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Laura Pausini, "Io sì"

È uscito “Io sì (Seen)”, il nuovo singolo di Laura Pausini, tema del film “La vita davanti a sé”, con Sophia Loren. La cantante ci racconta il progetto e il suo messaggio, la crisi durante il lockdown, le difficoltà del mondo della musica. Sognando la nomination ai prossimi Oscar.

16 novembre 2020
Laura Pausini:  «Questa estate  mi hanno proposto  la canzone e mi è  subito piaciuta».

Laura Pausini: «Questa estate mi hanno proposto la canzone e mi è subito piaciuta».

Laura Pausini, stavolta, si dà al cinema. Non come attrice, ma come interprete di Io sì (Seen), tema di La vita davanti a sé, film da poco disponibile su Netflix, con protagonista un’icona come Sophia Loren. Una ballata melodica di grande effetto, scritta dalla compositrice americana Diane Warren e cantata in cinque lingue dalla popstar italiana.

Laura Pausini, com’è nato il progetto?

Questa estate mi hanno proposto la canzone, che mi è subito piaciuta. Ma ho voluto andare a fondo, perché sono curiosa e ho bisogno di sentire un’affinità personale coi vari progetti: così ho visto il film, mi sono riconosciuta in pieno nel messaggio e mi sono messa completamente a disposizione.

Cosa l’ha colpita?

Il fatto che il brano è un dialogo sulle diversità ed è complementare al film. Arriva in una scena importante, racconta la storia di due persone molto differenti che si incontrano e insieme superano gli ostacoli. Lei è madame Rosa, una sopravvissuta all'Olocausto che si prende cura dei figli delle prostitute; lui è Momò, un giovanissimo immigrato senegalese. È anche un pezzo sull’unicità di ognuno di noi, che non vuole dire primeggiare in tutto, ma raggiungere l’equilibrio e la libertà che ti permette di essere quello che vuoi. Un tema a me molto caro, che ho già trattato nel mio disco “Simili”.

Quale messaggio ci vuole trasmettere?

Che non ci devono essere barriere e pregiudizi razziali e culturali. Io credo in un mondo fatto di comprensione, altruismo, tenerezza, cuore e cervello. Di solidarietà, empatia e altruismo. Perché la vita non ha senso se non si ha qualcosa da amare. Un’idea amplificata da questi mesi di chiusura forzata, in cui quotidianamente abbiamo dovuto affrontare pensieri e preoccupazioni.

IL FILM

La vita davanti a sé (The Life Ahead)

È un film diretto da Edoardo Ponti (figlio di Sophia Loren e del produttore Carlo Ponti). Tratto dal romanzo di Romain Gary, racconta la storia del rapporto fra Madame Rosa, una sopravvissuta all'Olocausto che si prende cura dei figli delle prostitute, e Momò, ragazzino di origini senegalesi. La protagonista è l’attrice italiana Sophia Loren, il tema del film è “Io sì (Seen)”, cantato da Laura Pausini.

Nel film recita Sophia Loren: l’ha mai incontrata?

Più volte. Ci siamo conosciute nel 2003 a Beverly Hills, ma ricordo soprattutto il nostro incontro a Ginevra per un concerto benefico organizzato da Phil Collins. È venuta ad assistere alle prove e in platea abbiamo parlato a lungo. Era un anno particolare per me, non riuscivo a rimanere incinta e lei mi ha detto tante cose. È una donna molto italiana, materna e protettiva. Un’icona, anche se lei non si sente tale. Ha ascoltato il brano del film, l’ha persino cantato. E nel videoclip c’è anche lei.

Il brano esce in un momento difficile per il mondo della musica. E non solo.

Sì, è un problema generale. Quando sento miei vecchi compagni di scuola che fanno altri lavori, percepisco la loro disperazione. Viviamo nell’incertezza e c’è la voglia di fare qualcosa, sempre nel rispetto delle regole. Con altri miei colleghi ho scritto un appello al governo italiano senza avere grande risposta. Chiediamo aiuti non per noi, ma per le maestranze che operano nel settore. Sono circa 570mila persone. Nel mio piccolo io aiuto chi mi è vicino, ma non è questa la soluzione.

Quando prevede di lanciare un nuovo disco?

Lo scorso marzo volevo iniziare a selezionare le canzoni arrivate. In genere le faccio ascoltare al mio team e poi decidiamo: a oggi sono oltre 500. Il lockdown, però, mi ha mandato in crisi, mi sono sentita persa, sono emersi tanti dubbi. E rimandavo sempre. Poi l’avventura di “Io sì” mi ha tenuta occupata tutto il tempo. Ora mi è tornata la voglia di ascoltare nuovi pezzi. E di sperimentare: mi piacerebbe sentire come sta la mia voce su canzoni famose di altri generi. Vorrei fare uscire il disco per Natale 2021, ma prima spero vada in porto “Una Nessuna Centomila”, il 26 giugno a Reggio Emilia. Un concerto contro la violenza sulle donne, tema che mi è molto caro. E, purtroppo, sempre attualissimo.

Intanto per “Io sì” potrebbe addirittura avere una nomination all’Oscar…

Chissà. Ho imparato a gestire queste situazioni: col mio carattere non devo gasarmi troppo. Perché se poi non vinco, mi viene un crollo.