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RITRATTI
MIRKO GOMEZ

Lo spazzino perfezionista

Mirko Gomez, 55 anni, di cui 33 al servizio della Città di Locarno, non vuole saperne di sentirsi chiamare operatore ecologico. Fiero del suo mestiere, orgoglioso delle sue due figlie, nasconde un affascinante lato spirituale.

09 marzo 2020

Mirko Gomez: «Sogno di un mondo in cui non ci sia bisogno di politici o di testimonial per avere un po? di buon senso».

Lo si incontra per le vie della “Locarno periferica”, dove lui stesso vive. Dalle Cinque Vie alla zona del Passetto, passando per via Vallemaggia e per via San Jorio. Con la sua scopa, la sua paletta, il sacco.

Lui è Mirko Gomez, 55 anni. Professione: spazzino. «Non chiamatemi operatore ecologico. Mi fa sentire come se dovessi vergognarmi di qualcosa. Invece, nonostante a volte mi ritrovi di fronte a situazioni nauseanti, lo spazzino è un mestiere che merita dignità».

Ridere della vita

Nato da papà spagnolo e mamma veneta, Mirko ha una compagna, Paola, e due figlie, Giulia e Alessandra, di cui è orgogliosissimo. «La prima studia all’università, in Inghilterra, l’altra va al liceo; sono un padre fortunato». Mirko, invece, gli studi li ha fatti alla scuola di commercio di Bellinzona. Senza, però, mai trovare un impiego nel settore. «E così, a un certo punto, nel 1986 ho iniziato a fare lo spazzino per la Città di Locarno. Pulisco i marciapiedi, raccolgo mozziconi e cartacce da terra, tolgo le erbacce, svuoto i cestini».

Sempre con una precisione maniacale. Chi conosce il 55enne lo definisce un perfezionista. Ma Mirko è anche altro, è una persona estrema- mente autoironica. «Bisogna ridere della vita, senza banalizzarla». Ed è anche maestro di tennis. «Alleno i ragazzini, ho un bel rapporto coi giovani. Prima insegnavo anche agli adulti, adesso gli acciacchi iniziano a farsi sentire».

Soprattutto, però, lo spazzino locarnese ha un lato davvero affascinante. Al collo porta un ciondolo legato al suono, l’Om, che, secondo alcune teorie, avrebbe dato origine all’universo.

Il 55enne si interessa di chakra, di spiritualità, di vibrazioni del suono. «La capacità curativa del suono è immensa. Sento l’importanza del suono come strumento di collegamento degli esseri viventi. Sono curioso, approfondisco, ho studiato le terapie egizio-essene, basate sul riequilibrio della persona».

È stato anche in India, quest’uomo, che con la sua barbetta e con i suoi occhiali ha una vaga somiglianza con Jürgen Klopp, noto allenatore di calcio. «Ci sono andato tre volte, da un maestro spirituale vicino a Bangalore. Nel 1999, nel 2000 e nel 2004. L’essere umano non è solamente un pacchetto di carne; è un’entità spirituale che vive un’esperienza fisica».

Con la sua divisa arancione, muni- ta di catarifrangenti, inizia a lavorare alle 6 del mattino. Alle 5.30 in estate. «Faccio l’orario continuato e non mi pesa più di tanto. Più che altro faccio fatica ad andare a dormire presto. Quindi di base dormo sempre piuttosto poco. Anche se negli ultimi anni sto davvero capendo quanto sia importante avere un sonno sano».

Quindici chilometri al giorno

La sua stagione preferita è la primavera. «In inverno, invece, è un po’ più dura. Cominci a lavorare al buio, a temperature basse. E quando nevica cambiano pure le mansioni. C’è anche da spalare la neve dai marciapiedi stretti, dai passaggi pedonali, c’è da liberare i tombini».

Ultimamente l’organico che si occupa della pulizia nelle strade della “sua” zona è stato leggermente ridot- to. Un pensionato non è stato sostituito. «Nell’ultimo anno il territorio che devo coprire è aumentato del 50%. Ogni giorno faccio una quindicina di chilometri a piedi. Ci sono anche momenti frustranti: quando trovi le bottiglie di vetro spaccate e la cacca di cane in mezzo alla strada, ti chiedi dove sia finito il rispetto». Mirko, salvo eccezioni, lavora sempre da solo, con gli stessi strumenti che usava 30 anni fa. «E non mancano gli scambi sociali. Con alcuni ho rapporti superficiali, con altri ci si ferma a parlare. Dico sempre buongiorno a tutti quelli che incontro, e sorrido. Trovo sia importante».

Storia di un uomo che non ama le etichette, e che cerca di accettare la vita come viene. «Oggi si vuole avere tutto sotto controllo, ma la vita scorre lo stesso. Il mio mestiere mi permette di gustarmi il ritmo delle stagioni. In autunno raccolgo le foglie; c’è qualcosa di romantico in tutto ciò».

E chissà cosa pensa Mirko, lo spazzino, l’uomo che si prende cura dell’ambiente, in merito alla recente ondata verde che ha travolto sia la Svizzera sia il mondo, con fenomeni come quello di Greta Thunberg? «È fantastico che la gente si stia accorgendo dell’importanza di tutelare il Pianeta. Però io continuo a sognare un mondo in cui non ci sia bisogno di politici o di testimonial per avere un po’ di buonsenso. Forse chiedo troppo».