Un vulcano di idee | Cooperazione
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RITRATTI
RAFFAELLA FERLONI

Un vulcano di idee

Raffaella Ferloni ha avuto ben chiaro sin da piccola il suo percorso artistico. Sono sue le grandi illustrazioni che fanno da sfondo alla trasmissione televisiva “Il gioco del mondo” della Rsi.

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GHIGO ROLI
24 agosto 2020

Scavando scavando, ogni essere umano è un vulcano che ribolle di esperienze, emozioni, sentimenti, idee e visioni, ma Raffaella Ferloni – proprio per la sua natura di artista – lo è ancora di più. Come una sorta di sismografo sensibilissimo sul mondo che la circonda, Raffaella osserva con una curiosità sempre accesa la contemporaneità, la filtra grazie al suo ricco mondo interiore e poi la trasforma col suo talento.

Sin da piccola, ha avuto ben chiaro il suo percorso d’artista. Nata da genitori italiani a Frauenfeld (TG), ha superato il dolore per le discriminazioni come immigrata con la determinazione: «A scuola i bambini mi tiravano i sassi perché italiana. Un giorno, davanti a un campo di neve ho provato una sensazione particolare: dentro di me, una voce diceva che sarei diventata artista. La ricordo ancora con chiarezza». In qualche modo è stata una figlia d’arte: la madre, che come il babbo lavorava come sarta, ha indubbiamente una vena creativa basata su una spiccata manualità. Ancora oggi infatti la sua vivacissima mamma inventa e crea: nel periodo del lockdown dovuto al Covid 19 ha realizzato un centinaio di splendidi angeli di carta con i materiali più diversi trovati in casa.

La mamma è stata “complice” anche in una prima tappa giovanile. Dopo essersi trasferiti a Lugano, dove Raffaella conseguì il diploma del corso di grafica presso il CSIA e decise poi di iscriversi alla Accademia di Belle Arti di Milano per seguire il corso di pittura, insieme aprirono “La vie en rose”, un negozio di brocante e sartoria a Molino Nuovo dove Raffaella mise in vendita anche i suoi quadri. Purtroppo non arrivò il successo commerciale, si trattava di un’iniziativa troppo in anticipo sui tempi che invece – quando Raffaella si trasferì per qualche mese a Berlino – ritrovò in tanti negozi della città tedesca…

Milano e Berlino affascinarono la giovane e l’impatto fu enorme: «I miei sogni decollarono – racconta Raffaella –. Si aprirono nuovi mondi: quello della moda e quello della musica che per me sono state tematiche ricorrenti. Hanno avuto grande peso soprattutto nel periodo giovanile, che coincise con un momento di particolare fermento: i concerti al Plastic, il momento della New Wave. Anche in seguito la musica mi ha sempre catturata. È stata il tema di esame per l’animazione di 5 minuti realizzata con 300 disegni quando conseguii il diploma del corso triennale di Grafica Illustrativa SSAA di Lugano».

La pittura, il punto fermo

Nel suo atelier, Raffaella ha sempre organizzato eventi artistici e musicali. Ha inoltre partecipato a numerose mostre sia collettive sia personali. « Il tema dello “straniero” – aggiunge Raffaella – mi accompagna sin dall’infanzia: da piccola, come figlia di immigrati, e in seguito quando partecipai all'allestimento al centro di accoglienza per asilanti alla stazione di Chiasso dove esposi 20 tavole oppure quando feci parte del gruppo di artisti alla mostra Transiti a Balerna. E ancora quando realizzai un piccolo libro per bambini sulla tematica della migrazione».

Raffaella ha sempre lavorato molto: da ragazza come grafica per e come sorvegliante al Museo Cantonale dove ha potuto “vivere felicemente vicino ai quadri” e assorbirne la potenza. Ha realizzato illustrazioni per numerose riviste, tra le altre Novum di Monaco, Massiv e Forecast di Zurigo. Il fulcro del suo percorso professionale è senza dubbio la collaborazione con la Rsi per la quale ha realizzato animazioni in 2D, sigle, stampati e soprattutto centinaia di meravigliosi sfondi per il programma settimanale “Il gioco del mondo”. Per ogni ospite della trasmissione domenicale Raffaella prepara almeno quattro immagini dal colore acceso, e questo incarico la induce ovviamente a percorrere un “viaggio di conoscenza” dell’ospite che sarà poi intervistato. Usa tecniche diverse, anche se l’acquarello è sicuramente quella più performante. Si tratta di immagini realizzate a mano, perché – anche se per necessità professionali Raffaella si destreggia abilmente con i programmi di illustrazione al computer – il suo vero amore restano tela, carta, matite e pennelli. La pittura rimane il suo punto fermo. «Cerco – ci spiega Raffaella – di portare avanti una profonda ricerca introspettiva che si sviluppa da immagini catturate nei giornali, nelle riviste, in internet, al cinema. Sfrutto quell’abnorme “alluvione” iconografica che quotidianamente “sommerge” ognuno di noi. Usando il computer come un gigantesco vaso di Pandora che contiene il mondo, mi approprio di immagini banali e le trasformo in opere d’arte personali». L’arte di Raffaella diventa allora il momento di risonanza tra tutte le sfaccettature della contemporaneità e il suo mondo interiore.