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A TAVOLA
LATTE BIO

L'erba bio del vicino

Ritratto di una famiglia di allevatori bio di vacche Simmental. Il loro latte biologico di prima qualità è distribuito in tutta la Svizzera.

FOTO
Christoph Kaminski
18 aprile 2020
Le bovine Simmental vivono in armonia grazie alle attenzioni di Karin Wanner. Producono meno latte rispetto ad altre razze, ma di migliore qualità.

Le bovine Simmental vivono in armonia grazie alle attenzioni di Karin Wanner. Producono meno latte rispetto ad altre razze, ma di migliore qualità.

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concorso

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Ulteriori informazioni qui: www.bio-suisse.ch/latte

È metà marzo e, mentre la gente si abitua alla distanza sociale e all’home office, nel Canton Berna le mucche della famiglia Wanner Tüscher si apprestano a gustare la loro libertà. Passata l’ultima gelata notturna, possono nuovamente uscire al pascolo.

Più della metà della mandria è costituita da vacche Simmental. «Mia madre era già particolarmente affezionata a questa razza», dice l’agricoltrice Karin Wanner (42). «Anche se le vacche di razza Simmental danno meno latte rispetto ad altre, sono anche più frugali e più docili di carattere. Inoltre, sono vacche cosiddette a duplice attitudine, preziose anche per la qualità della loro carne». Che le sue mucche potessero essere private delle corna, non è mai entrato in discussione per l’allevatrice. «Anche Chrigu ha dovuto abituarsi a questo», dice.

Un lavoro di squadra

Chrigu è suo marito, il quarantaseienne Christian Tüscher. I due si sono incontrati durante la loro formazione a Zollikofen (BE), alla scuola che ora si chiama Università di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari. Nel 2008 hanno rilevato la fattoria a Schüpfen (BE) dai genitori di Christian, quattro anni dopo la fattoria dei genitori di Karin a Recherswil (SO), a circa un’ora di distanza con il trattore. Nella prima è stato costruita una nuova stalla per le mucche, che sono l’ambito della moglie. Il marito si concentra sull’agricoltura: grano, patate e altre colture. Quest’anno vorrebbero iniziare la coltivazione della soia.

Naturalmente, tutto in qualità bio: dal 2013 l’azienda è stata completamente convertita. «All’epoca ci abbiamo riflettuto molto. Con i bambini piccoli e le fattorie così distanti, non è stato facile», ammette Karin Wanner. «Ma lo scambio di opinioni con altri agricoltori biologici ci ha reso la scelta più facile e c’è stato anche un grande incoraggiamento da parte degli abitanti del villaggio».

Una famiglia unita

«Per il momento il prezzo del latte bio è stabile e speriamo che rimanga così a lungo» auspica Karin Wanner, «ma per i bovini da carne c’è molta poca richiesta al momento».

Come ogni mattina, alle sei meno un quarto l’allevatrice si reca in stalla per la mungitura. Per evitare invidie alimentari e lotte di rango, gli animali stanno nel recinto del mangime per un’ora e mezza. «Da ciò dipende l’armonia della mandria», spiega l’allevatrice. «Ecco perché raramente compriamo nuove bovine. Ci vuole molto tempo e attenzione perché gli animali si abituino l’uno all’altro». Alle otto e mezza le mucche tornano al pascolo e si attacca con il lavoro nei campi. Di questi tempi, però, c’è un altro impegno per la famiglia Wanner Tüscher: le loro figlie Joelle (14 anni), Céline (12 anni) e Aline (8 anni), invece di andare a scuola, studiano da casa. Fortunatamente, le maggiori sono indipendenti e sostengono la più giovane. Ciononostante le ragazze, come i loro genitori, non vedono l’ora che arrivino le vacanze di primavera e la semina delle patate.

«Ci prendiamo anche consapevolmente del tempo per l’altro, anche andando di tanto in tanto in vacanza», sottolinea Karin Wanner. «In quei periodi i colleghi delle fattorie vicine si prendono cura dei nostri animali».

Alle quattro e mezza del pomeriggio, le mucche tornano dal pascolo e vengono munte una seconda volta. Alle sei e mezza si conclude la giornata lavorativa, è l’ora della famiglia.