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LE PETIT CHEVRIER

Il paradiso delle capre

Erbe aromatiche, aria fresca di montagna e tanto, tanto amore: nelle Prealpi friburghesi, la famiglia Raemy offre alle capre una vita in un ambiente protetto. I Raemy trasformano il loro latte nel formaggio di capra: «le petit chevrier».

FOTO
Heiner H. Schmitt
27 aprile 2020

All’inizio le capre sono timide e in soggezione, osservano fotografo e redattore con circospezione, tenendosi a distanza di sicurezza. Dopo un po’, non riescono più a trattenere la curiosità e si avvicinano correndo, giungendo da tutte le direzioni. Danno un’annusata ai visitatori, tirano i vestiti e strofinano il muso, sperando di ricevere qualche carezza.

Sopra lo Schwarzsee, in un punto da cui si vedono le vette del Kaiseregg, dello Spitzflue e del Gantrisch, la famiglia Raemy ha creato, per le loro 150 capre, un piccolo paradiso. «Gli animali si godono le temperature primaverili e si radunano sui pascoli», spiega Ursula (60 anni), la “mamma” di tutte le capre. Il gregge ha a disposizione più di 15 ettari nei quali si può sfogare liberamente. «Ma quando fuori piove, gli animali preferiscono starsene in stalla all’asciutto», racconta Lienhard Raemy (55 anni). «Decidono loro se restare dentro o fuori». Sul lato della stalla esposto a Sud, Lienhard, che è anche falegname, ha realizzato una terrazza dove le capre possono oziare al sole.

Brigitte, Luciola, Cara: Ursula Raemy conosce i nomi di ognuna delle sue capre. Un giorno li imparerà anche suo figlio Patrice.

«Sono molto affezionato a loro, anche se talvolta sono proprio dispettose!», Lienhard Raemy. 

Un formaggio molto digeribile

Le capre sono creature adorabili ma cocciute. «Spesso ho l’impressione di essere in un circo», dice con il sorriso Ursula Raemy, che chiama ogni sua capra per nome. «Sono animali a volte capricciosi e che amano fare di testa loro». Ogni giorno, però, ci sono due appuntamenti fissi ai quali non mancano mai. «La mungitura delle quattro di mattina e quella delle tre del pomeriggio». Ogni capo produce in media dai sei ai sette litri di latte al giorno, quelli giovani un po’ meno. Il latte prodotto dalle capre dei Raemy, insieme a quello di altri 30 contadini svizzeri con allevamenti sostenibili, sono trasformati in formaggio “le petit chevrier” (il piccolo capraio). La particolarità di questo delicato formaggio di capra sta nell’essere prodotto al 100% con ingredienti naturali. E dato che è ben tollerato e facilmente digeribile, è sempre più apprezzato sia dagli estimatori del formaggio che dagli allergici. Dopo aver visto come vivono le capre della fattoria Raemy, resistere a «le petit chevrier» sarà ancora più difficile. 

Più informazioni e ricette (in francese e tedesco) su: www.le-petit-chevrier.ch

Le capre appartengono alla razza della Camosciata delle Alpi.

Bûche

Da noi lo si chiama anche “büscion” ed è prodotto con latte di capra pastorizzato. Con la sua consistenza cremosa, non dovrebbe mai mancare su nessun piatto di formaggi.

Camembert

Questo formaggio a pasta molle “le petit chevrier” si contraddistingue per la consistenza cremosa e per la nota fruttata. L’aroma di latte di capra è molto discreto.

Formaggio fresco

Il formaggio fresco Nature “le petit chevrier” ha un delicato aroma di latte caprino. Ottimo sia spalmato sul pane sia con l’insalata, per un piatto originale e diverso dal solito.

Surchoix

Il Surchoix de chèvre “le petit chevrier” è un formaggio a pasta dura di primissima qualità. Dopo una stagionatura di otto mesi acquista un carattere inconfondibile e un aroma particolarmente bilanciato.