L'eleganza fatta donna | Cooperazione
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PERSONAGGI
XENIA FERRONI​

L'eleganza fatta donna

Xenia Ferroni, 30 anni, ha ideato il marchio Mixik, che si sta facendo strada nel mondo della moda. Un traguardo dedicato ai suoi genitori, scomparsi nel 2020.

FOTO
MELANIE TÜRKYILMAZ
22 febbraio 2021

Colpisce per il suo charme e per la sua eleganza. Xenia Ferroni, stilista, è seduta sul divano del salotto in una splendida casa di Muralto.

«La casa in cui sono cresciuta. Quella in cui vivevano i miei genitori, papà Nicola e mamma Dafne, entrambi scomparsi nel 2020». A loro Xenia dedica i suoi traguardi nel mondo della moda. Raggiunti in particolare col suo marchio, Mixik. «Ho uno showroom a Milano e uno, appena aperto, a Tokyo».

Benedetta Los Angeles

Capelli castani scuri, occhi azzurri, un fisico aggraziato. E soprattutto tanto carisma. Dote che ha permesso a questa 30enne ticinese di sfondare in un mondo contraddistinto da enormi pressioni. «Idèo in particolare scialli, con cashmere e pelle, ma anche guanti, cappellini, accessori in generale. Ad acquistarmeli sono negozi con più marchi di fascia alta. Le mie creazioni sono presenti in una quarantina di store multibrand sparsi in 15 Paesi».

Il campo base di Xenia è a Milano. «Sono sempre stata una tipa indipendente. A 16 anni me ne sono andata di casa, non avevo particolari problemi, inseguivo però la mia libertà. Frequentavo il liceo a Lugano e avevo un mio appartamentino».

Poi arriva l’esperienza negli Stati Uniti. Da Boston a Miami, passando per Los Angeles. «Volevo imparare l’inglese per accedere alla Bocconi e studiare economia. La moda mi ha sempre attirato, già da bambina mi piaceva vestirmi bene. Però ero intimorita da questo ambiente tanto competitivo. A Los Angeles, dove si è bombardati dal marketing, mi sono resa conto che avrei potuto farcela e che la paura non mi avrebbe portato a nulla». Niente Bocconi dunque. Xenia torna in Italia e frequenta l’istituto Marangoni. Studierà fashion business, con tanto di master. Seguiranno altre esperienze in giro per un mondo che per la giovane locarnese si fa sempre più piccolo. «I miei quattro anni a Ginevra, dapprima in una piccola azienda e in seguito presso un grande marchio, sono stati davvero formativi. Lì ho maturato l’idea di avere una linea mia, che rispecchiasse la mia personalità».

Nel suo eterno peregrinare attraverso il pianeta, Xenia trova anche l’amore. Accade sempre a Los Angeles. «Lì ho conosciuto Riccardo, il mio compagno. Sono passati otto anni da allora. E stiamo ancora insieme, nonostante lui lavori a Bruxelles. La nostra è una relazione a distanza che funziona, abbiamo trovato un equilibrio. Ci sosteniamo a vicenda, ma allo stesso tempo siamo consapevoli del fatto che ognuno di noi è alla ricerca della propria affermazione personale».

Quel dolore da elaborare

Patti chiari anche col fratello Gregorio (25) e con la sorella Catarina (24). «Ci vogliamo un bene enorme. Spesso litighiamo, ma poi facciamo subito pace. Catarina studia diritto a Ginevra, Gregorio storia a Torino. Abbiamo percorsi differenti. Ma ci piace ritrovarci ogni tanto qui, nella nostra casa di Muralto. Di tornare nello studio di papà, dove ci sono ancora i suoi libri e la sua sedia; lui era un noto psichiatra. La morte di mio padre, che è sempre stato mio tifoso e consigliere, la sto elaborando. Il Covid se l’è portato via a marzo, a soli 66 anni. La partenza di mia mamma, a novembre, invece è ancora troppo fresca. Aveva solo 57 anni. Mi mancano, non lo nego. Sto cercando di dare un senso a tutto ciò, ci penso spesso anche quando vado nel rustico di Arosio, nel Malcantone, mentre accarezzo Luigione, il nostro cane, un carlino beige, di quasi 17 anni. Papà aveva intenzione di trascorrere lì la pensione».

Una mente mai doma

Si emoziona, Xenia, quando pensa agli occhi felici dei suoi genitori di fronte alla prima foto di una sua creazione apparsa sulla rivista Vogue. «Si trattava di uno scialle giallo. Era il 2019. Mixik era appena nato. Il nome? L’ho scovato in Messico, girovagando tra le bancarelle di un mercatino. Trovai una targhetta con quella strana scritta, mi dissero che era un nome di donna. Mi piacque».

La 30enne locarnese diventa così un’imprenditrice del Made in Italy. Lei ci mette le idee, la creatività. Il resto lo fa la produzione, ubicata nel Comasco.

«Sembro tranquilla. Ma a volte mi tocca alzare la voce. La mia testa non sta ferma un solo secondo, e quello della moda è un settore dai ritmi sfrenati. Tempo fa Giorgio Armani ha lanciato l’allarme, sostenendo che i grandi marchi non avrebbero più dovuto produrre per quattro stagioni, bensì solo per due. Per stimolare l’innovazione e per ridurre gli sprechi. E se lo dice Armani…».

La giovane stilista Xenia Ferroni ha creato il suo marchio di moda nel 2019, e oggi i suoi prodotti sono presenti in ben 15 Paesi.