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INTERVISTA
MARTINO COLOMBO

Trasporto pubblico, una rivoluzione

Martino Colombo, direttore della Divisione dello sviluppo territoriale e della mobilità del Canton Ticino, ci parla della nuova offerta. Le aziende autobus cercano 250 nuovi autisti.

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Stefano mussio
20 gennaio 2020
Martino Colombo: «L'apertura della galleria di base del Ceneri  a fine 2020 dimezzerà  i tempi di percorrenza  di Lugano-Locarno  e Lugano-Bellinzona».

Martino Colombo: «L'apertura della galleria di base del Ceneri a fine 2020 dimezzerà i tempi di percorrenza di Lugano-Locarno e Lugano-Bellinzona».

Siamo entrati nel 2020 e alla fine dell’anno l’apertura della galleria di base del Ceneri promette un cambiamento profondo nel sistema di trasporto pubblico del Canton Ticino. È fiducioso?

Certo. Il dimezzamento dei tempi di percorrenza − sto pensando al triangolo Lugano-Bellinzona e Lugano-Locarno − sarà una realtà e le linee bus saranno potenziate. Cambiamenti simili si sono visti anche in altre parti della Svizzera. La popolazione reagisce positivamente al nuovo tipo di offerta.

Per questa “rivoluzione” è necessario anche un cambiamento di mentalità: lasciare l’auto a casa e utilizzare i mezzi di trasporto pubblico. I ticinesi sono pronti?

Abbiamo una mentalità latina e siamo meno abituati all’uso dei trasporti pubblici rispetto alla Svizzera tedesca. Ma, negli ultimi 15 anni, con i treni TILO, orari migliori e materiale rotabile moderno, anche i ticinesi hanno apprezzato l’offerta. E l’utenza è aumentata molto.

In effetti, con l’introduzione dei TILO, tra il 2004 e il 2010, l’utenza è aumentata del 75%. Ma dal 2010 al 2017, pur con 10 milioni di passeggeri trasportati ogni anno, la crescita è stata “solo” del 38%. Un’ulteriore crescita è possibile?

Sono convinto di sì. La vera sfida non sarà solo sul triangolo Bellinzona-Lugano-Locarno col sistema TILO, ma, visto che non tutti vivono vicino ad una stazione, sarà in tutto il territorio. Portare la gente sul treno significa aumentare l’offerta su tutta la rete, ampliare il servizio di autobus e garantire posteggi Park & Ride e Bike & Ride per passare dal mezzo privato al treno.

Nell’ottobre 2019 è stato licenziato un credito quadro di 461 milioni di franchi per le prestazioni di trasporto pubblico per il quadriennio 2020-2023. Si tratta di costi non indifferenti.

Si tratta di una scelta politica per promuovere una mobilità diversa. L’utente, con il suo biglietto o con il suo abbonamento, copre meno della metà dei costi del servizio.

«Il biglietto copre meno della metà dei costi del servizio»

Martino Colombo

Di recente abbiamo visto che il sistema ferroviario con TILO ha avuto parecchi problemi. I treni erano spesso in ritardo. Come mai?

All’origine dei ritardi vi sono principalmente due cause. Tanti cantieri e problemi a Sud di Chiasso, dove la rete ferroviaria è praticamente satura. L’altro punto negativo concerne i posti a disposizione. Non tutti gli utenti trovano posti a sedere. Questo purtroppo sarà inevitabile sulle tratte corte anche in futuro, mentre, grazie al nuovo materiale rotabile, ci attendiamo che ciò possa essere evitato sui lunghi percorsi.

Per aumentare l’offerta regionale le aziende di trasporto cercano personale. Quanti nuovi posti di lavoro ci saranno in tutto il cantone?

Le aziende autobus cercano 250 nuovi autisti. È un “effetto collaterale” positivo della nuova offerta. L’interesse per questi impieghi è molto grande.

Il Ticino è un cantone relativamen- te piccolo con i suoi 350mila abitanti ma, oltre ad AutoPostale, esistono diverse aziende autobus, dalle Autolinie Bleniesi all’Autolinea Mendrisiense, dalla FART nel Locarnese alla TPL nel Luganese. Non sarebbe meglio creare una azienda cantonale dei trasporti con un’amministrazione unica e meno direttori, risparmiando così un po’ di soldi?

