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«Indipendente e neutrale»

È il sito libero più cliccato al mondo, la cosa che più si avvicina allo spirito iniziale di internet. Wikipedia compie 20 anni. Il ruolo dei volontari e le donazioni private. Le ostilità di Cina, Turchia e Russia. Un’avventura raccontata dallo specialista Ilario Valdelli.

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SANDRO MAHLER
15 febbraio 2021
Ilario Valdelli: «C'è chi confonde  la libertà con il diritto di scrivere  ciò che si vuole».

Ilario Valdelli: «C'è chi confonde la libertà con il diritto di scrivere ciò che si vuole».

Ancora oggi c’è chi sostiene che sia la cosa più vicina allo spirito iniziale di internet. Libera e gratuita. Wikipedia compie 20 anni (li ha festeggiati lo scorso 15 gennaio). Alla grande enciclopedia online collaborano ben 280.000 volontari sparsi in tutto il pianeta. «Ma questa è solo una stima. In realtà potrebbero essere molti di più», sottolinea Ilario Valdelli, responsabile della comunità di lingua italiana per Wikimedia, l’apparato promozionale e divulgativo della colossale enciclopedia virtuale.

Partiamo da una distinzione: cosa è Wikipedia e cosa è Wikimedia?

La prima è una comunità, un progetto collaborativo. Il fatto è che nessuno si aspettava un simile successo. Nemmeno il fondatore Jimmy Wales, che inizialmente voleva creare un’interfaccia in cui alcuni utenti potessero pubblicare qualche articolo. A sorpresa è arrivato il boom. Forse anche perché all’epoca internet non aveva ancora tanti contenuti. Io il web l’ho visto nascere. E Wikipedia l’ha arricchito di concetti e di informazioni. Pochi anni dopo ci si è dunque dovuti chiedere come si potesse mantenere in vita una simile creatura. È nata così la Wikimedia Foundation, per sostenere e finanziare il progetto. E anche per farlo conoscere sotto più punti di vista.

Qual è il ruolo di chi fa il suo mestiere?

Ascolto la comunità, cerco di capire di cosa ha bisogno. Mi metto anche a disposizione per gestire eventuali conflitti. Di recente poi abbiamo varato Openedu.ch, una piattaforma dedicata agli insegnanti, in cui vengono forniti materiali didattici di vario genere. I progetti sono tanti. Ce n’è anche uno fotografico. Wikipedia darà sempre più spazio alle foto.

«Wikipedia come un servizio che dà voce a chi non ce l'ha»

 

Lo scrittore Umberto Eco era molto critico con Wikipedia.

Sì, non si fidava di persone che potessero cambiare la sua biografia. Di fatto è quello che accade. E il bello è che la comunità è così seria che si autoregola.

Nell’era delle fake news, il rischio che qualcuno scriva eresie è alto.

Sì. Perché c’è chi confonde la libertà con il diritto di scrivere ciò che si vuole. I vandali di solito sono utenti anonimi. Ma una grande conquista di Wikipedia in questi 20 anni è quella di farsi considerare come un bene comune, da tutelare. Se qualcuno pubblica un contenuto errato, subito c’è un altro volontario che lo corregge o lo modifica. Ci sono anche filtri automatici, parecchio evoluti, che di base eliminano parolacce o ingiurie. C’è però un limite. Wikipedia riporta quello che dicono altre fonti. Finché un contenuto, anche sbagliato, è presente in altre fonti, non lo si può cancellare da Wikipedia. Possiamo, tuttavia, indicare che abbiamo dubbi su quella fonte.

Se Wikipedia è un bene da tutelare, perché raccogliete così poche donazioni?

Di tanto in tanto Wikipedia si rivolge agli utenti per chiedere un contributo anche minimo. Solo il 5% di chi usa Wikipedia versa una donazione libera. Molti si sono fatti l’idea che Wikipedia sia un servizio pubblico. O che equivalga a una specie di diritto acquisito. In realtà Wikipedia senza questi fondi non starebbe in piedi.

A cosa servono queste donazioni?

