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La bellezza

Teresa Ciabatti sul suo nuovo romanzo “Sembrava bellezza”: tre donne, l’ossessione del corpo, l’idealizzazione della gioventù.

14 giugno 2021

Che cosa sembrava bellezza?

La giovinezza guardata da lontano. Rimpiangendola viene idealizzata. Allora essere giovani diventa valore di per sé, e lo diventa per chi non lo è più. Livia prima dell’incidente è resa bellissima dagli altri, i maschi che la desiderano, le femmine che vorrebbero essere lei. Basta la notte dell’incidente a fare di lei una reietta. Quello che in genere avviene nel tempo, a Livia succede in una notte. Eppure, a distanza di trent’anni, si scopre che anche la Livia di prima, amata e desiderata, non era felice. No, non era bellezza.

L'AUTRICE

Teresa Ciabatti

elisabetta bucciarelliteresa ciabatti

Nata a Orbetello nel 1972, Teresa Ciabatti ha esordito nel 2002 con ”Adelmo, torna da me” (Einaudi). Il nuovo romanzo “Sembrava bellezza” è edito da Mondadori.

Esiste una verità nel raccontare la nostra storia?

Ogni volta che ricordiamo aggiungiamo, togliamo. Non esiste verità assoluta, perché cambia la percezione di noi, il presente modifica il passato. «È così facile scrivere i propri ricordi quando si ha una cattiva memoria» dice Schnitzler. E Nietzsche: «Il vantaggio della cattiva memoria è che si godono più volte le stesse buone cose per la prima volta». Per me scrivere significa la messa in pratica della cattiva memoria. Esercizio incessante di cattiva memoria.

Quanta violenza contiene l’adolescenza?

In un’intervista, riguardo alla violenza subita da ragazzina, la scrittrice Amèlie Nothomb ha detto: «È stato un episodio centrale della mia adolescenza, senza dubbio. Ha contribuito a renderla il periodo orribile che è stato. Detto questo, credo che tutte le adolescenze siano violente. La prima domanda che mi viene da fare quando conosco qualcuno è sempre “come è riuscito a superare l’adolescenza?”». Io, per esempio, sono ancora incredula di essere sopravvissuta. In uno stato, tutto sommato, passabile.

La vecchiaia ci libera dall’ossessione per il corpo?

Tutt’altro: si aggiunge la paura di occupare troppo spazio, la preoccupazione di essere d’ingombro. Quanti comprano la tomba da vivi? Un gesto che risponde alla premura che il corpo, questo corpo, non sia di peso a nessuno.

Che cosa significa per la sua protagonista avere successo?

Ha a che fare col bisogno giovanile di essere vista. Un bisogno che nell’età adulta si trasforma in ambizione, voglia di successo appunto, che è necessità di essere notati, stavolta però da tutti. Come se non bastassero più amici e famiglia. Salto di megalomania: il mondo. Essere visti dal mondo. Desiderio, ossessione, fino a attestato di esistenza. Sentire di non esistere fuori da quella luce.