzare questo cerco di conoscere e capire a fondo la sensibilità della persona, così da poter iniziare un dialogo e insieme costruire il luogo dove andrà a vivere. In questo modo, alla fine del progetto, anche se il cliente non ha materialmente costruito nulla, lo vivrà molto di più come “una sua creazione” e come nato dalla propria sensibilità».