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RITRATTI
FRANCESCA MARTELLA

Un mondo fatto di libri

Francesca Martella ha aperto la libreria il Sognalibro nel 2004. Da tre anni, oltre a vendere libri per l’infanzia, ne pubblica anche, e con successo. Un invito a riscoprire le risorse della lettura in questi giorni difficili.

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Melanie Türkyilmaz
18 aprile 2020
Francesca Martella all'interno della sua libreria il Sognalibro, a Gordola.

Francesca Martella all'interno della sua libreria il Sognalibro, a Gordola.

«Se quando avevo vent’anni, qualcuno mi avesse detto che un giorno avrei aperto una libreria nel vecchio negozio d’alimentari dei genitori, avrei pensato che avesse una rotella fuori posto» sorride Francesca Martella, accomodata al piccolo tavolo della sua libreria di Gordola.

Il Sognalibro esiste ormai dal 2004, e, come la trama di tante belle fiabe, nasce per una curiosa concatenazione di eventi. «Quando è stato aperto il Centro Coop di Tenero, avevo chiesto all’allora direttore se non c’era posto per dei libri e ho avuto l’occasione di aprire un negozio pop up, che aveva funzionato bene. Così mi è venuta l’idea di aprire una libreria qui». E per Francesca prende il via una nuova vita, all’insegna dei libri. Perché non è solo una libraia, dal 2017 è anche editrice: sotto il simpatico e beffardo nome di Marameo, ha pubblicato cinque titoli per l’infanzia. Che questa scelta non fosse una pazzia, ma la mossa coraggiosa di una vera bibliofila, lo ha confermato il prestigioso premio di incoraggiamento di ProLitteris, ricevuto lo scorso anno. «Mi ha colto di sorpresa. È stato un onore ricevere questo premio da Françoise Bouchet, la direttrice della casa editrice La Joie de lire, la “Grande Dame” dell’editoria per l’infanzia in Svizzera. Inoltre il nostro libro “Il tavolino magico” è tra i 5 finalisti del Premio Svizzero del libro per ragazzi».

Un rito di famiglia

Il seme della passione per i libri è stato instillato presto in Francesca. «Ho avuto la fortuna di avere una mamma grande lettrice. Tutte le sere, ci leggeva delle storie – spiega, alzandosi per andare a cercare un vecchio volume, la cui copertina di stoffa rossa è tutta pasticciata –. Questo era il nostro libro. Lo avevamo comprato con i punti Silva. Vede? ci sono anche le immagini che si collezionavano con i bollini e che mia mamma incollava – spiega sfogliando il libro, parecchio vissuto –. La lettura serale è uno dei miei più bei ricordi d’infanzia, era il momento privilegiato perchà avevamo la mamma tutta per noi. E la serata si concludeva sempre con la storia “Pioggia di stelle”. Dopodichè non c’erano più scuse: si spegneva la luce e si doveva dormire».

Il rito di famiglia passa per via materna e Francesca lo riprodurrà anni dopo con i suoi tre figli, oltre Oceano. «Dopo la formazione commerciale ho lavorato soprattutto in ambito alberghiero e turistico. È durante un viaggio in Cile che ho conosciuto quello che sarebbe diventato il papà dei miei primi due figli». Oltre che in America latina, Francesca vive per un certo periodo anche nei Caraibi, lavorando sempre nel settore turistico, prima di fare ritorno in Svizzera, quando i costi per la scolarizzazione dei suoi figli negli istituti privati iniziano a incidere troppo sul budget familiare. «In Svizzera spesso non ci si rende conto della fortuna di avere un sistema educativo pubblico di qualità».

Oggi viaggia meno, ma Francesca continua a fare scoperte, navigando sul web. «Passo molto tempo in rete, curiosando nei cataloghi di editori svizzeri e di tutto il mondo, alla ricerca di libri che mi piacerebbe pubblicare in italiano».

Online l’offerta è infinita, ma la piccola libreria di Francesca non è da meno: il locale è stipato di volumi colorati, ce n’è per tutti i gusti. Probabilmente alla Francesca bambina sarebbe piaciuto disporre di una scelta tanto ampia. «Quando ero piccola, alle elementari di Gordola avevano aperto la prima biblioteca scolastica. La scelta era limitata e credo di aver letto tutti i titoli che c’erano. Avevamo meno libri, ma in terza elementare affrontavamo già i classici; oggi questo non puoi farlo prima della quinta. Per alcuni bambini, il fumetto è diventato il solo genere piacevole da leggere ed è un peccato: la lettura necessita di applicazione, ma è uno sforzo che ripaga. E con gli anni sono diventata meno rigida: all’inizio volevo escludere libri come quelli di Geronimo Stilton, poi ho ceduto – dice mostrandomi l’area dedicata a letture per l’infanzia più commerciali –. Credo di aver raggiunto un buon compromesso. Ogni settimana vengono pubblicate delle novità, alcune molto valide, altre meno. Ma il nuovo non è per forza migliore: amo molto i classici che, malgrado siano stati scritti un secolo fa, continuano ad affascinare i bambini».

Siamo in una libreria che porta il nome di Sognalibro: sognare, se non richiesto, è perlomeno concesso. Cosa farebbe Francesca se avesse una bacchetta magica? «Trasformerei questo posto in una libreria grandissima, piena di libri e di gente che legge». Il paradiso come lo immaginava Borges non era molto diverso: «Mi sono sempre immaginato il paradiso come una specie di biblioteca».