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Mistero etneo

Cristina Cassar Scalia sul suo nuovo giallo “L’uomo del porto”: la vicequestore Guarrasi sotto scorta e il prof accoltellato.

27 giugno 2021

Alla sua quarta avventura, con “L’uomo del porto”, la vicequestore Vanina Guarrasi si presenta con una novità: deve vivere sotto scorta, in una sorta di cattività. E questo la limita…

…e la obbliga ad una nuova impostazione delle indagini. Ora non può inventarsi un sopralluogo ad ore impossibili, o pause rigeneranti nella sua osteria preferita. Del resto l’avvertimento ricevuto da parte della mafia è stato chiaro: una pallottola, come quella consegnata a suo padre, poi ucciso.

L'AUTRICE

Cristina Cassar Scalia

Medico oftalmologo, Cristina Cassar Scalia vive e lavora a Catania. La serie con la vicequestore Vanina Guarrasi, pubblicata da Einaudi, è al quarto episodio con “L’uomo del porto”.

Il caso che smuove “L’uomo del porto” è atipico. Un professore di filosofia di liceo, senza legami con la malavita, viene trovato morto in un fiume a Catania…

«È una brutta storia quando muore una persona perbene», così riflette il pubblico ministero nell’apprendere dell’omicidio di Vincenzo La Barbera, professore di liceo stravagante ma molto amato per la sua attività sociale, per la sua sensibilità. Che vive su una barca, pur potendo permettersi un appartamento borghese.

In un contesto quasi magico: un fiume sotterraneo, con un bar underground, e un salto temporale: oggi e negli anni Ottanta.

Cerco di raccontare una “Sicilia unica”, quella etnea, ma anche omologata nei drammi al resto del mondo: gli anni della droga, dell’eroina, che ha falcidiato una generazione in tutte le città d’Europa…

L’indagine è difficile, non ci sono indizi. Poi, grazie a un gioco di squadra sempre più efficace, e alla navigata intuizione di Vanina Guarrasi, ecco lo sviluppo…

Mi piace questa rete di relazioni che coinvolge colleghi, familiari e amicizie. Senza ostacoli generazionali (l’ottuagenario ex commissario Patanè ha un ruolo preciso) o sessuali.

Se la si paragona a Camilleri (la serialità del protagonista, le battute dialettali, la sicilianità…) si sente lusingata o intimorita?

Lusingata, lusingata. Anche se ad unirci è soprattutto la Sicilia. Certe affinità, come il rapporto con il cibo, le dinamiche con i colleghi…, ci sono. Per me Camilleri è maestro, punto.

Sempre cinefila e buongustaia, Vanina Guarrasi sembra anche a una svolta nella sua storia personale…

Del suo rapporto con Paolo non posso dire altro. Perché ancora non lo so. Chissà… vediamo.