Piero Pelù, 40 anni a tutto rock | Cooperazione
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Piero Pelù, 40 anni a tutto rock

“Pugili Fragili” è il nuovo disco del cantante italiano, già voce dei Litfiba. Un album 2.0 che unisce rock ed elettronica. Mentre i testi mescolano privato e sociale. A luglio il tour per festeggiare 40 anni di musica, con tappa in Svizzera.

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02 marzo 2020
Piero Pelù (Firenze, 1962) è noto come cofondatore del gruppo rock Litfiba.

Piero Pelù (Firenze, 1962) è noto come cofondatore del gruppo rock Litfiba.

L’abbiamo visto in gran forma all’ultimo festival di Sanremo, in cui Piero Pelù ha dimostrato di essere un vero “animale da palcoscenico”, giocando con la musica e smuovendo l’ingessata platea del teatro Ariston. È arrivato quinto con Gigante, brano dedicato al nipotino, ma anche a chi ha la forza e la volontà di rinascere. E ora è uscito un nuovo disco, Pugili Fragili (Sony), all’insegna del cambiamento nella continuità, per festeggiare 40 anni a tutto rock.

Vinci un cd

Concorso

Cooperazione mette in palio 5 cd “Pugili fragili” di Piero Pelù. Condizioni di ­partecipazione: vedi impressum. Termine d’invio: 9 marzo 2020, ore 16:00.

Ulteriori informazioni qui: https://www.cooperazione.ch/concorsi-e-passatempi/2020/vinci-un-cd-258838/

Piero, perché il titolo “Pugili Fragili”?

È autobiografico. Io sono un lottatore ma non nascondo le mie fragilità. È un album che parla molto di rispetto, anche delle proprie fragilità: bisogna ammetterle e non aver paura di averci a che fare.

E sul ring della vita le ha più date o più prese?

Sono sempre pronto a incassare, ma anche ad attaccare. Il mio vissuto è vicino alla realtà, è un ring continuo, con gli avversari che cambiano. Perché ci sono sempre nuovi mostri da cavalcare.

Ha cavalcato anche il “mostro” Sanremo. E se l’è cavata benissimo.

Col festival ho avuto un approccio “easy”, non m’interessava la gara. Volevo divertirmi e cominciare a festeggiare i miei 40 anni di musica. Del resto alla mia età o ti diverti o vai a coltivare l’orto. E anche il nuovo album è nato con questo spirito.

È un lavoro un po’ diverso, ma al tempo stesso molto “alla Pelù”.

Un disco 2.0, in cui ho cambiato pelle. Qualcosa di istintivo ma anche progettuale, la doppia anima con cui convivo da sempre. Ho cercato un linguaggio nuovo per un rockettaro come me, perciò ho collaborato con un produttore elettropop come Luca Chiaravalli. Ci siamo incontrati e scontrati, alla fine è uscito un compromesso che mi piace: un album molto vario, che tocca tanti generi e argomenti, ma con una sua omogeneità. Ho abbattuto tutti i muri, è una grossa scommessa. Del resto io vivo il presente e guardo al futuro.

I testi mescolano confessioni private e sguardi sul sociale. Partiamo da “Pugili Fragili”, la canzone.

Parla del mio essermi sposato dopo tanti anni, cosa che mi ha fatto capire l’importanza di non mollare mai all’interno di un rapporto, nel bene e nel male.

Si parla di donne anche in altri momenti, ma in maniera più drammatica.

Nata libera, per esempio, è un blues torbido, in cui mi metto nella testa di un uomo lasciato da una donna. Sono sconvolto dai femminicidi, ancor più visto che ho tre figlie. Bisogna fare qualcosa subito per fermare questi maschi fuori controllo. Penso anche a dei centri di supporto per aiutare gli uomini ad affrontare in maniera matura e civile il problema dell’abbandono.

In “Picnic all’inferno”, invece, si parla di ambiente con un particolare duetto con Greta Thunberg.

Mi ha colpito il discorso che Greta ha tenuto a Katowice nel 2018. Ho voluto metterne un estratto in questo pezzo, che racconta di come stiamo consumando velocemente il nostro mondo. È una causa per cui mi batto da sempre. I miei genitori, sin da bambino, mi hanno insegnato a tenere pulito l’ambiente: raccogliere la plastica non è da sfigati, ma da rivoluzionari.

Quando la vedremo in concerto?

Da luglio. Con tutto il materiale che ho, sarà difficile suonare meno di tre ore. Lo spirito sarà punk: non voglio una celebrazione, ma una festa. E arriverò anche in Svizzera.

A proposito, che rapporto ha con la Svizzera?

Ho tanti bei ricordi legati ai concerti, al pubblico, agli showcase… Però una volta che passavo in macchina nella galleria Collina d’oro sono stato fotografato da un autovelox, che mi ha presentato a casa un conto di 1.000 euro! Ovviamente ho pagato. E questo per ricordarsi che bisogna andare alla velocità giusta in ogni situazione.