X

Argomenti popolari

RITRATTI
CATERINA VOSTI

Una chef ticinese a “Villa Kennedy”

Ha cucinato per la famiglia reale inglese. È stata formata (anche) dal pluristellato Andreas Caminada. Caterina Vosti vive a Francoforte, dove dirige una team di 30 collaboratori in un hotel di lusso.

FOTO
World Club Dome/MAD
01 giugno 2020
Caterina Vosti: «Sono cresciuta in una famiglia che ama cucinare, non potevo fare altro che diplomarmi come cuoca».

Caterina Vosti: «Sono cresciuta in una famiglia che ama cucinare, non potevo fare altro che diplomarmi come cuoca».

A soli 29 anni ha già avuto l’onore di cucinare, più volte, per la famiglia reale inglese, a Buckingham Palace. È il biglietto da visita di Caterina Vosti, da Gerra Piano, attualmente chef all’hotel Villa Kennedy di Francoforte. La giovane cuoca ticinese dirige un team di una trentina di persone in un cinque stelle superior. «Cosa mi ha portata fin qui? Sarebbe facile dire la passione, oppure lo spirito di sacrificio. Ma ho anche avuto la fortuna di incontrare le persone giuste, al momento giusto».

24 ore su 24 col “moroso”

Caterina, maggiore di tre sorelle, è sempre stata attratta dai fornelli. Già da bambina, all’asilo. «Ero sempre incollata alla mitica cuoca Giannina, in mensa. In più sono cresciuta in una famiglia che ama cucinare, non potevo fare altro che diplomarmi come cuoca». E così dal ristorante La Campagnola di San Nazzaro, Caterina spicca il volo. Weggis, San Moritz, il Castello del Sole di Ascona, il Principe Leopoldo di Lugano. Sono solo alcune delle tappe che affronterà. «Al Principe Leopoldo – racconta – ho pure conosciuto Dario. Siamo diventati amici. A un certo punto, a Francoforte, avevo bisogno di un sous chef, di un vice. Mi sono ricordata di lui. L’ho chiamato e ha colto l’occasione».

La Germania in questo caso diventa galeotta. Perché i due si innamorano. «Oggi viviamo insieme, a una decina di minuti d’auto da Villa Kennedy. Essere a contatto diretto 24 ore su 24 può sembrare non evidente, ma la gestiamo bene. Quando siamo a casa, ad esempio, evitiamo di parlare del lavoro. Forse un giorno faremo famiglia, nel mio futuro vedo sicuramente anche dei figli».

Nel frattempo, la coppia dà un calcio a eventuali pregiudizi. «Una donna che comanda il “suo” uomo sul posto di lavoro? Per Dario non è mai stato un problema. Siamo nel 2020 e la parità dei sessi dovrebbe essere ormai cosa acquisita. Ci compensiamo anche in cucina. Io amo gli antipasti e i risotti, lui la carne e il pesce. Sono sempre stata per una cucina semplice, convinta che la differenza la faccia la qualità dei prodotti utilizzati».

Al Villa Kennedy Caterina ci è arrivata nel 2017, tramite un amico. «E pensare che vengo da una famiglia normale. Tut- to quello che ho, me lo sono sudato sul campo. Mi sono sempre lanciata, non mi sono mai tirata indietro quando c’era la possibilità di fare esperienze nuove, come appunto andare a Londra a fare da spalla ad Anton Mosimann, lo chef dei reali. Era il 2012, l’anno delle Olimpiadi. Più avanti sono stata anche a New York, dopo avere vinto un concorso, agli ordini di Andreas Caminada, chef con 3 stelle Michelin».

Il Covid-19 e gli hobby

Da diverse settimane, i fornelli di Villa Kennedy sono quasi tutti spenti. Il Covid-19, il nuovo Coronavirus, ha paralizzato anche Francoforte. «L’hotel è aperto solo parzialmente, per ora. Come ho trascorso questo periodo? Il fatto è che non ho altri hobby specifici. Il mio lavoro è anche il mio hobby preferito. In questi strani giorni ho cercato di migliorare un po’ le lingue, o di seguire dei corsi online per migliorare la mia leadership. Abbiamo avuto diversi meeting sul web col resto dello staff, ci siamo sempre aggiornati regolarmente. E abbiamo anche fatto dei live cooking tramite i social network. Non vedo l’ora di tornare a pieno regime comunque. Lo stress da cucina mi manca tantissimo, siamo abituati a servire una marea di clienti legati al business, abbiamo 11 sale per banchetti. E Villa Kennedy è un hotel super attivo sull’arco dei 12 mesi. Uno stop del genere non se lo immaginava nessuno. Dario, poi, ha origini bergamasche. E sappiamo che Bergamo è stata una delle località europee più colpite dal Covid-19. Questo mi ha fatto vivere in maniera più intensa il problema del Coronavirus. Nella zona di Francoforte ci si è approcciati alla questione con un certo distacco. Si esce, si passeggia, si va in bicicletta nel bosco. Non ci sono state le restrizioni che si sono avute altrove. Anche se comunque la situazione l’abbiamo percepita come surreale».

Caterina spera che le cose si sblocchino entro l’inizio dell’estate. «Intanto ho deciso di fare un salto in Ticino. Mi manca mia nonna Susanna, mi mancano i miei mille parenti. E mi mancano gli aperitivi con gli amici storici. Ho girato il mondo, ma il posto più bello per fare vacanza resta il Ticino, la mia casa».