X

Argomenti popolari

musica
Francesca mIchielin

Michielin, un disco a tutto “feat”

La cantante italiana ci parla del suo nuovo cd, “Feat (Stato di Natura)”. Un progetto con tante collaborazioni e un suono fra pop ed elettronica, che vuole abbattere le barriere dell’individualismo e trasmettere positività. Un “ricordo elvetico” della sua infanzia.

18 maggio 2020
Francesca Michielin  è nata a Bassano  del Grappa (Vicenza)  il 25 febbraio 1995.

Francesca Michielin è nata a Bassano del Grappa (Vicenza) il 25 febbraio 1995.

concorso

Vinci un cd

Cooperazione mette in palio 5 cd “Feat (Stato di Natura)” di Francesca Michielin. Condizioni di partecipazione: vedi impressum. Termine d’invio: lunedì 25 maggio 2020, ore 16:00.

Ulteriori informazioni qui: https://www.cooperazione.ch/concorsi-e-passatempi/2020/vinci-un-cd-267682/

Il mondo della musica vive un momento difficile, fra concerti annullati e dischi rinviati a causa della pandemia da Covid-19. Francesca Michielin ha deciso, invece, di andare avanti e pubblicare un nuovo cd, Feat (Stato di Natura). Un lavoro particolare, fra pop, rock ed elettronica, con 11 brani e altrettanti “featuring”, in cui la giovane cantautrice italiana, famosa per successi come Nessun grado di separazione (seconda a Sanremo nel 2016), collabora con noti artisti come Mahmood, Fabri Fibra, Max Gazzè, Carl Brave ed Elisa. Il tutto in attesa, se l’emergenza coronavirus sarà rientrata, della grande festa live del 20 settembre al Carroponte di Sesto San Giovanni, a due passi da Milano.

Molti rimandano a tempi migliori mentre lei ha deciso di uscire col suo disco: perché?

Perché tengo molto al progetto, è un disco energico e pulsante. E penso che, in questo momento delicato, possa portare una ventata di positività. La musica non si deve fermare proprio adesso, abbiamo bisogno di ascoltare canzoni, coltivare bellezza, fare cose che ci scaldano il cuore e ci mantengano vivi.

È un lavoro originale, frutto di tante collaborazioni. Anche molto diverse.

Sentivo l’esigenza di un’idea collettiva. In questo momento storico di grande individualismo ed egoismo ho pensato a un progetto di incontro, confronto e differenze. Volevo raccontare il dualismo fra la realtà a cui appartengo, più bucolica e naturale, e quella urbana e industrializzata che ho vissuto venendo a Milano. Così ho trasportato tutto nei suoni e nelle prospettive degli artisti coinvolti per celebrare queste diversità.

Si parte con “Stato di Natura”. Un pezzo molto forte e con un testo altrettanto diretto.

Da sempre mi piace che la prima canzone sia il manifesto del disco. È un crossover fra rock e rap, che parla di come l’uomo di oggi, nonostante il progresso tecnologico, sia paradossalmente regredito: viviamo in un mondo di odio ed egoismo, uno stato di inciviltà e aggressività che spesso si riversa sulla figura femminile. C’è tanta violenza sulle donne e volevo parlarne senza retorica, raccontando la quotidianità, che spesso si basa su superficialità e stereotipi. Ne è uscito un brano molto potente, che ho diviso coi Måneskin, un gruppo giovane e credibile in ambito rock. Ci tenevo ad avere la voce di Damiano, il cantante della band, che rappresenta il punto di vista maschile.

Il nuovo singolo, invece, è “Monolocale”, in duetto con un rapper storico come Fabri Fibra.

Ho pensato al monolocale milanese in cui mi ero trasferita all’inizio, simbolo del “vivere sintetico”. Sono passata da una situazione bucolica come quella del mio paese, Bassano del Grappa, fatta di spazi aperti e relazioni dirette, a un luogo di 25 mq in cui sei da solo e non vedi nessuno. Ho proposto il pezzo a Fabri Fibra, che viene anche lui dalla provincia e parla spesso dell’autenticità dei rapporti quando fai questo lavoro. Così mi è piaciuta l’idea di mettermi nei panni di una persona che sta con qualcuno famoso.

C’è anche “La vie ensemble”, con Max Gazzè.

Un pezzo in francese, cultura che amo. I suoni sono folk, forse non troppo di moda; del resto questo non è un disco che corre dietro le mode, ma che cerca una sintesi tra tanti spunti.

A proposito di lingue diverse, che rapporto ha con la Svizzera?

Un rapporto non geografico, ma di vicinanza. Nel senso che i miei vicini di casa a Bassano del Grappa sono elvetici. Ho tanti bei ricordi delle mia vicina svizzera e di suo figlio Remo, con cui sono cresciuta. Lei faceva la parrucchiera e mi sistemava i capelli, mi aiutava a fare i biscotti, mi parlava in tedesco e io capivo niente. E quando tornava dalla Svizzera, suonava il campanello e ci portava le sue cose. È rimasta una figura un po’ “mitica” della mia infanzia.