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RITRATTI
DANIELA LICCARDO

Miss Cupido vive in Ticino

Daniela Liccardo, 36enne organizzatrice di eventi, si definisce una specie di Tinder ambulante. La sua missione? Fare in modo che l’amore torni a scoppiare dal vivo, anziché sul web.

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melanie türkyilmaz
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melanie türkyilmaz
10 febbraio 2020

Si muove tra la folla con un abito rosso, porta in dote un sorriso smagliante e un’allegria contagiosa. Ed è armata. Con sé, metaforicamente, ha un arco, dal quale scocca le sue frecce. Miss Cupido, “la ragazza che fa innamorare la gente”, vive a Locarno e ha 36 anni.

Il suo vero nome è Daniela Liccardo, di mestiere organizza eventi, e si sta facendo conoscere per una singolare iniziativa. «Sono una specie di Tinder ambulante. Voglio fare in modo che l’amore torni a scoppiare nella vita reale, anziché sul web. E ho il mio sistema».

Un’inguaribile romantica

Origini campane, nel cassetto ha un master in marketing del turismo e sviluppo del territorio. Nel 2008 si trasferisce in Svizzera francese. Tra le sue esperienze, anche una parentesi di tre anni come promoter presso una prestigiosa scuola alberghiera vodese. «Ma nella mia testa c’è sempre stato l’amore, sono un’inguaribile romantica. E sapete perché sono arrivata in Ticino due anni fa? Perché dopo un decennio di fidanzamento, il mio ragazzo romando non ha voluto sposarmi. Io gli ho detto: o mi porti all’altare, o me ne vado. Ed eccomi qua».

Nella Svizzera italiana, Daniela inizia a organizzare speed dating, eventi in locali pubblici e in cui persone che non si conoscono si incontrano, chiacchierano e magari scelgono di frequentarsi. Ma non le basta. E decide di andare oltre. «La scorsa estate a Lugano Marittima, il punto di ritrovo mondano in riva al Ceresio, ho tentato un esperimento sociale. Mi sono appostata, più volte, tra la gente con il mio abito rosso. Mi avvicinavo alle persone e chiedevo se volessero partecipare a un gioco: ti guardi attorno, e se c’è qualcuno che ti piace me lo dici. Poi io vado da questa persona, le parlo di te, e se è interessata, vi porto in un posto in cui avete cinque minuti per avere un primo approccio. Al termine dei cinque minuti, arrivo io con una campanella. E decidete se continuare a vedervi o no. Certo, mi sono beccata anche qualche insulto, ma ho anche formato decine di coppie».

Miss Cupido ha colpito in seguito anche in altre manifestazioni. «Mi vesto di rosso perché è il colore della passione, quella passione che i social e le app per incontri ci hanno tolto. Io non ci sto. Vado controcorrente e spero che la gente torni a parlarsi dal vivo».

Daniela Liccardo: «Sogno un matrimonio in carrozza, con i cavalli, in un ambiente dallo stile medievale».

Il matrimonio in carrozza

Proprio in uno dei suoi speed dating, la 36enne ha conosciuto Matteo, il suo attuale compagno. «Con lui ho messo subito le cose in chiaro. Sogno un matrimonio con la carrozza, con i cavalli, in un ambiente dallo stile medievale. Io vorrei anche avere un bimbo, un giorno. Però prima trovo sia importante che la coppia viva delle esperienze insieme, viaggi, metta delle basi solide alla relazione. Altrimenti si entra nella logica dell’amore “usa e getta”. Fai tutto in fretta e furia, e dopo pochi mesi ci si separa già. Purtroppo sempre più coppie si dividono, e per una che come me è cresciuta leggendo i testi dell’Amor Cortese, è una grande amarezza. Si può amare per sempre? Io ci credo. Però ci vuole la voglia di condividere anche i momenti difficili, e si deve avere la fortuna di incontrare la persona giusta al momento giusto. D’altra parte non capisco quelle persone che stanno assieme per abitudine, per comodità. È inutile. Devi avere quel desiderio di non perdere la persona che ti accompagna. E se ce l’hai, non cedi nemmeno di fronte alle tentazioni».

Adora il karaoke, ascolta la musica di Bastian Baker, di Mark Kelly e di Sebalter, suona la chitarra e il pianoforte. E appena può sale in sella alla sua bicicletta. Questa è Daniela. Un po’ folle, un po’ “Alice nel paese delle meraviglie”. «Forse sono all’antica. Sono cresciuta in un villaggio di 1.500 anime e ricordo ancora il mio primo ragazzo, avevo 18 anni, ci si scriveva ancora per lettera, non c’erano i cellulari. Già, il telefonino. Uno dei tanti mali delle coppie moderne. Ho avuto tante relazioni finite un po’ così. Alcuni poi erano amori platonici. Un ragazzo che mi piaceva tanto si è fatto prete, l’altro si è scoperto gay. Di sicuro non ho mai smesso di credere nell’amore vero».

Un’idealista, una ragazza d’altri tempi. Con un desiderio. «Sto cercando persone che mi aiutino nel progetto sociale di riavvicinare la gente faccia a faccia. E non parlo soltanto di creare coppie. Ma anche di incontri che abbiano come meta la condivisione di spazi e di esperienze. In futuro mi piacerebbe gestire un centro culturale e ricreativo, con artisti, eventi, opportunità di aggregazione. Forse è un’utopia. E se, invece, non lo fosse?».