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INTERVISTA
MANUEL CEREDA

La Leventina, una scommessa

A colloquio con Manuel Cereda, il nuovo direttore dell’agenzia dell’Ente regionale per lo sviluppo del Bellinzonese e Valli. Un territorio che giudica propositivo e dinamico. In particolare, la Leventina, dove sono in fase di realizzazione diversi progetti strategici.

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alain intraina
27 luglio 2020
Manuel Cereda è  dal primo gennaio  di quest'anno direttore dell'Ente regionale  per lo sviluppo del Bellinzonese e Valli.

Manuel Cereda è dal primo gennaio di quest'anno direttore dell'Ente regionale per lo sviluppo del Bellinzonese e Valli.

Quali sono i compiti dell’Ente regionale per lo sviluppo del Bellinzonese e Valli?

Seguiamo progetti di sviluppo economico, soprattutto in ambito turistico e in quello dell’autoimprenditorialità delle piccole-medie imprese. Siamo flessibili, rispondiamo a diverse necessità: forniamo consulenza specifica e coordiniamo eventuali sussidi cantonali o federali, mettiamo in rete le diverse realtà produttive, offriamo un accompagnamento con esperti del mondo accademico. E possiamo anche sostenere economicamente determinati progetti.

È la nuova politica regionale…

Con l’archiviazione della Legge federale sull’aiuto agli investimenti nelle regioni montane, la vecchia LIM, si è capito che un sostegno puntuale a un progetto, pur innovativo, non innesca un ciclo virtuoso di rilancio economico. Si è dunque passati a un sostegno del sistema economico nel suo complesso, con la messa in rete dei diversi attori e con precisi settori di intervento in base alle caratteristiche e ai punti di forza della regione. Obiettivo finale è la creazione di posti di lavoro qualificati e indotto economico per la regione.

Quali vantaggi per la regione?

La regione può profilarsi meglio, avviare una promozione comune e una governance territoriale, ma anche posizionarsi meglio per attrarre gli investimenti. Il nuovo approccio ha pure dato la possibilità ai Comuni di costituire gli Enti regionali per lo sviluppo (ERS).

Quello del Bellinzonese e Valli ha base a Biasca e un raggio di azione su tre regioni: quanto è complicato tenerle insieme?

È una delle sfide del mio mandato. Già diversi anni fa l’ERS Bellinzonese e Valli aveva sviluppato un documento strategico per individuare linee direttive e assi di intervento. Ora deve essere aggiornato, avevamo programmato di farlo questa estate, ma siamo un po’ in ritardo. Entro l’inverno sarà rivisto e saranno fissate le priorità del nostro ente per i prossimi anni.

«Per una governance territoriale e attirare investimenti».

Manuel Cereda

Restringiamo il campo e andiamo in Leventina, distretto con cantieri importanti, alcuni in programma, altri in fase di attuazione…

La scommessa sarà coordinarli perché la Leventina, a differenza della valle di Blenio, non ha ancora un masterplan, quel documento di indirizzo strategico dove viene descritta un’ipotesi di sviluppo di un territorio, con i soggetti interessati, le possibili fonti di finanziamento, gli strumenti e le azioni per la sua attuazione.

Ci può elencare alcuni di questi progetti?

Partendo da Airolo, c’è la copertura dell’autostrada: la realizzazione non sarà a breve termine, ma si deve già iniziare a pensare cosa realizzare su questa nuova superficie. Poi c’è l’USI che vuole insediarsi nell’ex stabile della posta per creare un centro per seminari. Poi la nuova Valascia, la creazione di un centro internazionale di formazione per il freestyle a Pesciüm, la nuova centrale del Ritom e il progetto di valorizzazione della regione Ritom-Piora con la funicolare che compie 100 anni l’anno prossimo. E la media Leventina non è da meno a livello di propositività.

In bassa valle c’è l’area Monteforno: come procede la riconversione?

C’è un polo di sviluppo economico che è solo da lanciare e le premesse sono buone: c’è unità di intenti tra Cantone, Comuni e aziende già presenti, e ci sono i mezzi finanziari. E c’è un campus formativo già attivo, che ha prospettive di allargarsi con l’arrivo di diverse associazioni professionali, che concentreranno in questo spazio la loro formazione per apprendisti e la formazione continua. Si creerà così un centro di formazione collegato con due altre realtà analoghe in Svizzera e rappresenterà una zona un plusvalore importante. Anche questo è un progetto in cima alla lista delle mie priorità.

Priorità e visioni a lungo termine, capacità di accompagnare i progetti: a breve, cosa le sta a cuore?

Da dicembre, circolerà sulla linea di montagna il treno Gottardo della Südostbahn, un servizio per pendolari, ma con un forte carattere turistico. La Leventina dovrà essere pronta a sfruttare questa opportunità: il viaggio in treno attraverso la valle deve diventare un’occasione di scoperta del territorio. Chi parte da Lucerna per recarsi a Locarno, deve sapere che si può fermare a Giornico per visitare il Museo di Leventina, pranzare in valle e fare una passeggiata al Tremorgio prima di riprendere il treno. Ci devono però essere prodotti turistici integrati e offerte digitalizzate per “vendere” meglio tutto quello che la Leventina offre.

Manuel Cereda: «Leventina porta d'ingresso a Nord del Ticino tra sogno e realtà».

Prima ha accennato alla nuova centrale del Ritom, un progetto cruciale per la regione.

È un intervento che non ci coinvolge in modo diretto, ma è un investimento importante per la regione con ricadute positive, proprio come accadde cento anni fa con la messa in esercizio della prima centrale. È anche un’opera di ingegneria altamente specializzata, che richiede professionalità e competenze che rimarranno sul territorio.

La funicolare del Ritom, utilizzata per i lavori, fu trasformata per scopi turistici…

Ci fu una grande lungimiranza nel capire le potenzialità della regione Ritom-Piora, un angolo di paradiso che è una delle attrattive turistiche ticinesi. Noi ora stiamo seguendo il programma di rivalorizzazione di questo comparto molto pregiato dal profilo paesaggistico e naturalistico, con elementi molto riconoscibili. Per esempio, l’alpe Piora e il suo formaggio o il Centro di biologia alpina, e ovviamente i suoi laghetti alpini e le capanne. Si vuole creare un prodotto turistico unico, un’offerta coordinata da promuovere in modo mirato ed efficace.

Leventina porta d’ingresso a nord del Ticino: cosa manca? Quale la visione da realizzare?

Questo esercizio tra sogno e realtà vorrei farlo con i sindaci e gli attori sul territorio. Vorrei che fosse un processo dal basso, il masterplan è lo strumento giusto per farsi alcune domande: su che turismo si vuole puntare? Che infrastrutture servono per vivere e operare in Leventina? Occorre fissare gli obiettivi di sviluppo, mettere a punto le strategie, individuare alcuni progetti “faro”, quelli che saranno sostenuti dalla mano pubblica. I prossimi dieci anni saranno cruciali, ma prima sarà necessario fare delle scelte e decidere che strada imboccare. 


Il ritratto

Già responsabile dello sviluppo regionale all’Ufficio dello sviluppo economico del DFE del Canton Ticino, Manuel Cereda (1970) è dal 1° gennaio direttore dell’agenzia dell’Ente regionale per lo sviluppo del Bellinzonese e Valli con sede a Biasca. Gli Enti regionali per lo sviluppo in Ticino sono quattro, nati nell’ambito della nuova politica per promuovere il potenziale imprenditoriale e turistico delle singole regioni.

www.ers-bv.ch