A mantenere i server e la banda; a pagare i programmatori, che devono aggiornare i software. Gli svizzeri sono piuttosto generosi nelle donazioni. Una parte di quanto raccolto nella Confederazione resta in patria per progetti locali.

Quanti utenti ha Wikipedia?

È difficile rispondere. Si parla di circa 20 miliardi di pagine viste al mese. Soltanto in Svizzera ogni giorno si consultano 4 milioni di pagine. I volontari svizzeri veramente attivi sono circa 200, pochissimi. La proporzione è uguale anche nel resto del mondo.

Cosa spinge una persona a diventare un volontario di Wikipedia?

C’è chi si crea un account e lo fa solo occasionalmente. Altri sono molto attivi, appunto. Ho conosciuto una dottoressa che ama la cucina e per lei Wikipedia è diventato un modo per trasmettere la sua passione. C’è chi invece ha il fuoco sacro della curiosità, che lo stimola a produrre sempre nuovi contenuti. Alcuni sono parecchio pignoli. Per esempio, appena un’informazione esce su altre enciclopedie, ci sono volontari che si scatenano per aggiornare Wikipedia. Noi in ogni caso non vogliamo sostituirci alle altre enciclopedie, nemmeno a quelle cartacee. Siamo semplicemente complementari.

Katherine Maher, Ceo di Wikimedia ha dichiarato: «Se succede nel mondo, succede su Wikipedia». È davvero così?

Sempre di più. E questo va di pari passo col web, che viaggia sempre più veloce. Quando accade un fatto rilevante, dopo pochi minuti lo si trova su Wikipedia.

Wikipedia si è guadagnata credibilità anche in tempo di pandemia.

Vero, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha concordato con Wikimedia Foundation una sorta di accordo per fornire informazioni affidabili sul Covid-19. È un onore. Dà prestigio e gratificazione a Wikipedia, il sito libero più cliccato al mondo.

Continuate ad avere problemi di censura in alcuni Paesi. Perché?

È capitato con la Turchia e con il Venezuela, che hanno oscurato Wikipedia per un certo periodo. Perché è un veicolo di informazione percepito come non controllabile. In Wikipedia non c’è una persona che decide. È la comunità che si autogestisce. Però l’abbiamo spuntata in diversi casi. Il tribunale turco, ad esempio, ha dato ragione a Wikimedia Foundation. E oggi Wikipedia è tornata a essere visibile in Turchia. La Cina, invece, è un caso a parte. Lì è quasi tutto oscurato.

E la Russia? Putin aveva annunciato di voler creare un’enciclopedia controllata dal Governo per contrastare Wikipedia…

Queste ostilità non ci faranno comunque sparire. Wikipedia ha la sede principale a San Francisco, ma ha diversi data center in varie nazioni. I wikipediani le hanno studiate tutte pur di mantenere indipendenza e neutralità. Sono i nostri cavalli di battaglia. E lo saranno sempre. Anche di fronte a chi ci vorrebbe morti.

Quali sono le sfide di Wikipedia per il futuro?

Wikimedia Foundation sta lavorando sulla strategia 2030. Stiamo chiedendo agli utenti quali strategie adottare da qui ai prossimi anni. Si fa sempre più strada il concetto di conoscenza come servizio. Una conoscenza neutrale, che dia voce anche a chi non ce l’ha. Ad esempio, gli ipovedenti e in generale le persone con disabilità. E più possibilità di espressione anche alle minoranze etniche o linguistiche. Affinché Wikipedia sia più inclusiva e davvero di tutti.

Ilario Valdelli: «Solo il 5% di chi usa Wikipedia versa una donazione libera».


Il ritratto

Classe 1967, Ilario Valdelli è il responsabile dei progetti educativi per la Svizzera e della comunità di lingua italiana per Wikimedia Svizzera. Laureato in scienze umanistiche, ha un executive master in informatica. Ha esordito come volontario su Wikipedia nel 2005; il passaggio al “professionismo” avviene nel 2013. Abita a Lugano ed è anche insegnante di italiano e storia.