X

Argomenti popolari

INTERVISTA
MARTIN NYDEGGER

«Vacanze confortevoli in Svizzera»

Quest’anno il Ticino ha le carte in regola per diventare una meta prediletta per le vacanze degli svizzeri. Lo dice Martin Nydegger, direttore di Svizzera Turismo. Le sue riflessioni sulla crisi da Covid-19 e sulla concorrenza con i paesi confinanti.

TESTO
FOTO
pino covino
01 giugno 2020
Martin Nydegger:  «Il Ticino è la Svizzera esotica».

Martin Nydegger: «Il Ticino è la Svizzera esotica».

Signor Nydegger, lei ha annunciato che trascorrerà le vacanze estive in Ticino. Perché proprio da noi?

A dire il vero, sono anni che frequento regolarmente il Ticino. Anche le scorse vacanze autunnali.

Quindi conosce bene il Ticino.

Sì, molto bene. Un tempo andavo nel campeggio Campofelice a Tenero o al Delta a Locarno. Poi con gli anni ho imparato ad apprezzare di più il comfort degli alberghi e delle case di vacanza.

Ha delle preferenze?

Apprezzo la diversità del Ticino. Con la mia famiglia cerco sempre di scoprire qualcosa di nuovo. Un weekend a Lugano; una camminata dal Monte Tamaro al Monte Lema; un’escursione nelle val- li. Con gli amici ho invece raggiunto il Ponte tibetano sopra Carasso.

Il Ticino ha sufficiente fascino come luogo di vacanza?

Sicuramente. È un cantone di montagna ma anche un cantone d’acqua con i suoi laghi e fiumi. La diversità del suo territorio è semplicemente fantastica. Inoltre si può mangiare e bere bene.

Il canton Ticino - come altri cantoni - ha lanciato una campagna offrendo incentivi alla popolazione per trascorrere le vacanze nel proprio cantone. Cosa pensa di questa iniziativa?

Se un cantone ha una certa dimensione, una promozione di questo tipo va bene. È un vantaggio per la gente del posto conoscere e apprezzare la propria regione. Gli abitanti possono così diventare ambasciatori del proprio territorio.

Alcuni esperti di turismo sostengono che sarebbe meglio incrementare la pubblicità per gli svizzeri tedeschi e per i romandi invece di investire sulla popolazione locale.

Penso sia importante lavorare in entrambe le direzioni. Ticino Turismo è molto presente nella Svizzera tedesca. Il nostro operato è soggetto a critiche e Svizzera Turismo se ne è resa conto.

In che modo?

In qualità di venditori di turismo nazionale, siamo spesso attivi all’estero. E gli svizzeri in genere non se ne accorgono. Invece, quando siamo attivi in casa, si formano una propria opinione, a volte positiva, a volte negativa.

Quest’anno avete ricevuto un sostegno dal consigliere federale Ueli Maurer, che ha invi- tato tutti a trascorrere le vacanze in Svizzera. Le è piaciuto?

Assolutamente sì. Sarei stato sorpreso di sentire un appello opposto, cioè un invito a viaggiare e a spendere i soldi per le vacanze all’estero.

Teme che in questo periodo le grandi regioni di vacanza svizzere – Grigioni, Oberland bernese, Vallese e Ticino – si facciano guerra a vicenda con le proprie campagne pubblicitarie?

Non credo. Ma c’è concorrenza. Concorrenza che esiste anche tra i paesi vicini, Austria, Svizzera e Germania. Tutti si contendono gli stessi ospiti. A causa dell’assenza di turisti stranieri, c’è una concentrazione su quelli svizzeri. È qui che si sta intensificando la concorrenza.

Quanto è profonda la crisi del turismo svizzero causata dalla pandemia?

È una crisi senza precedenti, probabilmente la più grande crisi dagli anni ’40, con un previsto calo del fatturato di 8,7 miliardi di franchi tra marzo e luglio. È probabile che il 20-25% delle imprese turistiche non riesca a sopravvivere. Migliaia di posti di lavoro sono interessati. Ci vorrà molto tempo per tornare “come prima”.

Ma il turismo riceve il sostegno dello Stato.

Il lavoro ridotto e i prestiti sono necessari, ma nessuno vuole dipendere da loro. Vogliamo trovare una via d’uscita dalla crisi con i nostri sforzi. Al momento ci stiamo concentrando sui clienti svizzeri, ma sappiamo che l’apertura delle frontiere avverrà prima del previsto. I mercati come gli USA e l’Asia richiederanno probabilmente molto tempo per rimettersi in piedi.

Il Canton Ticino ha lanciato a Pasqua la campagna “Rimanete a casa, il Ticino vi aspetterà!” Con questo slogan non ci si è spinti troppo oltre?

No, anche la nostra campagna nazionale “Sogna ora – viaggia dopo” è molto simile. La crisi provocata dal Coronavirus ha impedito alla gente di viaggiare, ma si poteva sognare e fare progetti a casa. Il marketing ha colmato questa lacuna.

Fino a poco tempo fa, alcune destinazioni - Jungfraujoch, Zermatt, Lucerna - soffrivano per la presenza di troppi turisti. Questa crisi ha anche qualcosa di salutare?

Questa crisi potrebbe avere effetti sa- lutari. Vedo possibili cambiamenti in tre ambiti. Primo, per quanto concerne il nostro modo di consumare. In questi mesi ci si è resi conto che non tutto è necessario. Credo che la crisi rafforzerà i prodotti locali. Poi vedo il mondo del lavoro. Abbiamo scoperto che si può lavorare in modo efficiente da casa. Covid-19 è un passo decisivo per portare avanti la digitalizzazione. Un terzo aspetto riguarda i viaggi. Forse in futuro viag- geremo più a lungo e in modo più so- stenibile, affronteremo un paese e un luogo in modo più approfondito, evitando tanti brevi viaggi dell’ultimo minuto.

Il turismo sta riprendendo a crescere. Siete già in grado di individuare le tendenze?

Sì, nei fine settimana e per le lunghe vacanze lunghe, trarrà vantaggio la Svizzera alpina e rurale. Il Ticino sarà uno dei vincitori quando l’infrastruttura turistica sarà di nuovo operativa. Il Ticino è la Svizzera esotica e può guadagnare punti, a condizione che i viaggi di lunga distanza e i viaggi aerei restino limitati.

L’Italia vuole aprire presto le sue frontiere. Il Ticino è penalizzato?

La stessa domanda mi è stata posta sull’Austria: “Non sarebbe meglio se le frontiere rimanessero chiuse, per evitare che gli svizzeri vadano in Austria”? Sia chiaro, il successo del turismo svizzero non si basa su confini chiusi. Siamo sicuri di noi e ambiziosi. Avremo ospiti italiani che torneranno in Svizzera. Il confine non è una strada a senso unico.

Svizzera Turismo ha ricevuto ulteriori finanziamenti dal Consiglio federale. Sono così necessari, se ora vi occupate soprattutto di clienti svizzeri?

Anche Austria e Germania si stanno impegnando per aumentare la presenza di clienti svizzeri. È quindi giusto che riceviamo più fondi per infondere fiducia nella nostra clientela. Vogliamo far capire che si può viaggiare in Svizzera senza preoccupazioni. Al momento ci sono ancora molte barriere mentali. 


Il ritratto

Martin Nydegger (49 anni) è dal 2018 direttore dell’organizzazione di marketing Svizzera Turismo”, con circa 250 collaboratori in 22 mercati e un budget annuale di 90 milioni di fr. È originario del Canton Berna, sposato e padre di un figlio.

www.myswitzerland.com