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MARIA JOSé AGUILAR MURILLO

La strega e il fuoco

Maria José Aguilar Murillo è una dei pochissimi abitanti del nucleo di Veglia (Lavizzara). Coi suoi cerchi fa cose strepitose. Artista di strada, si è esibita davanti a migliaia di persone. E ora è pronta a ripartire.

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MASSIMO PEDRAZZINI
26 luglio 2021
Maria José Aguilar Murillo: «Io rispetto il fuoco e il fuoco rispetta me. E in questo modo mi posso esibire con serenità».

Maria José Aguilar Murillo: «Io rispetto il fuoco e il fuoco rispetta me. E in questo modo mi posso esibire con serenità».

C’è una casetta piccola così. E una donnina piccola così. Ci perdoni Lucio Dalla. Ma a vedere Maria José Aguilar Murillo, 23 anni e 150 centimetri di statura, l’accostamento viene spontaneo. Pensando anche al minuscolo rustico in sasso in cui vive, a Veglia (Lavizzara), nucleo in cui gli abitanti si contano sulle dita di una mano. «Io, mio marito Geremia, e il mio cane siamo tra questi».

Fuori dagli schemi

Qui non c’è da stare attenti al lupo. Bensì al fuoco. La donnina piccola è un’artista di strada, coi suoi hula hoop infiammati si è esibita anche davanti a platee internazionali, con migliaia di presenti. In Sri Lanka, in Turchia, in Nepal, a Berlino. Maria, il cui nome d’arte è Alieen Cat, con quei cerchi fa cose fuori di testa. Usandone anche tre alla volta. «I trucchi li ho imparati in Nicaragua. È lì che mi sono formata, in una specie di scuola circense».

Sì, perché questa bella ragazza con gli occhi da gatta e col 60% del suo esile corpo ricoperto da tatuaggi arriva da un Paese lontano. «Sono nata e cresciuta in Costa Rica. Da adolescente mi sono resa conto che non volevo restare negli schemi. Sono scappata un sacco di volte da scuola, non avevo voglia di studiare, i docenti non mi stimolavano. E a 18 anni ho lasciato la mia terra con 40 dollari in tasca. La mia meta era proprio il Nicaragua. Da lì ho girato il mondo».

Al mattino si alza e vede il bosco, in sottofondo sente il rumore del fiume. La quiete a Veglia regna sovrana. Come ci è finita Maria in uno dei villaggi più piccoli della Svizzera? «Dopo una parentesi in Messico, sono capitata in Svizzera tramite amici. Avevo partecipato a un festival a Neuchâtel. Nel 2018 a un compleanno conosco Geremia, mi colpisce subito per il fatto di avere uno spirito anarchico e per la sua intelligenza. Mi piaceva anche il fatto che lui parlasse lo spagnolo. Io però dovevo ripartire, avevo i miei spettacoli da fare all’estero».

I due decidono così di tenersi in contatto. E, diversi mesi dopo, si danno appuntamento in Repubblica Ceca. «È lì che si consolida il nostro amore. A quel punto decidiamo di venire ad abitare a Veglia, nella casa di suo nonno».

Diversa da sempre

Sul viso della 23enne, tra le sopracciglia, colpisce il piercing che riproduce la luna. Non solo. Sulla fronte c’è un simbolo religioso indiano. «Io però non appartengo a nessuna religione. Mi sento molto spirituale, questo sì. Anche il mio rapporto col fuoco lo è. Il fuoco è come un’entità. Prima di ogni performance lo ringrazio. Io rispetto il fuoco e il fuoco rispetta me. E in questo modo io mi posso esibire con serenità. Ovviamente durante gli spettacoli devo essere parecchio concentrata, non si può sgarrare».

Questa è la storia di una ragazza che si è sempre sentita diversa. Sin da bambina, quando i compagni di classe dicevano che la sua testa era simile a quella di un alieno.

«Anche per questo ho scelto il mio nome d’arte Alieen Cat. So anche di avere gli occhi da gatta. Io non me la sono mai presa. Ho abbracciato la mia diversità. Sono strana, lo so. Mi sento un po’ una strega, sia quando gioco col fuoco, sia quando nella mia cameretta realizzo accessori ornamentali per il corpo, con materiale ecosostenibile. È un’attività accessoria che mi piace. Mi vesto di nero, sono ribelle. E non è colpa di nessuno. Mia madre Maria Esther (47) mi ha fatto passare una bella infanzia, era gerente di una catena di negozi. E ho un bel rapporto anche con Erika (25) ed Eduardo (29), i miei fratelli. All’inizio mia madre si arrabbiò parecchio per le mie scelte. In Costa Rica gli artisti di strada sono visti come pezzenti. Qui in Europa c’è più apertura. Quando ha saputo che mi esibivo anche davanti a 7mila persone era orgogliosa di me».

Le pulizie e il sogno

La pandemia ha frenato la carriera di una ragazza abituata a vedere il globo come qualcosa da attraversare facilmente, in lungo e in largo.

«Per noi artisti c’è stato un lungo stop. Ma io ho continuato ad allenarmi. Non ho nessuna vergogna ad ammettere che per tirare avanti ho fatto le pulizie per il Centro internazionale di scultura di Peccia. E poi tengo anche corsi di hula hoop per bambini. Vedere i bambini entusiasti e divertiti mi dà tanta gioia. Certo, coi bimbi non si usa il fuoco. Quello è riservato agli adulti. Ora guardo al futuro con ottimismo. Se tutto va bene a gennaio 2022 parteciperò a un grandissimo festival in Sri Lanka. E da lì potrebbe partire una nuova tournée. Col mio campo base sempre nella bellissima Veglia».