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«È un timore infondato»

Il 7 marzo la Svizzera decide sull’introduzione dei servizi d’identificazione elettronica (Legge sull’IE). La ministra della giustizia Karin Keller-Sutter su senso e scopo del login elettronico e sui suoi acquisti online.

08 febbraio 2021
La Consigliera federale Karin Keller-Sutter  nel suo ufficio a Berna.

La Consigliera federale Karin Keller-Sutter nel suo ufficio a Berna.

Signora Consigliera federale, ci parliamo via Skype, sento la sua voce ma non sono sicuro che sia veramente lei. Potrebbe identificarsi con la prevista Ie?

No, non credo che l’Ie sia prevista per le videoconferenze. L’Ie è un login verificato a livello statale, una procedura di accesso che sostituisce i login attualmente in uso se lo si desidera, visto che è del tutto facoltativa.

Quindi l’Ie non è un passaporto elettronico?

No, né una carta d’identità o un certificato. Un passaporto conferisce diritti, dimostra per esempio che lei è cittadino svizzero e le permette di viaggiare. L’Ie non è correlata a diritti particolari e non le consente nemmeno di superare un controllo di polizia.

L’Ie sostituirà anche i login delle piattaforme di acquisti e dei social media?

È proprio in questo ambito della rete che curiamo molte relazioni commerciali, che ora non sono particolarmente protette e i dati si trovano all’estero.

Però mi danno la possibilità di imbrogliare un po’, se lo voglio. Posso per esempio apparire più giovane o più vecchio. Con l’Ie non potrò più farlo…

Vale il principio della minimizzazione dei dati. Se lei ad esempio desidera acquistare grappa online, all’offerente verrà solo inviata conferma che lei è maggiorenne. La sua vera età non viene rivelata. Si comunicano esclusivamente i dati necessari alla procedura.

Che utente della rete è lei?

Utilizzo sempre di più internet. Leggo riviste ePaper e utilizzo da anni il servizio di e-banking. Fino a poco tempo fa non facevo spesso acquisti online, perché ho sempre sostenuto il commercio stazionario. Ma durante il lockdown anche a me non è rimasto che ricorrere allo shopping online. Un altro aspetto che curo online sono gli scambi con le autorità. E durante l’orario d’apertura dei negozi non ho il tempo di acquistare, per esempio, un prodotto bio. Per fortuna in futuro l’Ie dovrebbe facilitare tutto ciò.

Non ha una brutta sensazione quando è in rete?

A dire il vero mi fido. E non è che ogni cosa richieda lo stesso livello di sicurezza. Se ordino un prodotto bio il livello di sicurezza è meno sensibile di quello dell’e-banking. Per quest’ultimo, utilizzato da moltissime persone, occorre avere molta fiducia nella banca. La legge sull’Ie assicura una protezione dei dati migliore di quella odierna.

L’Ie dovrebbe essere distribuita da ditte private e questo è un aspetto aspramente criticato. Perché non se ne occupa lo Stato?

Lo Stato riveste un ruolo forte: mantiene la sovranità sui dati e abiliterà, sorveglierà e controllerà i fornitori. Questa abilitazione dovrà essere rinnovata ogni tre anni e potrà anche essere ritirata. La domanda è: l’attuazione tecnica del login deve essere veramente affidata allo Stato? Se se ne occupasse lo Stato, dovrebbe adottare una determinata tecnologia, p.es. una app, che forse potrebbe essere superata nel giro di poco tempo.

Lei dovrebbe essere contenta del fatto che i cittadini si fidano di più dello Stato che dei fornitori privati...

Sì, ma va detto che già oggi molte persone affidano i propri dati anche a privati, senza particolare protezione giuridica. Se penso a quello che viene postato su Facebook o cercato su Google, senza rendersi conto che si lasciano tracce! Con la nuova legge sull’Ie avremmo l’opportunità di regolare questa evoluzione in base al diritto svizzero. I dati dovrebbero per esempio rimanere in Svizzera.

Ha la sensazione che ci sia una reale domanda in fatto di Ie? In fondo con SuisseID era già stato fatto un tentativo, poi fallito…

Sì, è vero. È stato un fallimento, perché SuisseID non convinceva, era cara e complessa. Perciò è importante che tra i fornitori che offrono le varie soluzioni applicabili regni un clima di concorrenza. I fornitori di Ie pronti al lancio sono già sei. Io stessa mi rendo conto di non ricorrere quasi mai alle opzioni di e-banking che non sono comode e facili da usare. È importante che in futuro ogni login sia riconosciuto ovunque da ogni fornitore di Ie.

Può garantire che si potrà accedere ad autorità e servizi anche senza Ie?

Certo, nella legge c’è il principio che le operazioni commerciali semplici potranno essere protratte anche senza Ie. Un pullover, per esempio, potrà essere acquistato anche senza Ie. E anche i servizi analogici dello Stato resteranno accessibili allo stesso modo.

Quanto costerà l’Ie?

I fornitori di Ie dovranno verosimilmente pagare una tassa per la loro abilitazione, perciò immagino che l’Ie non costerà niente agli utenti. È nell’interesse dello Stato e delle aziende che l’Ie sia offerta a titolo gratuito.

Quando sarà disponibile l’Ie?

Prima occorre che ci sia un’ordinanza da inviare in consultazione. Potrebbe esse- re disponibile per la fine del 2022.

Lei richiederà un’Ie senza farsi nessun problema?

In ogni caso. Se oggi ordino qualcosa online mi devo già registrare, senza una particolare protezione legale. Con un’Ie mi sentirei più sicura. E vede, lo Stato dispone già adesso di molti dei suoi dati: registro fiscale, casellario giudiziale ecc.

C’è chi teme che lo shop online possa entrare in possesso di questi dati.

È un timore infondato. Gli shop riceveranno solo i dati necessari all’identificazione e i fornitori di Ie saranno tenuti a custodire separatamente i vari generi di dati. Via Ie lo Stato garantisce allo shop che lei è la persona registrata. Le altre informazioni restano confidenziali.