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CRISTINA CANETTI

Una vita in piscina

Cristina Canetti da 15 anni è uno dei volti della piscina di Bellinzona, dove settimana prossima riprenderanno i tradizionali corsi di nuoto. Incontro con un’appassionata di nuoto e di estate.

FOTO
MELANIE TÜRKYILMAZ
14 giugno 2021
Cristina Canetti, uno dei volti  della piscina di Bellinzona.

Cristina Canetti, uno dei volti della piscina di Bellinzona.

Ogni località ha il suo rito che segna l’inizio dell’estate. A Bellinzona, per i bambini l’inizio delle vacanze è scandito dai corsi di nuoto, che però non mancano di polarizzare. Per alcuni sono sinonimo di levatacce, che non si distinguono da quelle dell’anno concluso; per altri sono un appuntamento attesissimo, poco importa che piova o ci sia il sole, l’importante è tuffarsi al più presto in piscina. Cristina Canetti faceva parte di questi ultimi. «Passavo le estati in piscina! Mio papà mi aveva insegnato a nuotare quando avevo 5 anni» si ricorda quella che da 15 anni è uno dei volti della piscina di Bellinzona: dapprima come bagnina, e dal 2017 come cassiera.

Alla piscina si respira già aria di vacanza e tutto è pronto per rinnovare il rito annuale. Fuori dagli orari di lavoro, Cristina ha già previsto di venirci con la figlia di 4 anni. «Uno degli obiettivi di quest’estate è insegnarle a nuotare, per me è importante che impari al più presto». La piccolina riceverà sicuramente una formazione con i fiocchi: Cristina infatti è anche insegnante di nuoto. La sua vita gira intorno alla piscina, ma è un po’ per caso che ne ha fatto il suo luogo di lavoro.

«Da ragazzina facevo parte della Snb (Società nuoto Bellinzona, oggi Turrita Nuoto, ndr). Avevo preso i brevetti di salvataggio, ero monitrice e nuotavo anche a livello agonistico ticinese. In quegli anni, la campionessa svizzera era ticinese, quindi diciamo che ho collezionato una sequenza di secondi posti – ricorda –. Ma a 17 anni ho smesso, non avevo praticamente più tempo libero e non avevo lo spirito di abnegazione di altri giovani che nuotano a livello agonistico».

L’inizio dell’avventura in piscina

Dopo la scuola dell’obbligo e qualche tempo alla propedeutica, Cristina inizia a lavorare in un negozio a Bellinzona, fino all’arrivo della prima figlia, quando smette di lavorare per fare la mamma. Allora vent’enne e single, si occupa da sola della bambina. «Portavo mia figlia ovunque, veniva con me anche in piscina: ai tempi insegnavo nuoto a giovani disabili. Intorno a me tanti pensavano che non sarei riuscita a cavarmela da sola, mentre io volevo dimostrare che sapevo arrangiarmi. E mi è riuscito piuttosto bene: mia figlia è una brava ragazza».

Al momento di tornare nel mondo del lavoro, Cristina non sa bene che via intraprendere. «Sono molto felice oggi della dritta che mi diede una mia amica. Mi aveva detto che una bagnina stava lasciando il lavoro e siccome c’era già la piscina coperta, non sarebbe stato solo un lavoro stagionale ma un posto fisso. Sono stata ingaggiata e ho iniziato anche a dare corsi di nuoto ai bambini». È certo che la sua vita avrebbe un tutt’altro aspetto se non fosse stata assunta, infatti è in piscina che nel 2010 ha conosciuto il suo attuale compagno e padre della seconda figlia.

5 lunghissimi minuti

Siamo sedute al bar della piscina, a bordo vasca lo storico bagnino Jean- Claude s’intrattiene con una collega. «È IL personaggio della piscina, una persona di cuore. È stato mio collega quando avevo iniziato come bagnina – racconta Cristina –. Gli interventi consistevano soprattutto nel mettere cerotti a chi si sbucciava le ginocchia cadendo sull’asfalto. Ma capitavano anche incidenti. I bambini sono attratti dall’acqua e bisogna sempre tenerli d’occhio. Mi ricorderò sempre quel 2 agosto alle 2 e 2. Era una giornata piuttosto grigia, non c’era molta gente. Stavo andando in pausa pranzo e avevo con me il telefonino per le urgenze, quando mi chiama un collega per dirmi che un bambino aveva avuto un arresto cardiaco. Corro subito. Era un bimbo di 4 anni, respirava ancora, ma era privo di sensi. L’ambulanza è arrivata dopo soli 5 minuti, ma sono stati i più lunghi della mia vita. Il piccolo si è subito ristabilito, ma non ho potuto chiudere occhio per diverse notti».

Estate bellinzonese

Dopo l’arrivo della seconda figlia, per permetterle di conciliare meglio lavoro e vita privata, a Cristina viene offerta la possibilità di lavorare alla cassa, dove vede i frequentatori da un altro punto di vista. «È curioso. Ho dovuto imparare a riconoscerli “vestiti”. Da bagnina li distinguevo da lontano, per il colore della cuffia, lo stile di nuoto. Ma stando dietro alla cassa erano loro a riconoscere me – racconta mostrando un bel sorriso –. Sì, mi dicono in molti che sono qualcuno di molto sorridente. È vero che guardo con ottimismo alla vita».

E pare contagioso, a vedere come i colleghi, passandole accanto, si rivolgono a lei. «Venire a lavorare in piscina è stato come un naturale ritorno a casa. Quest’estate anche mia figlia più grande sarà qui. Studia a Locarno e per guadagnare qualche soldo farà la bagnina».

I corsi di nuoto riprenderanno settimana prossima, e anche quelli che si alzeranno con il piede sbagliato, dopo il fastidio iniziale, saranno felici di ritrovarsi con gli amici e di farsene di nuovi. Perché questa è l’estate di Bellinzona.