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PERSONAGGI
MILLY MILJKOVIC

Ritagli di vita

Armata di forbici e carta colorata, l’illustratrice, stop motion animator e set designer Milly Miljkovic crea mondi colorati e di fantasia per raccontare storie impegnate. Nella speranza di un futuro più giusto.

TESTO
FOTO
ALAIN INTRAINA
01 febbraio 2021
Milly Miljkovic: «Vorrei diventare un'importante regista di film di animazione».

Milly Miljkovic: «Vorrei diventare un'importante regista di film di animazione».

La vita di una persona è fatta di ritagli, di diverse forme e colori, che si combinano per raccontare una storia unica, nuova… Milly Miljkovic di questa metafora ha fatto il suo lavoro.

Oggi, intagliando la carta racconta storie, educa gli adolescenti e comunica messaggi sociali importanti. È nata nel 1991 sotto il segno dell’ariete… e l’elemento del fuoco emerge poco a poco. Mentre mi parla del cammino della sua vita, si delinea una personalità decisa, chiara e ambiziosa.

Inventare spazi e strutture

Nasce a Lucerna e cresce in Ticino, dove studia, prima allo Csia e poi all’Accademia di Architettura di Mendrisio, periodo in cui si appassiona alla creazione dei modellini in miniatura. «Da piccola amavo lego e meccano e, siccome avevo pochi pezzi, usavo l’immaginazione per creare il resto delle strutture – ricorda –. Già allora il mio gioco preferito era inventare spazi e strutture. Dell’accademia ho adorato stare immersa tra cartoncini, materiali, macchine che tagliano».

L’ultimo anno, scopre design, disegno e stampa in 3D e il piacere di far spaziare l’immaginazione con un progetto onirico dedicato alle case volanti. «È stato risvegliando quella dimensione più fantastica che ho deciso di fare una scuola di illustrazione e fumetto a Torino al corso di disegno e animazione 3D – racconta Milly –. Poter disegnare animali, case, personaggi in 3D e metterli in movimento con la tecnologia mi faceva impazzire». Lì si innamora del potenziale narrativo dell’animazione e completa la formazione con il master in animazione.

Storie grandi in miniatura

Ogni frammento di vita, ogni intaglio, anche quando apparentemente incongruente, l’ha portata in modo organico e fluido al successivo. «La mia guida è sempre stata l’entusiasmo; quando qualcosa mi emoziona so che sono al posto giusto». Tornata in Ticino, inizia a lavorare come scenografa per produzioni cinematografiche locali, occupandosi delle simulazioni al computer. Parallelamente porta avanti progetti personali di animazione. «La miniatura ti dà il senso dello spazio e del contesto ma, siccome non è reale, puoi inventare tutto quello che vuoi». Oggi sta definendo la sua figura come artista unendo i due mondi — set design per il cinema e animazione — attraverso il materiale cartaceo. Crea e racconta storie con il suo stile unico, tanto colorato e ludico quanto ricco di contenuti. Spesso crea animazioni seguendo lo scenario scritto da altri ma, sempre più, le piace l’idea di scrivere lei stessa nuove storie. «Per me la libertà è molto importante e ho fatto scelte che mi permettessero di creare a modo mio, come freelance – continua –. La realtà attuale non è evidente, con gli avvenimenti del 2020 non è facile proiettarsi verso il futuro, ma non mi lascio abbattere e continuo a credere fortemente nelle mie visioni e nella resilienza dell’umanità».

Due personaggi creati da Milly Miljkovic.

Un nuovo progetto prevede una prima fase di ricerca in cui tutto, la forma di una lampada, un odore, una puntata di TEDx, può diventare uno spunto di ispirazione. «Leggo, guardo film, ascolto musica, passo del tempo nella natura e poco a poco la storia che voglio raccontare prende forma». Per un creativo, la curiosità non può avere confini e nasce per essere libera di spaziare, viaggiando vicino e lontano. «Mi interesso molto anche alla mia cultura di origine, alla Serbia, terra dei miei genitori. Imparo a conoscerla seguendo artisti contemporanei e tradizionali, ascoltando canti folcloristici, scoprendone le tradizioni – spiega –. La tradizione dei film di animazione nell’Europa dell’Est e in Russia è molto importante ed è un tesoro di artisti incredibili».

In questo momento, Milly Miljkovic si sta occupando di un progetto assieme ad un’artista torinese che vive a Zurigo, un’animazione che mira a sensibilizzare gli adolescenti, in particolare le ragazze, parlando di sessualità ed emozioni in modo più aperto e intelligente.

«Siamo ancora troppo poche!»

L’etica è un punto focale del procedere di Milly Miljkovic, per questo lavora con carta prodotta in modo etico e sostenibile e predilige progetti impegnati. «Desidero veicolare messaggi che mi stanno a cuore. Tra questi il femminismo, una tematica a cui sono molto vicina e e che seguo attraverso letture e film». Tra gli ultimi visti c’è “L’ordine divino”, film di Petra Volpe, ambientato nella Svizzera degli anni ’70. Il messaggio che lascia è: sappiate donne che dovrete lottare per sempre. «Rispetto agli anni ’70 abbiamo molti più mezzi. Sebbene non siano pari a quelli a disposizione degli uomini, usiamoli!». Il suo sogno è «diventare un’importante regista di film di animazione. Voglio vedere più voci di donne donne nella produzione filmica. Oggi siamo ancora troppo poche!».