Sguardo limpido sul futuro | Cooperazione
X

Argomenti popolari

PERSONAGGI
MANUELA VARINI

Sguardo limpido sul futuro

Da bambina partecipava ai campi Wwf, oggi Manuela Varini trasmette la sua passione per la natura e per l’ecologia a studenti liceali. Incontro con la presidente della Società ticinese di scienze naturali.

FOTO
ALAIN INTRAINA
09 novembre 2020

Fresca del successo del Greenday, la festa della sostenibilità tenutasi a Bellinzona a fine settembre e organizzata dalla Società ticinese di scienze naturali (Stsn) di cui è presidente, Manuela Varini è docente di biologia al Liceo Lugano 1 e appassionata di natura fin da piccola. Penso che avrebbe potuto essere una Greta Thunberg elvetica. Glielo dico appena la incontro e lei ribatte ridendo: «In genere, sarebbe meglio non paragonare le persone, ognuno ha predisposizioni particolari e un cammino che gli corrisponde. Greta ha la sua personalità che l’ha portata a mobilitarsi e le sono molto grata per la visibilità e il riscontro ottenuti a livello mondiale, era la sua missione, ma non significa che tutti debbano fare come lei. Nell’inseguire la figura famosa, rischiamo di perdere di vista la nostra dimensione, quello che conta per noi, quello che noi possiamo fare». Ogni contributo è importante e non è mai troppo piccolo perché non valga la pena di farlo: è quello in cui crede Manuela, senza enfasi o esagerazione, ma con una consapevolezza profonda. Uno slancio verso l’ambiente e l’ecologia quasi innato il suo, che era una bambina curiosa e con molti interessi, fra questi i campi natura del Wwf. Si ricorda che nei primi anni delle elementari, alla domanda della maestra su quale fosse il suo animale preferito, rispondeva, senza ombra di dubbio, che lei gli animali li amava tutti. «È quello che dico ancora oggi ai miei allievi, che tutte le forme di vita sono bellissime, un miracolo della natura, e per questo vanno amate, rispettate e protette, tutte indistintamente».

Imparare nel verde

Da quattro anni presidente della Stsn, Manuela ha alle spalle un impegno politico a livello comunale e siede nel comitato di Capriasca Ambiente: «In tutti gli ambiti, porto avanti il discorso sulla sostenibilità, importante per il pianeta, ma anche per il nostro futuro». Programmi e attività all’esterno, rivolti ai giovanissimi, ma non solo, all’insegna di un altro motto che le è caro: si protegge ciò che si ama, ma si può amare solo ciò che si conosce. Con Capriasca Ambiente, ha elaborato la mostra itinerante “Sguardi sulla biodiversità”, sviluppata con gli allievi della scuola media di Tesserete e con il Museo cantonale di storia naturale, e corredata da un dossier di attività didattiche da svolgere all’aperto, per stimolare i docenti di tutti gli ordini scolastici a tenere lezioni nella natura: «La natura è fuori dall’aula ed è lì che possiamo imparare a conoscerla, scoprendo le piccole, grandi meraviglie che ci offre, così da alimentare ulteriormente l’amore che i bambini istintivamente provano per lei». Con il progetto “Sale in zucca” ha coinvolto negli anni diversi liceali nella gestione di un orto urbano per coltivare in maniera biologica una trentina di varietà di zucche e altri prodotti. Mani nella terra per capire il valore della biodiversità, un’idea dei suoi studenti, dopo la visione del documentario “Domani”, che lei ha accolto con entusiasmo, integrando il progetto con incontri e conferenze in tema.

Manuela Varini: «In tutti gli ambiti, porto avanti il discorso sulla sostenibilità, importante per il pianeta, ma anche per il nostro futuro».

La ricarica sostenibile

La vocazione per l’insegnamento brilla nei suoi occhi, anche se non è stata la sua prima scelta professionale. Dopo il liceo classico, Manuela soggiorna in Australia per l’inglese e al ritorno decide di frequentare la Scuola alberghiera di Losanna: «Mi piaceva viaggiare, scoprire nuovi luoghi e il contatto con le persone… Una volta diplomata ho lavorato presso la Kuoni nell’organizzazione di congressi. Mi spiaceva però non aver studiato biologia, così ho ripreso gli studi all’università a Ginevra. Sono stati anni bellissimi».

Una volta laureata, lavora per il Wwf a Bellinzona per il Programma alpino europeo e in seguito ha deciso di dedicarsi all’insegnamento. Penso ad alta voce che i suoi studenti sono fortunati e lei ancora una volta si schermisce. A bruciapelo le domando che tipo di docente è… «Non lo so – risponde assorta – mi piace insegnare e di sicuro batto il chiodo sul tema della sostenibilità e del rispetto per la natura, ma non solo…». È il suo marchio di fabbrica, ormai dovrei averlo capito. E dopo il Greenday, un altro sogno nel cassetto? «Continuare con quello che faccio, promuovendo diversi progetti per sensibilizzare su tematiche scientifiche, ambientali e di pari opportunità tra donne e uomini. Sento che è la cosa giusta, che corrisponde al mio essere e mi riempie di energia». Energia pulita e rinnovabile, non potrebbe essere altrimenti.