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Sulle piste con lo snowscoot

Grazie alle abbondanti nevicate di novembre, a molti è tornata la passione per le attività sulla neve. E per chi vuole provare qualcosa di diverso dallo sci o dallo snowboard, in Ticino c’è una novità.

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Stefano Mussio
27 gennaio 2020
Patric Käslin sulle nevi di Bosco Gurin, una delle stazioni sciistiche dove si può praticare lo snowscoot.

Patric Käslin sulle nevi di Bosco Gurin, una delle stazioni sciistiche dove si può praticare lo snowscoot.

Chi negli ultimi anni ha lasciato sci e snowboard in cantina, sembra ora aver riscoperto il piacere di scivolare sulla neve. Lo dicono i dati di Funivie svizzere, che per il Ticino registravano a inizio stagione un incredibile balzo di +144% nella frequentazione degli impianti di risalita, complici le nevicate di novembre.

Se siete fra questi, avete mai pensato di provare anche un attrezzo insolito, come lo snowscoot?

Sulla neve in libertà

«Lo snowscoot è nato negli anni ’90 grazie a un francese, Franck Petoud», ci spiega Patric Käslin, che lo ha provato per la prima volta nel 2015. «È stata la classica idea nata al bar. Franck era sulla neve con degli amici e ha deciso di tagliare a pezzi una bmx e attaccarci sotto delle tavole da snowboard». Il risultato è una sorta di monopattino da neve che, quando è necessario, può essere spinto con lo stesso tipo di movimento.

«Il bello è che hai i piedi liberi. Non ci sono attacchi, come con gli sci o lo snowboard. Addirittura io, quando faccio le curve, sposto i piedi sulla pedana. E poi è semplicissimo da trasportare».

Un cordone ombelicale che lega in ogni momento il rider all’attrezzo comunque esiste. Si tratta di un cavo elastico che impedisce, in caso di caduta, che tavole e telaio scivolino a valle. Ed è anche grazie a questo dispositivo di sicurezza che lo snowscoot può essere utilizzato sulle normali piste da sci.

Dalle Fiji alle Alpi

La sicurezza di utilizzo sta a cuore anche alla Southside snowscoot riders, l’associazione fondata da Patric Käslin con alcuni amici proprio allo scopo di far conoscere questa attività anche in Ticino e non solo. «Se qualcuno vuole provare, la prima volta lo accompagniamo per le prime due ore, per insegnargli le basi. Imparare a frenare e a fare le curve è fondamentale. Ma anche a trasportarlo sugli impianti di risalita».

Ad ogni modo, per provare uno snowscoot non è necessario avere conoscenze particolari. Anzi, l’associazione ne ha a disposizione uno anche per bambini, di dimensioni ridotte, che si può usare già a partire dai 4-5 anni. «Abbiamo avuto anche clienti esotici, dalle Isole Fiji, che non avevano mai visto la neve», racconta Patric. «Per loro è stato sicuramente più facile provare lo snowscoot che imparare a sciare».

Quel che conta è il manubrio

Il profilo tipo resta comunque quello di chi già scia o pratica lo snowboard e vuole provare qualcosa di diverso. «O chi arriva dal mondo delle due ruote, dalle bmx o dalla mountain bike», precisa Patric. «Ho sempre avuto la passione per il manubrio», ci dice per esempio Sebastian Fuchs, anche lui membro dell’associazione. «Dal motorino, che avevo modificato per fare cross, alla moto fino alla bmx. Lo sci invece non mi diceva più niente. Poi ho scoperto questa nuova possibilità e sono tornato sulle piste».

L’associazione, oltre che per far conoscere lo snowscoot a un pubblico più ampio, si batte affinché in Svizzera si possa utilizzare su tutte le piste, senza restrizioni. Al momento, infatti, sta alle singole stazioni sciistiche decidere se e dove permetterne l’uso, come confermatoci da Funivie svizzere. Il consiglio, per chi lo vuole provare, è quindi di informarsi prima di partire. La Southside snowscoot riders, oltre che per il noleggio e i corsi introduttivi, è a disposizione anche per questo.

Maggiori informazioni: www.swisssnowscoot.ch