Mr. Rain, malinconico pop | Cooperazione
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INTERVISTA
MUSICA

Mr. Rain, malinconico pop

È uno degli emergenti del pop italiano. Mr. Rain sta per pubblicare il suo terzo lavoro, “Petrichor”, un album che racconta il suo percorso di vita. Mattia (il suo vero nome) ci porta nel suo mondo romantico e un po’ malinconico, amato da migliaia di giovani fan.

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MAD
08 febbraio 2021
Mattia Balardi, in arte Mr. Rain: «Le canzoni parlano di me, delle mie sensazioni e del mio vissuto».

Mattia Balardi, in arte Mr. Rain: «Le canzoni parlano di me, delle mie sensazioni e del mio vissuto».

Ha un nome d’arte esterofilo, Mr. Rain (Il signor pioggia, ndr), ma è italianissimo. Si chiama Mattia Belardi, viene da Desenzano sul Garda, e nel corso del tempo s’è ritagliato uno spazio nel cuore di migliaia di giovani fan, che amano il suo mondo romantico e un po’ malinconico. Ha inciso due album e vari singoli di successo, come “Fiori di Chernobyl”, fra i brani più ascoltati in Italia nel 2020, che ha raggiunto la certificazione doppio platino e oltre 30 milioni di visualizzazioni su YouTube. Fra pochi giorni, il 12 febbraio, uscirà il suo terzo cd, Petrichor.

Innanzitutto, una curiosità: perché si fa chiamare Mr. Rain?

Perché amo scrivere nei giorni di pioggia. Ho provato anche quando c’è il sole, ma non funziona…

Come ha iniziato?

Mi sono innamorato del rap di Eminem e ho provato a suonare e cantare qualcosa anch’io. Per divertimento e da completo autodidatta: ho imparato piano, chitarra e produzione coi tutorial di YouTube. Poi la passione è diventata un lavoro.

Anni fa lei disse no al talent “X Factor”, perché?

Avevo fatto il casting per gioco, ma quando mi hanno preso ho capito che quella non era la mia strada. Meglio andare a piccoli passi e crescere in autonomia. Mi piace avere il controllo totale delle mie cose.

Definire la sua musica non è facile: pop, rap, canzone d’autore o che altro?

Scelga lei, a me non piacciono le etichette. Sono Mattia, una volta faccio un genere, una volta un altro. L’importante è entrare nel cuore delle persone.

Il suo singolo “Fiori di Chermobyl”, uscito la scorsa primavera, è stato un successo.

È una canzone per me molto importante, giunta dopo un anno difficile a causa di problemi di salute e depressione. Il messaggio è che dopo ogni catastrofe può nascere qualcosa di buono. È autobiografica.

«L'importante è entrare nel cuore delle persone»

 

Come è uscito dalla crisi?

Lavorando su me stesso. E scrivendo. La musica è stata il mio psicologo, fare canzoni è terapeutico. “Fiori di Chernobyl” è stato il punto di svolta, una ripartenza: ho buttato i pezzi che avevo nel cassetto e ho ricominciato da zero. Anche perciò rimane il filo conduttore del nuovo disco.

L’album s’intitola “Petrichor”: che cosa significa?

Il petricore è il profumo della pioggia e si ricollega al mio nome d’arte. Le canzoni parlano di me, delle mie sensazioni e del mio vissuto.

Il nuovo singolo è “Non c’è più musica”, in duetto con la popstar inglese Birdy.

Ho pensato a lei perché i nostri due mondi sono molto simili, così malinconici ed emotivi. Le ho scritto senza troppe speranze e, invece, lei ha accettato subito: è stato uno choc, ma positivo! È nata così una collaborazione genuina e la sua voce valorizza al meglio la canzone.

Un altro brano molto intenso è “Nemico di me stesso”.

Parla della battaglia interiore fra Mattia e Mr. Rain, l’uomo e l’artista. Io sono devoto alla musica e voglio il controllo totale sulle mie cose: mi trovo così con una mole esagerata di lavoro, tanto da dover sacrificare affetti e privato. Inseguo il sogno, ma perdo la mia vita. Non ho ancora risolto il conflitto, ma ho imparato a conviverci. Ho iniziato un percorso e raggiunto un certo equilibrio. La musica aiuta, perché nelle canzoni mi metto a nudo con le mie fragilità e i miei momenti no.

“Non fa per me”, invece, è un pezzo più polemico sul sistema musica e il festival di Sanremo.

Avevo proposto due pezzi che sono stati rifiutati, poi proprio “Fiori di Chernobyl” ha avuto un grande successo. Il problema è che c’è un distacco fra quello che la gente vuole e quello che viene passato da radio e tv. Così io faccio milioni di streaming ma non vado a Sanremo!

E il live?

Mi manca da morire. Spero che il 2021 ci riporti i concerti, perché quello è il momento in cui entri in contatto con chi ti ha portato fin lì. Vedere tanti ragazzi che si emozionano sotto il palco ti ripaga di tutti i sacrifici.


Il ritratto

Mattia Balardi, alias Mr. Rain, nasce a Desenzano del Garda nel 1991. Si appassiona alla musica ascoltando il rap di Eminem e comincia a scrivere i primi pezzi nel 2009. Nel 2011 pubblica il mixtape “Time 2 Eat”, seguito nel 2015 da “Memories”, primo disco ufficiale, che viene portato in tour con vari “sold out”. Nel 2018 è la volta di “Butterfly Effect”, con singoli di successo come “I grandi non piangono mai” e “Ipernova”. La scorsa primavera esce con la hit “I Fiori di Chernobyl”, inclusa nell’album “Petrichor”, in uscita il 12 febbraio per Warner.

www.instagram.com/mrrainofficial