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MANGIARE E BERE
PANPEPATO

Casa, dolce casa

Una casa dolce tutta da mangiare: il sogno di ogni bambino. Grazie agli atelier di Kambly questo desiderio è alla portata di tutti. Ma con kit e istruzioni per l’uso, ci si può cimentare anche da soli.

FOTO
PINO COVINO
30 novembre 2020
Pasticcieri  in erba all'opera, durante un atelier tenuto  a Trubschachen nel 2019.

Pasticcieri in erba all'opera, durante un atelier tenuto a Trubschachen nel 2019.

Chi, da bambino, non ha fantasticato di avere una bella casetta di panpepato, con tanto di golose decorazioni e di personaggi di marzapane, tutta da mangiare? Se più a Nord la presenza di questo dolce è ben ancorata, a Sud sono altri gli immancabili dolci natalizi, anche se i loro nomi iniziano tutti con pan... Ma se fare un panettone o un pandoro è missione praticamente impossibile, la creazione di una casa di panpepato è alla portata di tutti. O quasi. Noi, per essere certi di non fallire, decidiamo di affidarci a mani esperte. Come quelle dei maîtres confiseurs di Kambly, a Trubschachen, la sede del famoso biscottificio elvetico. Qui, a ridosso delle festività, si tengono atelier per la confezione di dolci natalizi, specialmente ideati per bambini. Ma anche durante l’arco dell’anno non mancano workshop di pasticceria, per bambini e anche per adulti.

INFO E CURIOSITÀ

Universo Kambly

L’Universo Kambly a Trubschachen nell’Emmental non è solo la sede dell’azienda, ma anche un negozio, un laboratorio e uno spazio per atelier di pasticceria. Quello che abbiamo seguito noi costa 10 franchi a partecipante: è possibile anche annunciarsi come gruppo per un workshop di pasticceria a un prezzo forfettario di fr. 120.–.

Dal 25 novembre al 20 dicembre, dal mercoledì alla domenica, si potrà visitare il villaggio natalizio, il tutto nel rispetto delle regole di igiene e distanziamento sociale. Per info su corsi ed eventi: www.kambly.com/it/universo-kambly.

Oggi è la pasticciera Patricia Zimmermann ad animare l’atelier per gli 11 bambini e ragazzi venuti a creare la casetta di panpepato. Dopo aver fatto indossare il grembiule agli apprendisti pasticcieri, Patricia, spiega lo svolgimento del corso.

Ognuno riceve un pezzo rettangolare di panpepato preparato la vigilia dai maîtres confiseurs (l’impasto di panpepato deve riposare almeno 24 ore). Quindi, con l’aiuto di forme, i partecipanti ricavano le pareti, la base e il tetto di quella che sarà la casetta, che vengono subito infornati. Mentre i biscotti cuociono, si passa alla parte più creativa dell’atelier: la preparazione delle decorazioni e delle figurine di marzapane. Con grande abilità, Patricia mostra ai ragazzi come da pezzetti di marzapane colorato e lavorato in palline si ricavino teste, corpi di ometti e di animaletti. I capelli invece si ottengono pigiando il marzapane attraverso le maglie sottili di un colino. Quando svela i piccoli trucchi del mestiere, tutti i ragazzi, dai più piccoli ai più grandi, pendono dalle sue labbra e seguono con la massima attenzione prima di mettersi a loro volta all’opera.

Si parte da rotolini di marzapane per realizzare i personaggi che renderanno unica ogni casetta.

«È bello ogni volta vedere cosa fanno i bambini con la loro fantasia. Questo è il mio atelier pre- ferito, perché è dove si possono sbizzarrire di più» spiega Patricia mentre osserva e studia attentamente cosa fanno i suoi piccoli apprendisti, aiutando chi è in difficoltà.

DALLA A ALLA Z

Ricette per una dolce casetta

Se volete creare la vostra casetta di panpepato dalla A alla Z, sul sito di Fooby trovate non solo la ricetta per la preparazione del panpepato ma anche le istruzioni per assemblare i vari moduli: https://fooby.ch/it/ricette/17213/casetta-di-panpepato.

C’è chi ha problemi a rendere stabi- li le figurine: «Mi è caduta la testa» esclama una piccola con alcuni problemi a formare una piccola strega; ma senza darsi per vinta, si rimette subito all’opera. Nel frattempo si diffonde nella sala il piacevole profumo del panpepato appena sfornato, quel misto di miele, zenzero e cannella che con la mente ci porta al periodo dell’Avvento.

Per assemblare i moduli della casetta, si fa ricorso a una scenografica glassa di zucchero. E dopo questa fase delicata, si passa a quella più divertente: collocare i personaggi e decorare la casa con mille dolcetti colorati, incollandoli con la glassa zuccherina. La fantasia non ha limiti: ci si sbizzarrisce con smarties, perline di zucchero, biscotti…Dopo poco più di due ore, l’atelier si conclude. Tutte le casette sono finite: c’è chi ha caricato parecchio in decorazione, chi è rimasto più sobrio, ma tutte hanno un aspetto delizioso, in tutti i sensi. Forse è in questo che risiede il successo dell’atelier: la garanzia di portarsi a casa un lavoretto bello e buono. «La mia casetta non resisterà fino a domani – sorride un ragazzo –. L’avrò già spazzata entro sera». Se anche voi siete golosi, ma non volete distruggere subito la vostra creazione, un buon metodo per placare la voglia di dolci è quello di non aprire la confezione in cui è stata riposta la casetta e volgere invece lo sguardo verso i biscotti dell’outlet. Un paradiso per i golosi: si trovano tutti i tipi di biscotti Kambly. Ma c’è anche il reparto pasticceria, dove dolci freschi e appena sfornati che non si trovano in commercio, freschezza oblige, non aspettano altro che farsi assaggiare…

La fantasia si scatena al momento di creare le figurine con il marzapane colorato.


Una ricca storia

Il panpepato è attestato come regalo natalizio già in manoscritti alsaziani del XV secolo. Questo dolce tipico della tradizione nordica deve le sue origini al commercio delle spezie dall’estremo Oriente. La località alsaziana di Gertwiller, anche nota come la capitale del panpepato, è una tappa obbligata per gli amanti di questo dolce. Qui si trovano il museo “Palais du pain d’épices”, nei locali della panetteria Fortwenger – che già nel 1768 ne iniziò la fabbricazione e che ne crea tutt’oggi –, e anche il più piccolo e artigianale “Musée du pain d’épices” della pasticceria Lips, artigiano del panpepato dal 1806, pure con piccolo negozio annesso in cui fare incetta di dolci creazioni.