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«Avanti, con fiducia»

A colloquio con Christian Vitta, direttore del Dipartimento finanze ed economia del Canton Ticino: il sostegno alle imprese e alle persone toccate dal Covid, la crisi del settore bancario, l’indebitamento crescente del Cantone, le misure sul lavoro giovanile.

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MELANIE TÜRKYILMAZ
14 giugno 2021
Christian Vitta:  «In un sistema federalista la complementarità di Confederazione, Cantoni e Comuni  è importante».

Christian Vitta: «In un sistema federalista la complementarità di Confederazione, Cantoni e Comuni è importante».

La crisi è ormai alle spalle?

Dal lato sanitario abbiamo superato la fase più critica e possiamo guardare avanti con fiducia grazie alla diffusione dei vaccini, per riacquistare gradatamente le nostre libertà. Posso immaginare una fase di euforia quando la gente potrà tornare alla normalità, con un aumento dei consumi, poiché si è accumulato un certo risparmio che consente di disporre di risorse per acquisti e investimenti. Ma bisognerà in seguito verificare cosa succede quando l’euforia finirà. Per il Ticino, dipenderà anche da come evolverà il contesto nazionale e internazionale.

La preoccupazione resta incentrata sul lavoro…

A breve termine dipende molto dalla ripresa. Per ora si riscontra una buona attività di collocamento, anche legata al fattore stagionale e turismo. Sul medio termine i cambiamenti indotti dalla pandemia porteranno mutamenti strutturali nel mercato del lavoro. Si apre dunque tutto il capitolo della riqualifica delle persone che si trovano in settori senza prospettive interessanti. Per la Svizzera lo strumento del lavoro ridotto si è rivelato fondamentale per preservare l’occupazione. In Ticino per il lavoro ridotto sono stati erogati, tra marzo 2020 e febbraio 2021, circa 750 milioni e mensilmente sono stati toccati in media 43 mila lavoratori e 6 mila aziende: cifre che danno l’idea dell’efficacia dello strumento. Finita l’emergenza, è importante che le imprese continuino a dimostrarsi sensibili su questi aspetti e sui mutamenti in atto.

Si temevano molti fallimenti, invece…

È un dato per certi versi sorprendente: dimostra l’efficacia delle misure messe in campo in modo complementare tra Confederazione, Cantoni e Comuni. In un sistema federalista la complementarità è importante. Sono stati iniettati a livello nazionale decine di miliardi nel circuito e ciò ha cambiato lo scenario, come rilevano i dati sui fallimenti in calo. Sul dopo è difficile fare previsioni. Avremo settori che grazie ai cambiamenti indotti dalla pandemia avranno nuove opportunità di crescere e altri che subiranno cambiamenti strutturali. Tutto dipenderà anche dall’andamento economico e dall’export.

«Nel primo trimestre 2021, l'export è già oltre i livelli pre-crisi»

 

Il ramo bancario registra ottimi risultati, ma riduce gli effettivi (da 8.200 del 2000 a 5.400 del 2020).

Da un lato c’è il cambiamento profondo indotto dalla caduta del segreto bancario e dallo scambio automatico d’informazioni che ha reso il contesto molto diverso. Dall’altro, il ramo è toccato dagli effetti della digitalizzazione. Per la piazza finanziaria ticinese resta cruciale ottenere l’accesso al mercato italiano per quanto riguarda i servizi finanziari.

Una lunga attesa…

Legata alle trattative tra Svizzera e Italia. Purtroppo i frequenti cambiamenti della compagine governativa italiana non facilitano i contatti. È un tema in discussione anche con la deputazione ticinese alle Camere federali.

Preoccupa l’indebitamento crescente delle economie?

È una costante per tutti. La Svizzera ha il grosso vantaggio d’esser partita all’inizio della pandemia con una situazione finanziaria invidiabile grazie al meccanismo del freno all’indebitamento del 2003. Ciò permette un buon margine di manovra. Non penso che il peggioramento del debito pubblico degli altri Paesi possa avere ripercussioni nel commercio estero, che dipende da come si muove l’economia. Dopo il calo registrato nel 2020, i dati del primo trimestre 2021 dimostrano che le esportazioni hanno già superato i livelli pre-crisi.

