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MIRIAM DOSSENA

Inseguendo la felicità

Miriam Dossena, luganese, ha solo 21 anni ma ha già una carriera da star alle spalle. Non solo per avere recitato per Disney Channel. Oggi vive a Los Angeles, in un mondo di squali.

FOTO
HOOTAN MAHDAVI/MAD
25 gennaio 2021
Miriam Dossena  è arrivata negli Stati Uniti per un corso  di lingua di sei mesi, oggi  sono oltre due anni che è di casa in California.

Miriam Dossena è arrivata negli Stati Uniti per un corso di lingua di sei mesi, oggi sono oltre due anni che è di casa in California.

Ha posato per Vogue, ha sfilato per Roberto Cavalli. È stata soprattutto una star di “Alex & Co”, serie televisiva di Disney Channel. Si potrebbero citare anche i suoi spot per Giochi Preziosi, o il suo video musicale per il rapper Emis Killa. In sintesi, è il curriculum della 21enne Miriam Dossena, nata e cresciuta a Lugano. La potremmo immaginare snob e viziata. In videochiamata da Los Angeles ci si ritrova, invece, di fronte a una ragazza umile, a tratti fragile. «Le mie giornate sono piene di crisi esistenziali, mi sembra sempre di non avere combinato niente nella vita».

Uno splendido sorriso

C’è una sfumatura che caratterizza Miriam in maniera profonda. Non c’è un secondo, nel corso della nostra chiacchierata, in cui la 21enne luganese non sorrida. Nemmeno quando accenna alla sua travagliata adolescenza, in cui è stata confrontata con problemi famigliari. «Alcuni pensano che io abbia avuto un’esistenza facile. Non è così. E anche qui negli Stati Uniti ho dovuto affrontare sfide toste. In passato avevo lavorato soprattutto con l’Italia, anche “Alex & Co” era stato girato a Milano. Qui mi rendo conto di essere un numero, quella americana è una società competitiva, individualista, basata sul profitto. Se ne frega della famiglia, ad esempio. E io un giorno vorrei essere sposata e avere dei bambini».

«A me piace recitare, però non ne faccio la mia principale ragione di vita»

 

Miriam approda negli Usa oltre due anni fa per un soggiorno linguistico di sei mesi. «E pensare che ho sempre odiato viaggiare, perché ho paura dei cambiamenti. Paradossale, vero? È sempre stato così. Anche quando da bambina mia madre mi portava ai casting, io ci andavo contro voglia, perché bisognava sempre macinare chilometri. Sta di fatto che dopo essermi ambientata qui, non me la sono sentita di tornare. Certo, sotto sotto, c’era il desiderio di giocarmi la carta di Hollywood. Però io sono la tipa che fa un funerale per ogni spazzolino da denti che deve buttare. Ogni variazione è di troppo. Oggi studio giornalismo al Santa Monica College, per tenermi aperte più porte possibili».

Il diario verde

Una piccola smorfia, quasi impercettibile, appare sul volto di Miriam quando nomina la madre. Come se tra le due ci fosse un rapporto ambivalente. «È una mamma che morirebbe per me. Ci amiamo tantissimo. Il problema è che abbiamo caratteri diversi, io sono emotiva, lei è pragmatica. Mia madre ha studiato arti drammatiche a Sofia ed è arrivata in Svizzera in seguito alle vicende legate alla caduta del muro di Berlino. Diciamo che ha un po’ proiettato su di me il suo sogno di diventare una grande attrice».

La 21enne mostra il suo diario, color verde. «A regalarmelo è stata la mia amica Julie, quando sono partita dal Ticino. Qui racconto le mie giornate americane. Rileggendo alcune pagine, mi rendo conto di avere attraversato anche periodi di grande depressione a causa della partenza di alcuni amici e della solitudine, o di ansia dovuta alla mostruosa burocrazia statunitense. Senza contare che a un certo punto Donald Trump voleva espellere gli studenti internazionali. Già di base non ho una grande autostima, per me queste sono state dunque prove importanti. Sono tanto insicura, ossessionata dal timore di fallire».

Nonno Mario e l’orto

Una brava ragazza in un mondo di squali. È l’immagine che piano piano emerge discutendo con Miriam. «Ho un compagno, Diego, con cui vivo una bella storia. E poi ho una gatta, Bimba, che mi fa compagnia. Il Ticino mi manca; a causa del Covid-19 non ci torno ormai da più di un anno. A un certo punto pensavo di aver preso il virus, non sentivo più né il gusto, né l’olfatto. Ho fatto un sacco di tamponi e sono sempre risultata negativa. Il Covid mi impedisce di tornare a trovare nonno Mario. Non mi ricordo neanche quanti anni ha, ma è l’uomo della mia vita. Quando andavo alle elementari di Breganzona, a ogni ricreazione mi portava qualcosa dal suo orto. Ogni volta che ci sentiamo in FaceTime mi emoziono».

Tante incognite per il futuro

Il Coronavirus sta condizionando il presente della giovane attrice. «Si va avanti, ma è tutto piuttosto bloccato. Anche a livello cinematografico». Si torna a parlare di set. Di casting. Fa tenerezza, Miriam, mentre gioca con la sua Bimba. Così come quando accarezza alcune pagine del diario verde. «A me recitare piace, sin da quando seguivo i corsi del Centro Artistico MAT di Lugano. Però non ne faccio la mia principale ragione di vita, capite? Insomma, sono una che si adatterebbe a fare qualsiasi mestiere nel nome della felicità. Continuerò sempre a essere me stessa. Con la mia fragilità e la mia semplicità».