Il progetto Forrest | Cooperazione
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PERSONAGGI
STEFANO GARGANIGO

Il progetto Forrest

Venticinque anni fa, Stefano Garganigo perde le gambe in un incidente ed è costretto alla sedia a rotelle. Con l’arrivo delle protesi, si rimette a camminare e ora vuole sfidare sé stesso attraversando il Cantone.

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MELANIE TÜRKYILMAZ
31 maggio 2021
Stefano Garganigo: «È un viaggio che mi segnerà di sicuro, perché dovrò affrontare diverse prove fisiche, ma sarà anche un'occasione per confrontarmi con me stesso e il mio mondo interiore».

Stefano Garganigo: «È un viaggio che mi segnerà di sicuro, perché dovrò affrontare diverse prove fisiche, ma sarà anche un'occasione per confrontarmi con me stesso e il mio mondo interiore».

Nulla è impossibile. Su Facebook Stefano Garganigo scrive che bisogna «fare quello che si può con quello che si ha e nel posto in cui ci si trova». Un pensiero che racchiude tutta la sua filosofia, che si ispira in parte anche al film “Forrest Gump” di Robert Zemeckis, soprattutto negli intenti del protagonista impersonato da Tom Hanks, che ha sfruttato ogni occasione che la vita gli ha posto dinnanzi senza farsi bloccare da niente o nessuno. E che con grande forza di volontà ed entusiasmo, ha raggiunto i suoi obiettivi.

Per questo Stefano ha deciso di sfidare sé stesso progettando un’impresa che lo vedrà protagonista a fine settembre: partire a piedi da Chiasso per raggiungere Airolo in quattordici tappe. E si sta preparando alacremente, allenandosi giornalmente con molta costanza per raggiungere la meta. Un’impresa resa difficile soprattutto dai dislivelli dati dal percorso e dalla ancora incerta fiducia nei confronti della sua nuova protesi. «Ho diviso il cammino in tratte: la più impegnativa sarà sicuramente la discesa del Ceneri, che affronterò in due o tre giorni dormendo in tenda». In questi mesi si sta preparando con i fisioterapisti, per poter abituare la mente a fidarsi del suo nuovo ginocchio elettronico, e al contempo si è messo alla ricerca di contatti per trovare dodici posti in cui rifocillarsi, dormire e ricaricare le pile durante il percorso.

Guardare con positività alla vita

Lo andiamo a trovare a Seseglio, sui campi da tennis, uno dei suoi sport preferiti, entrato da poco a far parte della sua routine settimanale. «In realtà sono un velista, appassionato di regate, e, non appena posso, parto con la mia barca e solco i laghi di tutta Europa, però ora, vista anche la situazione particolare, ho iniziato a giocare a tennis vicino casa».

Una vita piena di avventure, tanto sport e costante impegno. «Giocare a tennis lo trovo impegnativo, ma ogni volta miglioro il mio livello, e già solo per questo continuo a giocare. Sono contento di essermi avvicinato a questo sport, anche se il mio preferito rimane pur sempre la vela. Nei nostri incontri è stimolante confrontarsi tra di noi che giochiamo su sedie a rotelle, ma anche con i normodotati che vogliono giocare insieme a noi. Durante queste parti- te diamo il massimo, e, come Forrest Gump, riusciamo ad affrontare le difficoltà senza mai gettare la spugna. Per me è importante che si riesca a fare ciò che si può con quel che si ha, dando sempre il meglio di sé. Diciamo che è una caratteristica che apprezzo molto in tutte le persone, ma che vedo soprattutto in chi deve affrontare maggiori difficoltà nella vita».

A Stefano capita spesso di riflettere sul concetto di normalità. «Vedo tanti disabili con più o meno disabilità che fanno esattamente quello che fanno i normodotati. Il punto forte dei disabili, secondo me, è che provano a fare tutto quel che possono al cento per cento delle loro possibilità. Sempre per parlare della vela: sono appena stato ad una regata, ho visto tetraplegici solcare il lago manovrando la barca in totale autonomia grazie a speciali tecniche di guida. Nutro grande rispetto per loro. Anche io cerco di dare il massimo con le possibilità che ho, ma loro rappresentano per me il più grande stimolo, perché sono un esempio di positività nei confronti della vita».

Per questo Stefano ha deciso di proporre il suo progetto: per affrontarne le sue difficoltà e superarle. «È un viaggio che mi segnerà di sicuro, perché dovrò affrontare diverse prove fisiche, ma sarà anche un’occasione per confrontarmi con me stesso e il mio mondo interiore». Una sfida che si è posto come obiettivo con grande determinazione. «E se non dovesse andare a buon fine – spiega –, avrà comunque un grande valore. Perché se mi permetterà anche solo di vivere un’esperienza nuova da cui trarre benefici, sarà già un successo».

Un’impresa che vorrebbe condividere anche con le associazioni presenti sul territorio ticinese: «Sono stato contattato da alcune di loro che vogliono fare una tappa con me per promuovere il loro operato e farsi conoscere sui social». Per questo ha creato una pagina Facebook: “Chiasso-Airolo, progetto Forrest” dove contattarlo per discutere con lui del suo progetto o prenderne parte. Se preferite annunciarvi per mail per dargli ospitalità durante il tragitto scriveteci a: cooperazione@coop.ch, vi metteremo in contatto con lui. «Sarei felice anche solo se la gente partecipasse percorrendo un tratto di strada con me», questo è il suo desiderio e noi ci auguriamo che possa realizzarlo.