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SVIZZERA

L'eredità del signor Müller

È da Wädenswil/ZH che un neo-vitigno bianco partí alla conquista del mondo. Con un successo strepitoso. Oggi, questa stessa varietà, creata da un genio universale, è giunta a un punto di svolta.

20 luglio 2020
ll Centro di viticoltura di Wädenswil (ZH). 

ll Centro di viticoltura di Wädenswil (ZH). 

Nel cuore del vigneto sorge un’elegante casetta risalente alla fine del XIX secolo. Alla balaustra delle scale è avvitichiata quella che sembra una pianta d’uva. È l’unica pianta madre originale del celebre Riesling-Sylvaner. Nato nel 1850, Hermann Müller Thurgau è stato un pioniere svizzero della fruttiviticoltura, la cui rivoluzionaria attività di ricerca è ancora oggi un importante punto di riferimento. A lui si devono le prime sperimentazioni di innesti tra vitigni, come quello tra Rie­sling e Sylvaner, il nuovo incrocio a bacca bianca più diffuso al mondo, meglio noto come Müller-Thurgau o Rivaner. A Wä­den­swil c’è ancora il Centro di viticoltura, ossia quella che un tempo fu la Stazione di ricerca svizzero-tedesca per l’ortofruttiviticoltura. Nel 1891 il professor Hermann Müller-Thurgau ne fu nominato primo direttore, contribuendo in seguito al suo consolidamento e affermazione. Con alle spalle una gloriosa e brillante carriera, il professore portò con sé anche le sementi di una nuova e rivoluzionaria varietà di vino.

Sieghard Vaja (42 anni), responsabile del Centro.

Si ricomincia dal futuro

Alle origini

Hermann Müller, il padre del vino Müller-Thurgau.

Nato nel 1850 a Tägerwilen (TG), Hermann Müller è stato un fisiologo vegetale, un botanico e un agronomo apprezzato in tutto il mondo. Fino al 1890 è stato professore e direttore dell’Istituto di fisiologia vegetale di Geisenheim (D) dove, nel 1882, coltivò le prime viti sperimentali del vino che in seguito si sarebbe chiamato come lui. Per distinguerlo dagli altri collaboratori di nome Hermann Müller, i colleghi gli dettero il soprannome di «Müller-Thurgau». Nel 1891 fu nominato primo direttore della Stazione di ricerca per l’ortofruttiviticoltura di Wädenswil (ZH). Muore nel 1927. Hermann Müller è considerato un pioniere nel campo dei succhi di frutta non fermentati pastorizzati. Quest’anno è stata istituita in suo onore la Fondazione Müller-Thurgau. Per finire una curiosità: nel 1998, alcune indagini genetiche hanno corretto la genitorialità del Riesling-Sylvaner attribuendolo all’incrocio tra Riesling e Madeleine Royale.

Da quest’anno, spetta all’enologo e tecnico delle bevande Sieghard Vaja (42 anni) portare avanti il lascito di Hermann Müller-Thurgau in qualità di direttore del Centro di viticoltura. «Abbiamo ancora conservate le piante madri originarie che vennero innestate per la prima volta. I viticoltori continuano a usarle per la riproduzione» spiega entusiasta il tecnico altoatesino. Con il nuovo vitigno, il professore creò anche i presupposti affinché la ricerca di Wädenswil in campo vitivinicolo ottenesse un riconoscimento mondiale. Negli ultimi anni però la Confederazione ha adottato drastiche misure di riduzione dei costi che hanno portato a un ridimensionamento dell’attività di ricerca a Wädenswil e alla soppressione del corso di studi in enologia all’Università di scienze applicate di Zurigo (Zhaw). È maturata però l’idea di un centro indipendente finanziato da organizzazioni partner come Agroscope (Ricerca svizzera per l’agricoltura, l’alimentazione e l’ambiente), Zhaw e Strickhof (centro di formazione per viticoltori). Il centro propone corsi di perfezionamento per viticoltori, analisi del vino, sviluppo del prodotto; inoltre produce il suo vino e vanta un laboratorio di sperimentazione, con test anche sul Riesling- Sylvaner.

In costante evoluzione

«All’epoca l’allevamento del Mül­ler-Thurgau mirava a ottenere una stabilità produttiva, un prodotto che maturasse bene e precocemente e che rispondesse a standard di quantità e di prezzo». Siegfried Vaja precisa: «Un tempo, gran parte della popolazione non era in grado di procurarsi scorte di generi alimentari di prima necessità e il vino non godeva ancora di quel carattere di lifestyle che ha oggi». Nel dopoguerra la vite rappresentava una produzione sicura, ma la ripresa dell’economia spinse la gente verso una maggiore consapevolezza. Si iniziò ad apprezzare il piacere di bere vino di qualità. «Non va poi dimenticato che oggi la vite trova condizioni diverse da quelle di una volta: clima più caldo e umido e colpi di freddo più frequenti. Oggi la vite è molto più vulnerabile» conclude Vaja. A causa dei cambiamenti climatici, il Müller Thurgau è stato spesso sostituito da varietà come Sauvignon Blanc, che rispondono meglio alla modernità dei tempi. «Hanno una resa minore, ma sono più aromatiche e corpose». Il tanto amato bianco ha dalla sua anche la convenienza. Il Centro vitivinicolo sta cercando di svecchiare l’immagine del Müller-Thurgau. «Non esistono nuove varietà in senso stretto, ma stiamo provando a spiegare ai viticoltori diversi metodi di lavorazione, per invogliarli a sperimentare con questo vitigno».

Il «Leichter Müller»

Siegfried Vaja e la sua squadra hanno di recente presentato il progetto di un Mül- ler-Thurgau leggero, il «Leichter Müller», un Riesling-Sylvaner con un tenore alcolico di 8.5%, il più basso prescritto per un vino dalla legge svizzera. «Potrebbe essere un modo» dice Vaja «per riposizionare il Riesling-Sylvaner come vino leggero». Questo non significa che il Ceo del Centro di viticoltura non apprezzi la generale spensieratezza e facilità di beva di questo bianco: «È e resta un vino estivo informale e disinvolto, un ottimo compromesso per una cena in compagnia». Per certi versi potrebbe tornare anche di nuovo in auge, vista la sempre maggiore popolarità dei vini leggeri. «Perché poi non usarlo nei cocktail? Vedo già gli intenditori storcere il naso» commenta Vaja accennando un sorriso. Quali sarebbero i suoi punti di forza? «La sua aromaticità e struttura discrete e poco invadenti potrebbero sicuramente piacere a molti». Sieghard Vaja guarda al futuro con ottimismo: «Sono sicuro che un vino così non sparirà mai dalla circolazione».

Naturaplan Bio Riesling-Silvaner

Succoso e aromatico

Andreas Tuchschmied, viticoltore al Fibl (Istituto di ricerca dell’agricoltura biologica di Frick/AG) coltiva Riesling- Sylvaner bio da sei anni. Grazie all’ottima resa, il vino ha un’impronta ecologica ridotta che rimane la stessa a prescindere dalla quantità. Ciò rende il prezzo del Riesling-Sylvaner bio contenuto. Aargau AOC Fricker Riesling Sylvaner Naturaplan bio: colore giallo dorato chiaro, al naso sentori di agrumi e note esotiche mature; al palato fresca acidità, frutto succoso e molto aromatico.
Prezzo: fr. 13.50/75 cl. In vendita nei principali Centri Coop o al sito: www.mondovino.ch