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TRISTAN GOTTRAUX

Da testa calda a numero uno

Tristan Gottraux, non aveva nemmeno concluso la scuola media. Oggi è il migliore installatore di impianti di riscaldamento della Svizzera. La metamorfosi di un talento nascosto.

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Melanie Türkyilmaz
04 gennaio 2021

Alle medie era una testa calda, tanto da concludere la scuola dell’obbligo con una bocciatura e senza la licenza. La vita a volte riserva grandi sorprese. Una di queste è proprio la svolta di Tristan Gottraux, residente a Tenero ma originario del canton Vaud, che oggi ha 21 anni e si è appena laureato come migliore installatore di impianti di riscaldamento della Svizzera. «Ero un ragazzo che poteva finire allo sbando. Devo ringraziare chi ha creduto in me, dai miei genitori Tania e Martino, ai miei datori di lavoro».

Una scommessa vinta

È la ditta Luraschi SA di Vira Gambarogno ad avere scommesso su questo ragazzo irrequieto. Inizialmente con un periodo di prova di qualche mese. Poi dandogli la possibilità di seguire un doppio apprendistato, nel ramo dei sanitari e poi in quello dei riscaldamenti. «Dopo 6 anni di formazione, posso dire di essere un idraulico a 360 gradi. A giugno ho terminato gli studi con la media del cinque e mezzo. Questo mi ha permesso di accedere agli SwissSkills Championships, i campionati svizzeri delle professioni. In autunno mi giocherò uno spareggio con il vincitore del 2019. Chi la spunta, nel 2022 volerà a Shanghai, per i mondiali. Per uno come me, che adora viaggiare, sarebbe un traguardo pazzesco». Ma cosa è accaduto nella testa di Tristan tra la scuola media e l’apprendistato? Perché un ribelle come lui è riuscito ad avere risultati scolastici e professionali da urlo? Nel suo appartamento, il 21enne espone orgogliosamente la medaglia d’oro. «Alle medie la scuola non mi piaceva, non andavo d’accordo coi docenti. Sono una persona impulsiva, sanguigna. Ho avuto anche fortuna, perché quando ho iniziato a fare questo mestiere non sapevo bene cosa mi aspettasse, l’ho scelto un po’ a caso. Poi mi sono reso conto che avevo delle capacità. E soprattutto ho sentito tanta fiducia. La nostra è una ditta in cui lavorano decine di operai, i miei colleghi mi hanno messo in riga, sono sempre stati severi e giusti allo stesso tempo, grazie a loro sono diventato più ragionevole. Quando ho portato la medaglia in azienda mi hanno accolto benissimo, c’era gente emozionata, anche perché ha seguito tutto il mio percorso».

Tristan si occupa di costruzioni nuove o di riattazioni, e ha scoperto di trovare gratificazione in particolare nella fase di saldatura. «Richiede attenzione mentale, e io sono un tipo preciso. Penso che la precisione sia stata la mia arma vincente nelle prove pratiche dei campionati svizzeri».

Una via sottovalutata

Gli SwissSkills Championships, che hanno coinvolto circa 600 ragazzi rappresentanti di oltre 50 professioni, hanno portato in Ticino altre quattro medaglie; due argenti e due bronzi. «La via dell’apprendistato – riprende Tristan – viene troppo spesso sottovalutata nella Svizzera italiana. A me ha salvato la vita in un certo senso, mi ha responsabilizzato, mi ha dato la possibilità di usare le mie mani per creare qualcosa. C’è una ricchezza enorme in tutto questo. Senza contare che l’apprendistato ti tiene un sacco di porte aperte, puoi anche continuare a studiare. In futuro vorrei fare la maestria e occuparmi di apprendisti. Sembra assurdo, vista la mia storia. Credo di avere maturato tanta pazienza, saprei probabilmente gestire anche un altro piccolo Tristan. Essendo stato io stesso un caso difficile, sarei in grado di interagire bene con adolescenti in fase di disagio». La giornata lavorativa di Tristan inizia attorno alle 7 di mattina, in magazzino. Da lì si sposta in tutto il Ticino. «In questi anni ho imparato ad avere disciplina, a rispettare le regole». Il 21enne si definisce un avventuriero che detesta la monotonia, un tipo anche un po’ spericolato, amante degli sport con le tavole ai piedi e della bella compagnia. Tristan ha una sorellina di 8 anni. «La aiuterò e sarò sempre a sua disposizione. Anche lei sembra già avere un bel caratterino. Promette bene». L’ultimo pensiero è di nuovo per i genitori. «Non deve essere stato facile avere un figlio come me. A un certo punto, sempre alle medie, ero pure stato espulso. Stavolta li ho sorpresi in positivo. È a loro che dedico questa mia rinascita».