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FRUTTA E VERDURA DI STAGIONE

Dal Ticino, rosso d'amore

«Senza cuore e passione saremmo spacciati»: Christian Bassi, con la sua Orticola, ha resistito nei mesi difficili. Ora conta sulla volontà di continuare ad acquistare locale.

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sandro mahler
01 giugno 2020
Con quello che produce l'Orticola Bassi, carote, pomodori, patate, zucchine e insalate, non manca nulla per una busta della spesa tutta regionale.

Con quello che produce l'Orticola Bassi, carote, pomodori, patate, zucchine e insalate, non manca nulla per una busta della spesa tutta regionale.

«Penso che le persone si siano rese conto dell’importanza della produzione sul territorio durante i mesi della pandemia: senza un affermato sistema che affonda le sue radici nella regione dipendiamo, in situazioni di emergenza, dall’importazione, che però subisce gli effetti delle frontiere chiuse». Christian Bassi ha reagito ai tempi duri di questo inizio 2020 con tutti i grossi problemi dettati dall’imprevedibilità del mercato. «Un esempio per tutti: ordino le piantine in media sei mesi prima di raccogliere i prodotti; quando di colpo sono esplose le richieste, e poi improvvisamente calate, mi sono ritrovato a fare i conti con difficoltà di previsione e di gestione del personale mai sperimentate». Poter continuare a produrre significa dover garantire condizioni conformi alle nuove normative igieniche. In agricoltura, dove si lavora braccio a braccio con molte persone, non è facile. «Un’agricoltura locale forte è possibile solo se non si perderà la consapevolezza dell’importanza della produzione sul territorio».

Azienda in famiglia

«Ai nostri bimbi piacciono soprattutto pomodori, carote e insalate. Mangiamo tantissime verdure: è bello poterle raccogliere e mangiare il giorno stesso, freschissime. In famiglia siamo in quattro per ora… a luglio arriverà ancora un piccolo, o piccola» racconta Christian Bassi, che dell’orticoltura ha fatto la sua vita. Un mestiere ereditato dal papà: «ho ritirato l’azienda nel 2016, da allora ho appreso sempre più nozioni per svolgere al meglio questo difficile ruolo».

Si occupa dell’organizzazione aziendale e di quella della campicoltura; nelle serre sono attivi gli specialisti che si occupano della gestione completa delle colture di pomodori. «In media diamo lavoro a 35 operai durante tutto l’anno e 80 in stagione».

Studio e tecnologie

Parliamo un po’ di Christian Bassi, cosa ci vuole per diventare un bravo agricoltore? «Ho fatto l’apprendistato nel Canton Berna a 15 anni, per ottenere l’attestato di capacità federale come orticoltore. Mi piace principalmente la campicoltura: coltivare ortaggi in campo aperto mi permette di lavorare con mezzi interessanti, affinando di anno in anno tecnica e rendimento». Un esempio? «Usare le nuove tecnologie di lavorazione come il GPS e i macchinari super precisi per ottenere risultati migliori». Ma attenzione, Bassi sottolinea: «non bisogna scordare che il lavoro più importante lo fa l’uomo».

Raccolto: un compito delicato

Nella vita del tondeggiante ortaggio rosso, ogni fase ha la sua importanza: «la piantagione è delicata; come anche la gestione della coltura per tutta la stagione, dove non mancano imprevisti e malattie da gestire. Il raccolto dev’essere delicato, per garantire ai clienti un prodotto di qualità». I virus sono un problema per il mondo ortofrutticolo, che ne è continuamente minacciato. «Si insinuano e possono colpire, mandando a monte il lavoro di tutta la stagione». Quando questo accade, sono provocati ingenti danni: «colpiscono i nostri frutti, e perdiamo grandi quantitativi di merce».

Ticino, terra di pomodori e non solo; anche di agricoltori che si impegnano per dare un ottimo prodotto a km zero.