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INTERVISTA
FEDERICA MAURI

Quaresima universale

Il coronavirus ha costretto tutti a gesti di solidarietà, a guardare il mondo con altri occhi. A tu per tu con Federica Mauri, responsabile della comunicazione di Sacrificio Quaresimale.

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massimo pedrazzini
05 aprile 2020
«Io posso piantare semi di zucca nel mio giardino, ma in vari Paesi del Sud del mondo si vieta lo scambio di sementi».

«Io posso piantare semi di zucca nel mio giardino, ma in vari Paesi del Sud del mondo si vieta lo scambio di sementi».

È una Pasqua decisamente particolare quella a cui ci stiamo avvicinando. Con una Quaresima inedita. Forzata. Per tutti. Indipendentemente dal credo religioso. Il Covid-19, il nuovo coronavirus arrivato dalla Cina, ha costretto ognuno di noi a rinunciare a qualcosa. «Il mondo si è fermato. Dall’economia allo sport», sottolinea Federica Mauri, responsabile della comunicazione per la Svizzera italiana di Sacrifico Quaresimale. «E così stiamo vivendo una Quaresima universale, una sorta di “digiuno” collettivo».

Il coronavirus ci ha fatto riscoprire la dimensione dell’incertezza. Che cosa ne pensa?

Questa emergenza ci ricorda la nostra condizione di essere umani e della nostra strutturale fragilità. È quindi importante dare un senso alla propria vita, viverla pienamente in comunione con il prossimo. E ricordarci che nei Paesi del Sud del mondo l’incertezza è la regola: tifoni, siccità o malattie gravano sulla vita delle persone quasi quotidianamente.

La salute prima dell’economia. Non era mai successo prima…

Forse il tanto atteso cambiamento di paradigma, auspicato anche nell’enciclica “Laudato sí” di Papa Francesco, sta per arrivare: l’economia che si mette al servizio dell’essere umano e dei suoi bisogni, e non più il contrario.

Il problema del Covid-19 ha fatto emergere anche tanto bisogno di solidarietà…

Credo che la solidarietà sia sempre presente. Oggi, forse, gode di maggior visibilità grazie anche ai media. È bello, comunque, vedere tanti giovani e non solo che, grazie ai social, si stanno impegnando. Personalmente ho fiducia nelle nuove generazioni.

Il tema della campagna ecumenica 2020 di Sacrificio Quaresimale e Pane per tutti era legato alle sementi. Perché?

Sì. Vogliamo sensibilizzare le persone su quanto accade in vari Paesi del Sud del mondo: leggi severe minacciano il diritto al cibo e la vita stessa delle famiglie contadine, perché vietano pratiche millenarie come la selezione e lo scambio di sementi.

A noi svizzeri sembrano problemi così lontani…

Purtroppo è così. Eppure ci sono ancora milioni di persone nel mondo che patiscono la fame, che vivono nella miseria e che vedono in generale i loro diritti calpestati. Ricordo che in Kenya e in altri Paesi del Corno d’Africa le cavallette stanno distruggendo i raccolti, minacciando l’esistenza delle persone. Peccato che i media di questo non parlano molto e con la dovuta attenzione.

Qual è il messaggio che lei vorrebbe fare passare?

Che in un mondo globalizzato come il nostro siamo tutti responsabili gli uni verso gli altri. Che ogni nostra scelta o comportamento si ripercuote inevitabilmente sul prossimo. La mia speranza è che la solidarietà emerga al di là dei confini nazionali, delle culture, delle religioni e delle ideologie per unire l’umanità intera.

Personalmente, come sta vivendo queste settimane particolari?

Di solito, durante la Quaresima sono molto attiva, partecipando a vari incontri pubblici. Ecco, ora mi mancano proprio questi momenti di condivisione, che mi permettono di dare un volto alla generosità delle persone e di ringraziarle per il loro sostegno in favore dei nostri progetti per il Sud. Ovviamente stavolta è diverso. Anche nel privato. Per questo ho cercato di trasmettere ancor più ai miei figli la gioia per le piccole cose fatte assieme in famiglia.

Ad esempio?

Pochi giorni fa con i miei figli ho piantato semi di zucca nell’orto. Ho spiegato loro che le sementi costituiscono la base della nostra alimentazione e il principio della vita stessa. Ho riscoperto le favole di Gianni Rodari, che leggo ai miei bimbi prima di dormire. E anche io ho avuto più tempo da dedicare alla lettura. Penso che in tanti, abbassando i ritmi, abbiano riscoperto il “carpe diem” dei latini.

Qual è l’ultimo libro che ha letto?

Ho riletto con piacere “L’altra via” (Edizioni Altra Economia) di Francesco Gesualdi. Parla dell’economia del buon vivere. Ci invita ad adottare uno stile di vita più sobrio.

Perché abbiamo troppo?

Francesco Gesualdi ci rammenta come la società è il risultato di regole e comportamenti. Se tutti ci comportassimo in maniera consapevole, responsabile, equa, solidale e sobria, daremmo un altro volto al nostro mondo. Ai tempi di coronavirus, per molti è sembrato un grande sacrificio rinunciare alla propria mobilità. Nei Paesi del Sud del mondo questa è la norma. 


Il ritratto

Federica Mauri, classe 1975, nasce a Locarno, cresce tra Ascona e Gnosca. Studi in diritto e scienze della comunicazione, è stata a lungo giornalista, e corrispondente da Palazzo Federale a Berna, per il Giornale del Popolo. Oggi ricopre la carica di responsabile della comunicazione per la Svizzera italiana di Sacrifico Quaresimale. Collabora anche con la Rega. Vive a Lugano e ha due bimbi.