Non sono convinto che sarebbe un risparmio. Forse all’inizio, ma si rischia di creare un monopolio, che sulla lunga durata non va bene per contenere i costi. Oggi, eccezion fatta per il Luganese, in ogni regione operano due aziende. Questo crea un certo equilibrio. Nel Luganese potrebbe muoversi qualcosa. Trasporti Pubblici Luganesi (TPL), Ferrovia Lugano-Ponte Tresa (FLP) e Autolinee Regionali Luganesi (ARL) stanno infatti riflettendo su una maggior collaborazione. Già ora alcuni servizi tecnici e amministrativi sono gestiti congiuntamente.

Tornando alla nuova offerta, non vediamo la costruzione di nuovi parcheggi di Park & Ride, fondamentali per poter prendere il treno. Mentre quelli di Riazzino e Balerna sono già saturi. Cos’è previsto?

Si deve trovare un giusto equilibrio, visti gli investimenti che stiamo effettuando nel servizio pubblico regionale. Occorre evitare un’offerta eccessiva di spazi auto: se c’è una linea bus a disposizione, la priorità va alla combinazione bus + treno. Però, è vero che c’è pure la domanda. Un aumento dei posteggi a Riazzino è una possibilità, e teniamo sott’occhio il Mendrisiotto, dove arriva tanta gente da oltre frontiera. Vogliamo ridurre gli spostamenti in auto dalle province italiane, ad esempio fino a Balerna o Mendrisio, per prendere il treno, visto che continuiamo a co-finanziare il trasporto pubblico da Como e Varese.

Due anni fa è stata inaugurata la nuova linea Mendrisio-Varese, creata anche per togliere il traffico di auto dei frontalieri. Visto però il caos quotidiano nel Sottoceneri, sembra che non si sia raggiunto l’effetto desiderato.

L’obiettivo della Mendrisio-Varese era, e rimane, di ottenere una miglior ripartizione tra traffico privato e pubblico e far sì che circa il 10-15% di tutti gli spostamenti avvenga con i mezzi pubblici. Non abbiamo ancora raggiunto questa percentuale, ma la nuova linea è in funzione solo da due anni, poco per un cambiamento radicale. Ci vuole tempo.

In Lussemburgo, per incentivare la popolazione a non usare l’auto e ridurre le emissioni di CO2, è stato deciso che da fine marzo 2020 tutto il trasporto pubblico sarà gratuito. Sarebbe fattibile in Ticino?

È una scelta politica. Se si offre un servizio gratuito alla popolazione, qualcuno lo deve pagare. Oggi i biglietti e gli abbonamenti della comunità tariffale Arcobaleno creano un introito di 65 milioni di franchi, al quale si aggiunge la quota parte degli abbonamenti generali. Offrire i trasporti pubblici gratuiti costerebbe al Cantone circa 80 milioni all’anno solo per compensare i mancati ricavi. Per il Dipartimento del territorio non è la giusta direzione offrire gratuitamente un servizio che ha elevati costi. La priorità è migliorare l’offerta.

Tante persone non usano i mezzi pubblici perché troppo cari. È così?

Occorre fare i calcoli fino in fondo: spesso abbiamo in testa il costo del carburante, che rappresenta solo il 14% dei costi totali dell’automobile. I mezzi pubblici sembrano cari per chi li usa occasionalmente. Ma con un abbonamento a metà prezzo o un Arcobaleno cambia tutto. Sul sito del cantone è disponibile un confronto costi fra auto e mezzo pubblico e posso assicurare che, anche confrontando i prezzi con altre realtà svizzere, i nostri prezzi sono convenienti. 


Martino Colombo: «I mezzi pubblici sono meno cari dell'automobile».

Il ritratto

Martino Colombo, classe 1972, è dal 1° maggio 2019 direttore della Divisione dello sviluppo territoriale e della mobilità del Dipartimento del territorio del Canton Ticino. Diplomatosi nel 1996 quale ingegnere civile al Politecnico di Zurigo, dopo esperienze lavorative presso la Sezione dei trasporti e le FFS, nel 2008 diventa capo dell’Ufficio dei trasporti pubblici e nel 2010 capo della Sezione della mobilità all’interno della divisione che ora dirige.