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«La Svizzera, ottima reputazione»

A colloquio con Paul Zumbühl, direttore generale della Interroll SA di Sant’Antonino, azienda leader a livello mondiale nel settore dell’automazione: come è nata e cosa produce, l’utile record del 2020 nonostante la pandemia, la globalizzazione e i prossimi investimenti.

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VIOLA BARBERIS
26 aprile 2021
Paul Zumbühl: «Nei prossimi tre anni investiremo circa 150 milioni di franchi a livello mondiale».

Paul Zumbühl: «Nei prossimi tre anni investiremo circa 150 milioni di franchi a livello mondiale».

In Ticino tutti conoscono l’edificio Interroll di Sant’Antonino con le sue facciate a specchio, situato sulla “tirata” di Cadenazzo. Pochi però sanno cosa succede all’interno delle sue mura. Può spiegarcelo?

Questo luogo è il cuore del nostro gruppo industriale. Qui vengono prese tutte le decisioni e si tessono le fila del gruppo, attivo a livello mondiale nel settore dell’automazione dei processi logistici e di lavorazione. Siamo una delle poche aziende quotate in borsa con sede in Ticino. A Sant’Antonino lavorano circa 150 persone altamente qualificate, di cui una parte opera nel reparto industriale.

Dunque un centro amministrativo molto importante. Qual è il vostro prodotto?

Ci occupiamo di logistica interna. Tanta merce spostata da un punto A ad un punto B viene trasportata su un rullo di trasporto Interroll o immagazzinata grazie ad un sistema di stoccaggio Interroll. Può essere una busta, una valigia in un aeroporto, un pacchetto in un centro di smistamento. I nostri prodotti sono impiegati nell’industria automobilistica, alimentare e della moda, nei servizi postali, nell’e-commerce, negli aeroporti. Tra i nostri clienti figurano marchi come Amazon, Coca-Cola, Nestlé, Zalando.

«L'automatizzazione crea nuovi posti di lavoro interessanti»

 

Il gruppo Interroll è operativo a livello mondiale con 40 aziende. A Sant’Antonino si produce ancora?

Certo, qui abbiamo sempre avuto un’unità produttiva: lo stampaggio a iniezione. Fabbrichiamo articoli in tecnopolimero, come ad esempio piccole capsule che si trovano nei rulli.

L’azienda, fondata nel 1959 in Germania, ha sede dal 1986 in Ticino. Come mai questo cambiamento?

Il cofondatore dell’azienda Dieter Specht amava la Svizzera ed in particolare il Ticino. Così ha deciso di portare lo stampaggio ad iniezione a Sant’Antonino, e alcuni anni dopo, vi ha trasferito la sede principale dell’intero gruppo. Una scelta dettata anche da due importanti fattori: una legislazione più liberale in Svizzera che in Germania e la vicinanza con l’Italia.

Avere la sede in Ticino è un fattore positivo per un gruppo che opera a livello mondiale?

La Svizzera gode di un’ottima reputazione e la legislazione sul lavoro è buona; il plurilinguismo è un grande vantaggio. E grazie a Malpensa siamo collegati con tutto il mondo e col treno sono a Zurigo in poco tempo. Insomma, il Ticino è in una ottima posizione.

Il gruppo Interroll, con 2400 impiegati a livello mondiale, ha appena pubblicato il bilancio 2020, da cui emerge che, nonostante la pandemia, ha registrato un utile in rialzo del 28% pari a 72 milioni di franchi. Un risultato record…

Ma rimaniamo con i piedi per terra. Questo risultato è una motivazione forte per tutto il team che ha sempre lavorato con grande impegno, ed è di buon auspicio per i nostri investimenti. Ci tengo a sottolineare che nei prossimi tre anni investiremo circa 150 milioni di franchi a livello mondiale.

Anche il valore delle vostre azioni è salito del 285% in cinque anni. L’automatizzazione è un mercato così in crescita?

Due sono i punti fondamentali del nostro successo. Da un lato, poiché tutto ciò che viene prodotto deve arrivare al consumatore, la logistica ha un ruolo sempre più importante nell’economia. Dall’altro, i nostri prodotti hanno la particolarità di essere concepiti in modo modulare, cioè sono pezzi che vengono assemblati a seconda delle necessità. Il nostro sistema è come un grande assortimento di mattoncini Lego. Una sfida enorme, ma porta grandi vantaggi ai nostri clienti.

Si sostiene che la pandemia abbia accelerato l’e-commerce. Interroll ne ha beneficiato?

No, anche noi abbiamo dovuto interrompere alcuni progetti in vari Paesi a causa della pandemia. Siamo però stati in grado di reagire velocemente e ciò ha giocato a nostro favore. Vorrei precisare che la cifra d’affari nel 2020 è rimasta più o meno la stessa del 2019.

Quali sono i Paesi più importanti in cui opera Interroll?

Quasi la metà del nostro giro d’affari proviene fuori dall’Europa. Nel nostro continente, il Paese più importante è la Germania, e lo è diventato anche l’Italia. Fuori dall’Europa gli Stati Uniti e la Cina. L’anno scorso abbiamo stipulato contratti interessanti con la Turchia.

Torniamo agli investimenti da lei citati prima. Di cosa si tratta?

Ci stiamo espandendo e negli Stati Uniti abbiamo completato un secondo impianto di produzione vicino ad Atlanta (Georgia); in Europa stiamo costruendo uno stabilimento nuovo a Mosbach (Germania) e in Cina, a Suzhou, nel gennaio scorso, abbiamo posato la prima pietra di una nuova unità che dovrebbe essere completata nel 2022.

La vostra azienda fiorisce, ma la pandemia sta influenzando l’economia mondiale in modo pesante. Che prospettive vede?

Forse non è solo un male che l’economia mondiale si affievolisca un poco. Gli alberi non possono crescere fino al cielo. È importante concentrarsi sull’essenziale. Forse ci vuole più umiltà, anche per poter garantire posti di lavoro sicuri.

Tante persone temono di perdere il lavoro per l’automatizzazione.

Non condivido questo punto di vista. Ritengo che l’automatizzazione crei nuovi posti di lavoro, e più interessanti. Basta vedere i profili dei nostri collaboratori a Sant’Antonino.

Coronavirus significa la fine della globalizzazione?

Non credo. La globalizzazione andrà avanti ma vi sarà un aumento della produzione locale. Forse nasceranno nuovi equilibri fra globale e locale.

Cosa insegna questa pandemia?

La vecchia regola: anche in tempi buoni non si deve vivere al di sopra dei propri mezzi.

Paul Zumbühl è dal 2000 CEO del gruppo Interroll.


Il ritratto

Paul Zumbühl, nato nel 1957, ha studiato ingegneria all'Università di Scienze Applicate e Arti di Lucerna. È stato attivo in vari gruppi industriali come ingegnere e manager. Dal 2000 è CEO del gruppo globale Interroll, con sede a Sant'Antonino. Vive nel Locarnese.