L’indebitamento del Cantone di 2,2 miliardi a fine 2021 è sostenibile?

Sul fronte intercantonale si parte da una situazione non così favorevole. Ma prima della pandemia siamo riusciti, con la manovra di rientro, a riequilibrare i conti ed affrontare la crisi con una situazione più solida. Oggi il debito ha ripreso a risalire, ma è importante che sia indirizzato a investimenti produttivi e che possa essere tenuto sotto controllo grazie a un livello di tassi d’interesse assai bassi.

Tassazioni: accordo sui frontalieri e il G7 che propone un onere unico del 15% per le multinazionali. Che dire?

L’accordo sui frontalieri, in fase di ratifica con l’Italia, crea stabilità, mentre alcuni parametri datati son stati ag- giornati. Sul tema fiscale generale i cambiamenti potrebbero essere rapidi. Riguardo all’imposizione globale del 15% per le multinazionali, proposta dagli Usa e accolta dal G7 nei giorni scorsi, se dovesse diventare operativa, anche i Cantoni dovranno adeguarsi. In Ticino la tassazione sull’utile delle imprese è scesa al 18,5% e nel 2025 arriverà al 15,5%. D’altra parte gli Usa non hanno ancora aderito a vari standard internazionali, tra cui lo scambio automatico dei dati e la convenzione di Strasburgo. Anche loro dovranno dare risposte, commercio digitale compreso.

Sostegno alle persone over 50 senza lavoro (oltre 2.000 ad aprile 2021), un tasto dolente…

Per questa fascia di popolazione vi è un sostegno pubblico per chi si trova in disoccupazione. Senza dimenticare le altre categorie, come i giovani che faticano in certi ambiti a trovare impiego. A livello federale vi sono misure a sostegno complementari alla legge cantonale sul rilancio dell’occupazione. Stiamo valutando possibili interventi da adottare in via transitoria per favorire l’impiego. Accanto a ciò, occorre favorire un rapido inserimento nel lavoro e “accompagnare” le persone in modo individualizzato, perché non divengano disoccupati di lunga durata. Si aggiungono poi le prestazioni transitorie a livello federale degli over 60 senza lavoro che hanno esaurito l’indennità di disoccupazione.

E per i giovani?

Il problema è trovare, per alcune categorie, l’opportunità di un primo impiego. Abbiamo l’accompagnamento all’imprenditorialità che dev’essere sviluppata nei giovani: vi è il sostegno alle start-up innovative, con l’obiettivo di rendere il Cantone luogo premiante in cui sviluppare una propria attività economica. Di recente la Fondazione Agire ha presentato il programma di accelerazione cantonale Boldbrain Startup Challenge, rivolto ai progetti imprenditoriali innovativi, con incentivi e sussidi. Vi è il programma, attivo da oltre un decennio, “fondounimpresa” con consulenze e accompagnamento per chi voglia mettersi in proprio. Nel 2020 sono state 450 le persone interessate. Inoltre, nella legge sul rilancio e l’occupazione (L-rilocc) si sostengono con un aiuto finanziario le aziende che assumono un giovane.

Dall’estero arrivano nel Cantone, mentre i ticinesi mirano oltre San Gottardo…

Viviamo in un periodo di accresciuta mobilità delle persone. Le barriere geografiche sono sempre più facilmente superabili. Dobbiamo permettere, a chi vive in Ticino e vuole sviluppare un’attività imprenditoriale e creare lavoro, di poterlo fare.

Christian Vitta: «Gli Usa vogliono un'imposizione globale per le multinazionali. Ciò avrebbe conseguenze per noi».


Il ritratto

Christian Vitta (Locarno, 1972), laurea e dottorato in economia all’Università di Friborgo, è dal 2015 Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento finanze ed economia. È stato membro PLR in Gran Consiglio e Sindaco del Comune di S. Antonino. È sposato e ha tre figli.