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SARA BERETTA PICCOLI

Per mostrare i denti serve il sorriso

Sara Beretti Piccoli è un’igienista a domicilio. Percorre in lungo e in largo il cantone con la sua due cavalli rossa. Che presto la porterà a partecipare all’Atlantic Pacific Ocean Drive: da Amburgo a Vladivostok.

TESTO
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Alessandra Meniconzi
11 gennaio 2021
Sara Beretti Piccoli ha realizzato il suo sogno di portare cure a domicilio: «Perché bisogna andare per forza in studio e doversi limitare mentalmente ad avere tutta una serie di comfort quando invece ci basta molto meno?».

Sara Beretti Piccoli ha realizzato il suo sogno di portare cure a domicilio: «Perché bisogna andare per forza in studio e doversi limitare mentalmente ad avere tutta una serie di comfort quando invece ci basta molto meno?».

Il modo migliore di mostrare i denti è con un sorriso, diceva Henry Miller. Basta vederla arrivare sulla sua due cavalli rossa per capire che questa frase racchiude tutta la sua filosofia. Sara Beretta Piccoli della cura del sorriso ha fatto la sua professione e dallo scorso anno ha deciso di portare la sua attività di igienista dentale anche a domicilio. «La mia scelta è stata di proporre qualcosa che in Ticino non esisteva ancora. Quello di lavorare a domicilio era un progetto che avevo nel cassetto da moltissimo tempo, ma purtroppo nel nostro Cantone non era possibile – ci racconta Sara –. L’idea era di andare dove c’era richiesta, soprattutto nelle case per anziane, dove le persone hanno difficoltà a spostarsi. E se non si tratta di casi urgenti, spesso nessuno si interessa alla loro igiene dentale. Pulire sminuisce un po’ il nostro lavoro, che in realtà è un trattamento medico e non solo estetico». Ex deputata in Gran Consiglio e dal 2013 consigliera comunale di Lugano, Sara Beretta Piccoli ha fatto molto per rendere possibile questa modifica legislativa e dal 2019, grazie alla nuova Legge sanitaria, gli igienisti dentali hanno la possibilità di mettersi in proprio anche in Ticino. «In Svizzera interna questo era possibile da oltre vent’anni. Abbiamo dovuto lottare molto per essere riconosciute anche nel nostro Cantone, e una formazione di igienista ancora non c’è».

Vivere con meno

Come compagna di viaggio in questa nuova avventura professionale, Sara ha scelto La Giovanna: una Citroën due cavalli che le è stata regalata da suo padre e che l’accompagna da oltre trent’anni. «La Giovanna è sempre stata con me in tutte le tappe della mia vita. Quando ho deciso di intraprendere questo nuovo percorso ho sentito che era venuto il momento di riportarla al suo splendore. È stato un lavoro lungo. Prima la carrozzeria, poi il motore. Giovanni era il nome di mio padre, e Giovanna è anche il mio secondo nome. Per le visite a domicilio tolgo il sedile dietro, così il baule diventa enorme, e ci posso mettere tutta la mia attrezzatura». Il materiale di lavoro di Sara consiste nel cosiddetto riunito che ha fatto arrivare dagli Stati Uniti: sedia, valigia con compressore per l’aspirazione, ultrasuoni e un’altra piccola valigia con il materiale sterile. «In venticinque chili ho tutto il mio studio». «Mi piace l’idea di potermi mettere sempre in cammino. Più stai fermo e meno partiresti, perché hai sempre più bisogno di sicurezze e di avere le tue cose vicine. Credo invece che per essere felici ci serva molto meno; siamo noi che continuiamo a crearci necessità inutili. Vogliamo auto con il sedile riscaldato, con i finestrini elettrici, ma possiamo benissimo fare a meno di tutte queste cose. Per questo motivo ho deciso di vendere la mia macchina e riportare in vita La Giovanna, che riassume anche la filosofia del mio lavoro. Perché bisogna andare per forza in studio e doversi limitare mentalmente ad avere tutta una serie di comfort quando invece ci basta molto meno? Poter svolgere il mio mestiere a domicilio è già un privilegio, molti anziani che ho visitato, non avendo la possibilità di uscire, hanno voglia di chiacchierare e hanno storie incredibili da raccontare, sono tesori immensi, ricevo più di quello che do».

Oltre alla politica, una delle passioni di Sara è sempre stata lo sport; difficile nominarne uno che non abbia praticato. Dallo Judo alla corsa d’orientamento, al canottaggio, al rampichino, alla scherma, al sub, al beach tennis, all’arrampicata, fino al parapendio, passione che condivide con il figlio Mattia e che l’ha portata fino a volare sulle Ande. Piena di energia, Sara ama anche la musica – è presidente della Filarmonica Unione Sonvico –, suona la chitarra, canta, e tra i sogni nel cassetto, c’è anche quello di imparare a suonare la tromba. «Nella vita è importante sperimentare, mantenersi attivi, perché privarsi di scoprire nuove cose?». Durante questo primo anno di attività a domicilio, la pandemia non è stata d’aiuto, ma le difficoltà non le hanno certo tolto il sorriso. «A causa di questa situazione ora sono in risacca, come un’onda che aspetta di formare un frangente». Classe 1971, Sara ha da pochi giorni compiuto i cinquant’anni. E per celebrare questo traguardo sta programmando un’impresa epica con la sua Giovanna: partecipare a una delle gare d’auto d’epoca più avventurose del mondo: l’Atlantic Pacific Ocean Drive. Da Amburgo a Vladivostok, 15mila chilometri in 40 giorni attraversando sei catene montuose e quattro deserti. «Lo so, sembra una follia, ma alla fine, come ha ben det-to qualcuno, non sono gli anni nella tua vita che contano. È la vita nei tuoi anni».

Sara Beretti Piccoli ha realizzato il suo sogno di portare cure a domicilio: «Perché bisogna andare per forza in studio e doversi limitare mentalmente ad avere tutta una serie di comfort quando invece ci basta molto meno?».